Tantra Yoga come percorso spirituale

La pratica del Tantra Yoga si rivela particolarmente adatta nel caso in cui ci si trovi a vivere un periodo di forte stress. Quante volte vi è capitato di non riuscire a godervi quei piccoli momenti insieme alla vostra famiglia o agli amici?

La frustrazione che si crea porta, inevitabilmente, a sviluppare depressione e disturbi a questa connessi, quali ansia e insoddisfazione. Per questo è fondamentale ritornare a occuparsi della propria mente, così come del corpo che diventa un mezzo per arrivare al divino.

I rituali che caratterizzano il Tantra Yoga sono infatti pensati per agire sul nostro umore, migliorandolo e riducendo di conseguenza gli elementi di stress.

Risulta quindi fondamentale comprendere come funziona questa particolare disciplina, solo così se ne vedranno i risultati nella quotidianità.

Quali sono le basi del Tantra Yoga?

Nella pratica del tantra yoga vengono distinte le vie della mano destra e quelle della mano sinistra. Se le prime fanno riferimento a un’unione del principio maschile e femminile dal punto di vista energetico, quelle della mano sinistra si fanno coincidere con il rituale sessuale.

I benefici sul corpo sono vari, sicuramente i muscoli si presentano rilassati e le tensioni svaniscono ma è la parte psicologica a ritrovare la sua dimensione originaria. La depressione e la tristezza, riflesso di un periodo dove è lo stress a dominare, affievoliscono in nome di un ritorno alla normalità necessario.

Tantra yoga e il rapporto con l’estasi

L’energia che si libera dopo la pratica del Tantra Yoga connette mente e corpo. Il Tantra Yoga viene anche chiamato yoga dell’estasi e trova le sue origini nel buddismo e nell’induismo.

In realtà l’associazione con la dimensione sessuale non è ciò che è alla base di questo rituale, piuttosto lo è la ricerca del benessere su mente e corpo.
Nel Tantra yoga si cerca la salvezza dello spirito, il ritorno a un equilibrio ormai dimenticato a causa di un periodo di stress o di pensieri invalidanti.

La psiche è molto più importante della dimensione sessuale, ridurre il Tantra Yoga a questo è una mera semplificazione che non ne valorizza gli aspetti che realmente lo rendono di utilità per l’uomo. Una tradizione antica che si basa su testi sacri e nella pratica il corpo non viene concepito come limite ma come mezzo per arrivare al divino.

Perché praticare Tantra Yoga?

Ritrovare il proprio benessere psicologico è essenziale per riuscire a vivere la quotidianità e riprendere in mano la vita come vissuta prima di un periodo di forte stress. Grazie alla connessione tra mente e corpo e l’avvicinamento alla dimensione divina, i risultati arriveranno in breve tempo. Sono però necessari dedizione, costanza e impegno e soprattutto il desiderio di esplorare la psiche.

Per approfondire la disciplina del Tantra Yoga e conoscere i servizi relativi, potete visitare il sito Tantralux.com e rimanere aggiornati sui benefici della pratica e su nuove tecniche per apportare un concreto miglioramento al vostro stile di vita.

Non dimenticatevi che i periodi di stress passano nel momento in cui siamo disposti a dedicare tempo alla nostra dimensione spirituale, intesa come connessione tra mente e corpo e non come religione o credo.

Praticare Tantra Yoga è la scelta migliore per riprendere in mano la vita e abbandonare quello stress che potrebbe rovinare momenti che, invece, vale la pena vivere.

Reddito di cittadinanza 2022: come funziona?

Il reddito di cittadinanza è una forma di sussidio che nasce nel 2019, con uno scopo preciso: migliorare la situazione lavorativa in Italia e contrastare la povertà. Nel 2022 si presenta con una veste leggermente diversa sotto alcuni aspetti.

La nuova legge di bilancio, ha previsto parametri più rigidi, per far in modo che l’inserimento nel mondo del lavoro, per i percettori di reddito si concretizzi. Vediamo nel dettaglio quali sono i cambiamenti apportati.

Reddito di cittadinanza 2022: nuove misure

Il primo punto riguarda la possibilità di rifiutare l’offerta di lavoro. I percettori infatti erano tenuti ad accettare almeno una delle tre offerte di lavoro congrue, perdendo al terzo rifiuto il sussidio. Nel 2022 al primo rifiuto viene decurtato 5 euro al mese dal reddito percepito, il secondo rifiuto determina la revoca del beneficio. Altra modifica apportata riguarda il concetto di ” congruità dell’offerta”.

Un’ offerta per essere congrua, deve essere coerente con le competenze del candidato, e non superare una determinata distanza tra luogo di lavoro e domicilio del beneficiario. La distanza deve essere entro gli 80 Km, mentre prima erano 100, inoltre deve essere raggiungibile massimo in cento minuti con i mezzi di trasporto pubblico. Questo è ciò che concerne la prima offerta di lavoro, infatti la seconda non ha limiti di distanza, basta che sia in Italia.

Altro elemento introdotto è l’obbligo di partecipare ad attività e colloqui almeno una volta al mese. Inoltre è stato eliminato il limite di tempo ossia 12 mesi, per ricevere offerte di lavoro congrue.

Chi sono i percettori del RdC : requisiti

Per essere idonei a percepire il reddito bisogna rispondere a tutta una serie di requisiti, pena l’esclusione. Bisogna possedere e conservare per tutta la durata di erogazione del beneficio alcuni elementi determinanti, che riguardano l’aspetto relativo alla cittadinanza, residenza e soggiorno, all’ assenza di condanne penali definitive negli ultimi 10 anni , inoltre l’isee e i beni immobiliari non devono superare un determinato tetto.

Per ciò che riguarda l’aspetto economico

L’isee non deve superare 9.360 euro, e se si possiedono altri immobili rispetto all’abitazione , non devono superare i 30.000 euro, ciò riguarda anche proprietà estere.

Il patrimonio mobiliare non deve essere superiore a 6.000 euro per il soggetto singolo, questo valore aumenta in base al numero dei componenti familiari.

Poi vi sono requisiti riguardanti il possesso di automobili o altri veicoli. Infatti non bisogna possedere autoveicoli che sono stati immatricolati per la prima volta nei sei mesi prima della richiesta di reddito o di cilindrata superiore a 1.600 cc oppure motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei 2 anni precedenti, inoltre non si possono possedere imbarcazioni da diporto.

Sussidio economico: di cosa si tratta

L’importo che viene erogato al nucleo familiare a cui spetta il reddito di cittadinanza, varia per diversi aspetti, tra cui, il numero di componenti del nucleo familiare, se vi è la presenza di persone con disabilità di vario grado, dall’ammontare dei redditi percepiti dalla famiglia se ve ne sono.

Il sussidio economico in sintesi, per una categoria di beneficiari, è un importo che va ad integrare il reddito familiare fino a 6.000, che vanno moltiplicati per la scala di equivalenza.

Chi invece è in affitto, ha un incremento del beneficio, pari al canone di locazione, per una somma che può raggiungere massimo i 3.360 euro. L’importo complessivo per questa categoria di percettori di reddito, può essere massimo di 9.360 euro annui, moltiplicati per la scala di equivalenza.
Il reddito di cittadinanza viene erogato mediante una carta elettronica preposta, con la quale è possibile acquistare solo beni di prima necessita, e pagare le utenze.

Rinnovo del Reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza viene erogato per 18 mesi, se dopo questi mesi vi sono ancora i presupposti per riceverlo, è possibile rinnovarlo, ma per un mese il beneficio sarà sospeso.

Nel caso in cui viene rinnovato, i percettori dovranno accettare la prima offerta di lavoro, che potrà essere collocata ovunque in Italia, se viene rifiutata il sussidio cesserà.

In ultimo è importante rispettare alcune clausole fondamentali, per non incorrere nella perdita del sussidio.

Tra queste ne citiamo alcune:

  • Effettuare la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro
  • Partecipare alle iniziative formative o di riqualificazione
  • Aderire a progetti di utilità collettiva organizzati dal comune di residenza.

Ritiro del diploma di maturità: quello che c’è da sapere per richiederlo

A cosa serve ritirare il diploma di maturità

Una volta fatto l’esame di maturità deve essere ritirato l’attestato dello stesso. Può servire essere in possesso del diploma cartaceo per iscriversi all’università, per poter partecipare ad un concorso pubblico oppure in generale per cercare lavoro.
E’ di particolare importanza inserire il diploma di maturità nei curriculum o in generale è un documento che attesta la partecipazione e la riuscita di un percorso di cinque anni ormai concluso. E’ importante dimostrare il voto preso e presentarlo ad esempio al momento dell’iscrizione all’università assieme ai relativi documenti.
L’attestato si ritira abitualmente circa un anno dopo l’esame di maturità. Una volta richiesto alla segreteria della scuola si deve poi pagare una tassa per il rilascio dello stesso di circa 15 euro.
Il diploma di maturità viene stampato anno per anno dall’istituto poligrafico della nazione italiana e poi viene inviato verso gli uffici delle regioni che poi saranno mandati ai diversi istituti scolastici di secondo grado, della scuola superiore.

Come si ritira il diploma di maturità

E’ consigliabile ritirare il diploma di maturità subito dopo l’esame di stato perché poi con il passare degli anni sarà sempre più difficile ottenere il documento.
Deve essere per prima cosa richiesto e poi bisogna aspettare per un lasso di tempo che viene indicato dalla segreteria dai trenta ai quaranta giorni.
Per ritirare l’attestato di maturità ci si dovrà recare verso la propria scuola e mostrare il documento di identità oppure serve una delega in caso non la si possa raggiungere personalmente.
L’attestato può contenere però degli errori, dei dati non corretti come ad esempio il voto sbagliato; sarà necessario in questi casi fare riferimento alla segreteria e segnalare l’accaduto.
Se non ritirato nei primi anni dopo il diploma possono aggiungersi giorni per l’attesa una volta effettuata la richiesta e bisognerà pagare anche una tassa di rilascio del diploma.

Può capitare però che il diploma non si trovi, per diverse ragioni, quali: furto, smarrimento oppure danneggiamento. In tal caso bisognerà prima di tutto contattare l’eventuale ateneo universitario perché in alcuni casi il passaggio dell’attestato dalla scuola secondaria all’università è automatico oppure nei casi più gravi o se comunque continua a non trovarsi bisognerà:

  • esporre denuncia alle autorità per il furto, lo smarrimento o la distruzione del diploma di maturità per poi farsi rilasciare un documento ufficiale che attesti l’avvenuto esame di stato e il verbale che riporti i fatti accaduti;
  • fare domanda per un duplicato dell’attestato originale al dirigente scolastico regionale che varia a seconda della regione in cui si trova l’istituto frequentatosi e il titolo conferito dal denunciante;
  • al momento del ritiro del duplicato bisognerà far presente il verbale originale della denuncia alle autorità e la domanda per ottenere il duplicato.

In questi casi si potrà ottenere anche un eventuale documento temporaneo che vada a sostituire l’originale, ha lo stesso valore legale ma non è il documento di partenza in sè. Questo perché, specialmente se richiesto dopo parecchi anni, può essere andato perso o può aver subito danni.
La scuola conserva il diploma dei suoi alunni per circa sei anni dall’esecuzione dell’esame e poi verranno archiviati in archivi specifici.
Se passati questi sei anni si vuole ritirare il diploma servirà un permesso speciale e i tempi di attesa saranno più lunghi. Leggi l’articolo completo su isucentrostudi.it

Un home studio in pochi passi

L’hardware per registrare è diventato accessibile e spesso completa una collezione pronta per trasformare una stanza in casa in uno studio di registrazione.

Chi ha la fortuna potrebbe anche creare una sala di presa per la batteria, ma per tanti altri le soluzioni sono più modeste, seppur soddisfacenti.

1) Scegliere la stanza

In una casa grande e isolata si avrà l’imbarazzo della scelta, mentre in un appartamento la stanza sarà obbligata. Bisogna valutare qualche punto:

No spazi ridotti

Più è grande la stanza migliori sono risultati: volumi più alti, migliori riflessioni, mano saturazione e compressione degli angoli, giusta distanza dai monitor e trattamenti acustici efficienti.

Rumore

In entrata e in uscita uno studio dovrebbe essere silenzioso per non disturbare e perché i rumori ambientali non rovinino il lavoro. Scegliere stanze lontane dalle fonti e dal vicinato per poter suonare a volumi più alti.

Accessibilità

Chi ha uno studio in casa, spesso ha un lavoro principale diverso. Ritagliarsi momenti per registrare può coincidere con le pause o gli orari serali.

Tanto più si è vicini alle altre case tanto più grandi saranno le restrizioni.

Pavimentazione

Cemento piastrelle e legno sono l’ideale, i tappeti rovinano l’acustica, in particolare per quanto riguarda la batteria.

Meglio, in caso di studi ai piani superiori, se il massetto è acustico, per non avere rientri e trasmissioni.

Acustica

Le peggiori sono le stanze piccole e i soffitti bassi con pareti parallele in cartongesso. Le migliori sono superfici irregolari e gli spazi vuoti, la “room” del suono.

Con appositi pannelli si possono correggere le pareti, migliorando il suono in generale.

2) Preparare la stanza

Svuotare la stanza, in particolare da oggetti ingombranti come divani e verificare che le fonti di vibrazioni siano stabilizzate.

Trattamento acustico

Per rendere buona l’acustica si eliminano le riflessioni con le bass trap e l’applicazione di schiuma di poliuretano a celle a piramide.

Workstation

Serve uno spazio per gli schermi, i mixer e tutto l’hardware che in alcuni studi home studio, per via dei rack comprati alle aste per ottenere un sound analogico può essere ingombrante.

Postazione di registrazione

Si suddivide la stanza in due aree, una per musicisti e una per il produttore.

Occorre spazio ariosità e di potersi muovere con gli strumenti.

Setup per One Man Studio

Se si suona da soli occorre distribuire gli ingombri con una sedia rotante per arrivare dalla sezione mixer a quella con gli amplificatori.

Setup per più persone

Basta dividere in due aree distinte e lontane il più possibile. La tecnologia attualmente permette anche di avere delle periferiche DAW su tablet per gestire il tutto mentre si suona.

3) Hardware extra

Oltre alla DAW e alla postazione, con l’hardware ingombrante e il sound che questo regala, spesso con rack stracolmi e patch bay, occorre altra attrezzatura.

Cavi e prolunghe

Occorrono tantissimi cavi per microfonare e prolunghe per mandare in cuffia il click e le basi. La distanza può essere anche di metri se la stanza enorme.

Postazioni con più monitor

Con due schermi, uno per l’editing e l’altro per mixare in contemporanea, si lavora meglio, ma occorre una scheda video che li supporti e lo spazio dove metterli.

Monitor audio

Per mixare devono avere la corretta posizione ed essere distanti dalle pareti, altrimenti il lavoro è impossibile.

Si montano su colonnine che permettono di regolarli facilmente per tentativi, con una traccia attiva in ascolto.

Tastiere

Per arrangiare possono servire tastiere da mandare con le plugin della DAW, meglio sceglierne una con buoni tasti e compatibilità, invece di spendere molto per l’hardware vintage, se non necessario.

Piastrelle o resina per pavimenti, quale scegliere?

Se è vero che affidando i lavori di casa a dei professionisti e acquistando solo materiali pregiati ci si assicura ottimi risultati, è vero anche che la scelta della giusta finitura risulta fondamentale. Sempre, sia che si tratti di ristrutturazione o di costruzione ex novo, è bene selezionare con cognizione i rivestimenti, seguendo sì le preferenze estetiche ma anche pensando alla resa, alle performance, alla resistenza, alla realizzazione e allo stile che si vuole raggiungere. Per esempio meglio piastrelle o resina per i pavimenti di casa? Sicuramente oggi i rivestimenti in resina sono altamente versatili, si stendono anche su piastrelle esistenti, non richiedono quindi opere murarie invasive, lunghe e costose e possono avere colori e finish diversissimi. Però ci sono tanti tipi di resina ed è bene soffermarsi su quelle più ottimali. Scopriamo tutto quello che c’è da sapere su resina vs. piastrelle qui.

Pavimenti in resina Infinity Indoor

Tra le varie tipologie di resina ecco che spicca la Infinity Indoor, un prodotto innovativo, altamente performante e che può essere steso con semplicità anche dagli hobbisti.

Questa resina di ultima concezione è eco-friendly, sostenibile perché realizzata con minerali e senza solventi; non ingiallisce nel tempo, non si formano bolle d’aria e non si sfoglia. È senza dubbio la scelta ideale per chiunque e sono tante le nuance disponibili sia per un effetto retrò che ipermoderno.

Meglio le piastrelle o la resina per i pavimenti indoor?

Meglio piastrelle o resina per i pavimenti interni? Questa è una domanda da un milione di dollari. Sicuramente entrambi i materiali hanno notevoli pregi e caratteristiche tecniche degne di nota, ma sono anche diametralmente opposti per più aspetti.

Per esempio la resina offre una maggiore personalizzazione, è infatti possibile creare infinite sfumature, effetti, inserire anche oggetti, particelle quali glitter, loghi e anche utilizzarla come finish su stampe 3D o di paesaggi.

Inoltre la resina assicura un rivestimento a correre, senza fughe, piano e liscio, utilizzabile ovunque e ideale in qualsiasi contesto, ma spesso è difficile immaginare l’effetto finale. Sì, le piastrelle invece, anche se non viste assemblate, hanno un’allure ben definito, concreto, finito già al momento della scelta e poi sono durevoli, utilizzate da anni per le loro alte performance.

Differenza di resistenza tra piastrelle e resina

Diciamo subito che le piastrelle non sono più delicate, ma nemmeno più resistente, di un pavimento realizzato in resina. In generale possiamo affermare che:

  • le piastrelle resistono ai graffi, la resina Infinity Indoor resiste agli urti e per mantenerla bella a lungo bastano semplici operazioni di manutenzione domestica;
  • le piastrelle sono più vulnerabili alle macchie per le loro fughe, la resina Infinity Indoor con finitura in Glass Block no e anzi è impermeabile a candeggina e prodotti acidi e corrosivi;
  • le piastrelle sono altamente igieniche ma nelle cavità delle fughe possono annidarsi sporcizia, batteri, muffe, sulla resina questo non succede.

La versatilità della resina e delle piastrelle per il pavimento

La resina, e la sua posatura, è vista oggi come un prodotto, un rivestimento di tipo artigianale. La posa delle piastrelle invece come frutto di prodotti da lavorazione industriale, ma ciò che distingue questi due materiali è anche altro. Per esempio parliamo di versatilità, non solo stilistica ma proprio di stesura.

La resina può essere stesa ovunque, anche sopra pavimentazioni esistenti e senza la necessità di effettuare lavori di muratura invasivi e costosi. Inoltre la resina la si può stendere anche in zone difficili, su pavimenti dal perimetro irregolare e può proseguire sulle pareti per creare effetti stilistici e scenografici unici.

La scelta della resina in base all’ambiente

Bagno in resina

La resina di tipo Infinity Indoor è anche da preferire nel bagno. Qui i suoi vantaggi rispetto alle piastrelle non riguardano solo i tempi e le azioni preliminari di posa, ma pure lo stile. Per esempio stendendo la stessa a tutta altezza anche il bagno più piccolo sembrerà più ampio, più arioso, sarà più facile da pulire e potrà essere declinato negli stili più vari.

Cucina in resina

Anche in cucina l’igiene è al primo posto e servono rivestimenti che non trattengono le macchie, l’acqua, il vapore, ma che siano difficilmente aggredibili pure da grassi e sostanze acide.

La resina Infinity Indoor con trattamento Glass Block è senza dubbio la scelta migliore e può adattarsi bene a ogni tipo di cucina, in muratura, freestanding, retrò, componibile, e molto altro.

Caldaia efficiente: gli accorgimenti a metter in atto

Il caldo accogliente della casa nelle giornate invernale e una bollente doccia ristoratrice dopo una giornata impegnativa. Ecco i doni di una caldaia efficiente, indispensabile elettrodomestico che regala acqua calda per caloriferi rubinetti. E’ quindi fondamentale che funzioni sempre al meglio, anche per un risparmio energetico ed economico. Se la revisione caldaia Torino è un compito che spetta a un professionista del settore, ci sono diversi accorgimenti da mettere in atto ogni giorno per assicurare il miglior funzionamento possibile della vostra caldaia.

Regolazione della temperatura.

L’errore più comune nella regolazione della temperatura è quella di tenerla toppo alta nei mesi invernali. Il limite di legge è intorno ai 20-22 gradi, ma quasi sempre è meglio restare un paio di gradi sotto al limite. Ne guadagna prima di tutto il benessere, perché un ambiente troppo secco non è troppo salutare. Ma ringrazia anche l’ambiente, e il vostro portafoglio. Se questo accorgimento è già noto, ce ne sono altri che a volte sfuggono dall’attenzione. Uno di questi è la temperatura dell’acqua. Molte spesso, si lascia la caldaia impostata su una temperatura piuttosto alta, per poi regolare il flusso con acqua fredda quando si fa la doccia o si lavano le stoviglie. Abbassate l’impostazione e cercate il limite adatto alle vostre esigenze:la caldaia lavorerà meno e durerà più a lungo. Inoltre, se dovete aprire il rubinetto per pochi secondi, evitate quello dell’acqua calda se non è assolutamente necessario. Fareste partire la caldaia una volta di più quasi inutilmente.

Controllo del termostato

Spesso è l’ultima cosa cui si pensa, ma talvolta i problemi della caldaia sono dovuti al termostato. Se funziona male, arrivano input errati alla caldaia. Questa potrebbe partire in un orario diverso da quello programmato, o non rilevare correttamente la temperatura dell’ambiente. Se vi accorgete che l’erogazione dell’acqua calda non subisce modifiche, mentre con i caloriferi c’è qualche difficoltà, verificate il funzionamento del termostato. Potreste semplicemente cambiare le pile e scoprire che il problema è molto meno grave a quello che immaginavate! Assicuratevi anche che il termostato sia in una buona posizione. Se troppo vicino una fonte di calore o, al contrario, nei pressi di una finestra, la temperatura rilevata sarà diversa da quella che avete nel resto della casa.

Verificare i termosifoni

Se per avere la temperatura desiderata vi accorgete che la caldaia funziona per molto tempo, il malfunzionamento potrebbe essere nei termosifoni. Controllate che non ci sia aria nei tubi, e quindi l’acqua riesca a fluire correttamente. Inoltre, ricordatevi che lo spazio attorno ai caloriferi deve essere lasciato libero. Non solo da mobili e divani, ma in generale da qualsiasi altro oggetto. Tendaggi o biancheria stesa ad asciugare sono comunque elementi che non permettono la corretta diffusione del calore.

Infissi e serramenti

Per mantenere costante il calore di un’abitazione, l’isolamento termico è fondamentale. Verificate quindi lo stato degli infissi delle vostre finestre, soprattutto delle guarnizioni. Può davvero fare la differenze sull’uso della caldaia.

Tre luoghi da visitare a Brescia

Spesso la città bresciana è stata sottovalutata per quanto concerne l’ambito turistico. Difatti visto che è posizionata tra due grandi rinomate città quali sono Milano e Verona, la città di Brescia ha sempre rappresentato in quella zona il luogo meno visitato dai turisti.
Attualmente invece la città definita “Leonessa” sta iniziando a ottenere sempre più notorietà, suscitando sempre più l’interesse da parte dei vacanzieri.
In tanti hanno sempre ignorato in passato le straordinarie bellezze che può offrire questa città così speciale.
Quest’ultima finalmente è stata messa in risalto grazie all’iniziativa dell’Unesco, nel momento in cui ha deciso d’includere il complesso di Santa Giulia nell’elenco dei Patrimoni mondiali dell’umanità.
D’altro canto Brescia è ricca di storia e potrete scoprirla tramite le sue splendide piazze e i suoi maestosi monumenti.
È un posto tutto da scoprire e si trova inoltre molto vicina ad alcuni parchi divertimento e alle zone più note del Lago di Garda.

I tre luoghi da vedere a Brescia

Il Castello di Brescia è sicuramente uno dei posti più suggestivi e belli da non lasciarsi scappare, durante una visita o una vacanza in questa città.
Precisamente si tratta di una fortezza medievale posta sul colle Cidneo, in prossimità del centro storico.
Per molto tempo ha rappresentato un bastione che aveva il compito di tutelare l’intera città. Inoltre successivamente alla guerra d’indipendenza si trasformò in un carcere di tipo militare, fin quando il Comune non comprò il colle, procedendo quindi con la restaurazione del castello per farlo diventare un posto incentrato sull’organizzazione di eventi.
Tra questi spicca il Museo del Risorgimento e quello attinente le armi che mostrano diverse tipologie di mezzi utilizzati nel periodo medievale. Molti turisti sono interessati a visitarlo in quanto sono attratti dai vari passaggi segreti che sono stati riportati alla luce e che si possono visitare.
Un altro posto da vedere è indubbiamente la Chiesa principale, ovvero la Cattedrale di Santa Maria Assunta. Infatti costituisce il Duomo della città ed ha una presentazione tipicamente barocca, col suo splendido marmo e la facciata primaria costituita da un paio di piani. Nel piano inferiore ci sono le due entrate principali ed è molto ampio, mentre quello superiore è ricco di ornamenti.
La parte interna si presenta imponente e sfarzosa, con una sola navata ma con più di una cupola. In più si possono ammirare svariati dipinti e decori che sono delle vere e proprie opere d’arte.
Infine per tutti coloro che sono degli estimatori della fotografia ma anche per chi non lo , una tappa fondamentale è indubbiamente il Museo Nazionale della Fotografia che narra l’intera storia della stampa fotografica con un’occhiata in particolare al settore del cinema. Nato dall’ambizione e dalla grande passione di uno dei fondatori, ovvero Alberto Sorlini. Coloro che lo visiteranno potranno vedere da vicino i vari dispositivi e le attrezzature collegate a questo mondo e che vanno dai primi progetti realizzati fino ai modelli creati oggigiorno. Oltre ciò potrete trovare un’intera sala dedicata esclusivamente al settore del cinema, delle vetrine raffiguranti l’ambito della fotografia dal punto di vista storico, un’altra sala colma di macchine fotografiche e un’altra dove si spiega tutta la tecnica fotografica. Poi ci sono pure altre due sale ideate per ospitare delle interessanti rassegne di autori sia italiani che stranieri.

La città di Brescia nelle ore serali propone varie attività per potersi divertire, in modo da accontentare tutte le differenti preferenze.
Ad esempio ci si può recare in quei locali dove si offrono dei deliziosi aperitivi da bere in compagnia, siti nei punti più storici e belli della città bresciana;oppure per chi è più giovane e vuole trovare dei luoghi di svago per potervi trascorrere la notte, allora il posto perfetto è una delle tante discoteche presenti a Brescia.

I motori di ricerca aiutano nel darci più visibilità?

I motori di ricerca aiutano nel darci più visibilità? Sì, ma…

La risposta è sì, i motori di ricerca aiutano nel darci più visibilità. Si tratta di un’ottima notizia poiché, una volta che il sito web è online, l’obiettivo principale è renderlo il più visibile possibile agli utenti. I motori di ricerca da un lato ci aiutano nel dare risalto e visibilità al sito internet, dall’altro fanno in modo che gli utenti riescano a trovare dei contenuti più pertinenti con le loro queries di ricerca.

Tuttavia, per fare in modo che i motori di ricerca ci aiutino nel darci più visibilità è importante prestare attenzione a una serie di aspetti, come la struttura del sito; l’ottimizzazione delle pagine tramite l’uso dei metatag (tag title, descriprion e keywords), immagini, video e links; i possibili fattori di rischio, quali lentezza o un sito non no responsive mobile.

In che modo i motori di ricerca aiutano nel darci più visibilità

È necessario chiarire che i motori di ricerca aiutano nel darci più visibilità se il nostro contenuto è di valore. Questo è un prerequisto imprescindibile. Per capirlo, effettuano una serie di valutazioni onsite e offsite. Vediamo ora i fattori onsite considerati:

  • l’anzianità del dominio e se si tratta di un exact-match domain, quindi di un dominio che riporta esattamente la parola chiave;
  • la struttura del sito e dei contenuti. Devono essere presenti il title, che deve contenere la keyword oltreché riassumere il contenuto della pagina e la meta description. Entrambi compaiono in SERP e sono fondamentali per attirare l’attenzione dell’utente. Inoltre all’interno del sito i contenuti devono essere strutturati in modo chiaro e ben organizzato, con i tag H1, H2, H3 e così via che delimitano i vari paragrafi e i tag Alt nelle immagini;
  • l’uso dell’italiano corretto, gli errori grammaticali sono banditi;
  • l’originalità e l’unicità del contenuto. Da evitare quindi i doppioni;
  • la velocità con cui si caricano le pagine;
  • il sito dev’essere fruibile anche dal cellulare e quindi responsive mobile.

I motori di ricerca aiutano nel darci più visibilità? I fattori offsite

Quando si parla di offsite si fa riferimento alle varie attività che si svolgono al di fuori del sito web, quindi su altri siti. L’obiettivo della SEO offsite è migliorare l’autorevolezza del sito agli occhi dei motori di ricerca. Per raggiungere il suo scopo utilizza altri siti internet, che trattano un argomento inerente e propongono contenuti di valore.

I motori di ricerca per valutare se un sito è o meno di qualità valutano con attenzione il fattore di ranking; infatti, uno dei modi più sicuri per aumentare l’autorevolezza di un sito prevede l’inserimento su pagine esterne di links che rimandino al nostro sito.
In questo caso quindi, i motori di ricerca aiutano nel darci più visibilità? Assolutamente sì, a patto che questi siti siano autorevoli; infatti, più questi links saranno di valore più il nostro sito avrà la possibilità di migliorare il posizionamento in SERP.

Perché investire in bitcoin e come fare

Il 2020 e l’halving bitcoin

Il 2020 è un anno che sarà indubbiamente ricordato; per quanto riguarda gli investimenti, non si può certo parlare di periodo proficuo, eppure il bitcoin sembra essere l’arma vincente contro la crisi economica provocata dal coronavirus. Spiegare i motivi di questo fatto non è un’impresa facile, ma a noi interessa comprendere perché conviene investire nella criptovaluta per eccellenza. Per fare ciò, è necessario effettuare una piccola analisi di mercato, secondo la quale l’andamento del Bitcoin ha subito un contraccolpo solo nei giorni 12 e 13 Marzo, a cavallo quindi con il principio del lockdown che ha interessato tutto il territorio nazionale. A differenza dell’economia “tradizionale”, il bitcoin si è ripreso nel giro di pochi giorni, evidenziando cosa potrebbe significare investire nella moneta digitale. Inoltre, il 2020 è l’anno dell’halving bitcoin, un particolare evento che cade ogni 4 anni e che consiste nel dimezzare il mining, con l’obiettivo di mettere in circolazione meno moneta e aumentarne allo stesso tempo il valore.

Cosa potrebbe succedere acquistando la criptovaluta prima dell’halving bitcoin

I presupposti per fare la mossa vincente ci sono tutti; l’halving bitcoin si terrà nel corso del mese di Maggio 2020 ed è una sorta di procedura antinflazionistica il cui effetto sarà la minor circolazione di moneta virtuale, la quale nel prossimo futuro varrà certamente molto di più. Acquistare subito dei Bitcoin potrebbe pertanto rivelarsi una manovra economica proficua ed efficace che non tarderà a palesarsi nell’arco di un periodo relativamente breve. A sostegno di questa ipotesi, a dire il vero molto concreta, ci sono le previsioni di analisti di fama mondiale come Anthony Pompiliano, il quale è convinto che già a partire dal prossimo anno, un solo bitcoin potrebbe valere la bellezza di 90 mila dollari americani, un dato positivamente spaventoso che potrebbe premiare non poco i traders più audaci.

Iniziare a investire in bitcoin

Per investire in bitcoin o qualsiasi altra criptovaluta, è necessario iscriversi ad appositi portali che permettono di acquistarli pagandoli in base al loro valore attuale in dollari, ma anche in euro e altre monete secondo quelle che sono le soggettive necessità do ognuno di noi. Un portale molto conosciuto è Coinbase, ma ne esistono molti altri, di cui sono un esempio Iq Option e BitPanda; ogni sito ha le sue regole e richiede un minimo di spesa; per esempio Coinbase preleva il 3,99 % di quanto investito, mentre BitPanda il 2,75%. Iq Option, al pari di diversi portali come Local Bitcoins, lavora con un “Fee” variabile che dipende dall’offerta e da altri parametri.
Coloro che volessero approfittare del momento propizio, non devono fare altro che iscriversi a un sito di trading come questi e acquistare le criptovalute, in base alle proprie intenzioni e rispettando i limiti minimi d’investimento imposti dalle varie piattaforme. La soluzione alla crisi economica potrebbe essere più vicina di quanto si pensi.

Come formattare correttamente il contenuto di una pagina web

Formattare un testo all’interno di una pagina web in maniera corretta

La scrittura di un qualsiasi testo da pubblicare online non corrisponde a scrivere per un volantino da distribuire porta a porta ma ha delle regole specifiche da seguire. Chi desidera scrivere un testo dovrà essere a conoscenza delle migliori pratiche per formattare correttamente il contenuto di una pagina web.

Trattare i contenuti per la pubblicazione online è una pratica molto nuova, diversa dalla ricerca di font e formati da utilizzare nell’editoria cartacea. Chi è nelle prime fasi del suo percorso di freelance copywriter, sa che uno dei primissimi passaggi per crescere professionalmente è avere ben chiare le corrette regole di formattazione usate, oltre che apprendere le modalità di scrittura per il web.

In questo articolo spiegheremo il perché di una corretta formattazione, con suggerimenti utili sia per il freelance copywriter, sia per tutte quelle persone che pubblicano in maniera frequente i propri contenuti nel web.
Buona lettura

La corretta formattazione di un contenuto ha suoi perché

Il senso del testo

Formattare un qualsiasi contenuto, da un testo a un articolo a un’intervista, permette di percepire immediatamente, a prima vista, una senso completo della sua disposizione all’interno della pagina. Si tratta avere di una visione logica del titolo, eventuali sottotitoli e paragrafi, sistemati in maniera ordinata, offrendo una lettura scorrevole e interessante.

Il lettore di una pagina web

Chi cerca un contenuto nel web digita solfitamene una o più parole chiave riferite all’argomento a cui è interessato. Nello stesso momento in cui apre il motore di ricerca si apre appositamente per quella occasione una pagina contenente i titoli di altre home da aprire.

Risulta chiarissimo come il primo impatto che il lettore dovrà avere nel leggere un contenuto dovrà essere molto chiaro e semplice, altrimenti nessuno si soffermerà ad arrivare fino alla fine del testo e aprirà altre pagine. La lettura del testo deve essere quindi molto lineare e pulita, oltre che formattata correttamente, considerando il tempo di attenzione del lettore di non oltre i due minuti consecutivi. In quei due minuti si gioca l’intera proposta del freelance copywriter che deve essere così bravo non solo a fornire un buon contenuto al suo testo, ma anche a formattarlo in maniera precisa e puntuale.

I paragrafi e la loro struttura

La lettura di un qualsiasi contenuto nel web è molto facilitata dalla sua divisione in paragrafi perché la visione di un testo lunghissimo, privo di spazi o divisioni, potrebbe allontanare il lettore che ha poco tempo da dedicare e raggiungere l’ultima riga. Spezzare il ritmo della lettura con paragrafi, ottimizzati ad hoc, dividendo i concetti da esporre in maniera chiara e puntuale, con una corretta punteggiatura, sarà da incoraggiamento per il lettore.

Formattare con il grassetto

È abbastanza usato anche nell’editoria cartacea il grassetto, ma nel web ha un valore inestimabile perché permette di evidenziare una o più parole, nonché intere frasi. Quello che è evidenziato con il grassetto nelle pagine online ha la capacità di attirare l’attenzione del lettore. Di questo è a conoscenza un bravo copywriter, il quale sa anche che non dovrà abusare del suo uso: poche parole in grassetto saranno sufficienti per ottenere il risultato desiderato.

Formattare con il sottolineato

Per non abusare in maniera eccessiva con il grassetto, molto utile è l’uso delle parole o frasi sottolineate. Spesso il sottolineato è utilizzato per evidenziare la presenza di link di collegamento ad altre pagine web, tramite un sistema di ancoraggio, l’anchor text.