La pesca in inverno!

Nel periodo invernale le trote diventano molto più lente. Si dovrà essere molto più pazienti e adottare una tecnica di pesca un po’ più lenta, quale il saltarello, la penna e la bombarda per pescare a fondo. Useremo esche quale il verme, la doppia camola o il tebo.

Ancora prima di iniziare vorrei ringraziare pubblicamente Marco di Pesca La Trota, che ha collaborato con me per la stesura di questo articolo: GRAZIE!

È proprio nei mesi invernali che le trote battono molto il sotto sponda, perché dobbiamo ricordare, che il periodo della frega coincide con i mesi freddi.

Nei periodi invernali, causa l’abbassamento vertiginoso della temperatura esterna, le acque diventano molto più fredde con conseguente diminuzione di parecchi gradi.

Per tale motivo le trote tendono a stazionare nelle vicinanze del sotto riva, stazionandosi sul fondo, e la loro voracità, la rapidità e il loro metabolismo subisce un repentino calo che ci costringe ad effettuare tecniche di pesca per cosi dire “lenta” e maggiormente attenta.

Si dovrà quindi invogliare l’appetito delle nostre trote a mezzo di recuperi lenti che agevolano e facilitano lo stazionamento dell’esca il più possibile vicino alle trote che sono ferme sul fondo delle acque.

Durante la fase dell’abboccata, che in molti casi, vista la scarsissima voracità delle trote, potrebbe risultare quasi impercettibile, è necessario arrestare completamente il recupero e concentrare tutta l’attenzione alla cima della canna o all’astina del galleggiante per poter percepire ogni singola tocca e stabilire l’esatto momento in cui ferrare.

In questo particolare periodo dell’anno si consiglia di adottare due tecniche di pesca che risultano essere le più redditizie: galleggiante e bombarda.

Galleggiante

Si consiglia di utilizzare galleggianti di peso compreso tra 1,5 e 4 gr, in relazione della distanza di lancio che si desidera raggiungere.

Importante, una volta effettuato il lancio, è che siamo certi e sicuri che l’esca si trovi in prossimità del fondale, dove stazionano le nostre trote (sarà quindi necessario effettuare vari lanci di verifica, spostando ogni volta di 30 cm il galleggiante in direzione del cimino, fino a quando, dopo un ulteriore lancio prova, il galleggiante non risulterà rimanere in posizione piatta sulla superficie dell’acqua. A questo punto, sposteremo di un po’ il galleggiante verso l’amo).

L’azione di pesca dovrà essere effettuata nelle immediate vicinanze della sponda, il recupero assai lento e paziente, si potranno imprimere piccoli e brevi “strappetti” per invogliare maggiormente le prede ad abboccare. Di notevole importanza è fermarsi subito durante il recupero non appena si sente la prima “toccata”, attendere che il galleggiante affondi completamente e solo dopo incutere una ferrata decisa.

Bombarda

Il terminale della lenza dovrà avere lunghezze comprese tra i 40 e i 60,70 cm al massimo. Anche in questo caso non si dovranno raggiungere distanze di lancio eccessive, ma sarà importantissimo attendere che il piombo raggiunga il fondo e si appoggi su di esso prima di iniziare il recupero.

Anche con questa tecnica il recupero deve essere lento, si potranno imprimere alla lenza dei piccoli “strappetti” alternate a delle pause, ma prestando sempre la massima attenzione alla “toccata”

L’abbigliamento adatto

Importantissima è la scelta dell’abbigliamento che deve essere chiaramente adatto alla stagione, per cui non dobbiamo in nessun modo avvertire freddo in nessuna parte del corpo, al fine di dedicarci con piacere alla nostra attività preferita anche in inverno.

Oggi giorno, i nuovi materiali, hanno permesso a molte case produttrici di strutturare capi e accessori per la pesca che hanno la caratteristica di essere, per cosi dire, poco pesanti e ingombranti, ma molto idonei per proteggerci dalle basse temperature.

Buon divertimento a tutti!

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