Due Musei da non perdere a Milano

Milano: città d’arte e di cultura. Non è facile condensare brevemente tutti gli aspetti positivi derivati non solo dalla movida mediolanense, ma anche quelli estetici, culturali che fondono, con estremo garbo ed eleganza, la storia e il passato con le innovazioni architettoniche e culturali del presente. Ma tra l’enorme offerta che la città dei Visconti e degli Sforza ancor oggi pone dinanzi ai nostri occhi, quale testimonianza continua ed instancabile del suo lavoro, due sono sicuramente “le imperdibili” e “memorabili” offerte che è necessario citare: la Pinacoteca di Brera ed il Museo del Duomo di Milano di cui vedremo in dettaglio le proposte.

La Pinacoteca di Brera

Aperta al pubblico dal Martedì al Venerdì (dalle ore 14,30 alle ore 18,30) la Pinacoteca di Brera, anche durante questo periodo difficile per tutti, offre un percorso sensoriale, visivo ed artistico inequiparabile, assicurandosi di fornire tutte le precauzioni e servizi necessari per garantire la sicurezza degli astanti. Recentemente, infatti, la struttura ha disposto ingressi contingentati e, a tutela del pubblico, la chiusura di diverse aule in attesa di una nuova organizzazione degli spazi per favorire il distanziamento sociale. È possibile prenotare il proprio percorso online sul sito della Pinacoteca per godere di un’esperienza unica che vi porterà a scoprire le bellezze dei secoli, la mano degli artisti ma con gli occhi dei contemporanei. Sarà possibile, infatti, osservare “La Vergine con il Bambino, angeli e i santi” di Piero Della Francesca, lo “Sposalizio della Vergine” di Raffaello Sanzio, il “Cristo Morto nel sepolcro e i tre dolenti” di Andrea Mantegna e, da ultimo, ma non meno importante, un dipinto assurto ad esempio dell’arte romantica italiana: “Il Bacio” di Francesco Hayez, oramai anche simbolo della Pinacoteca stessa. Già solo con le opere citate, infatti, la struttura ricopre ben quattro secoli di arte: dal quindicesimo (il cui primo rappresentate che ritroviamo è Piero Della Francesca) fino ad arrivare ad Hayez ed al suo magistrale lavoro. Vi si notano le prime sperimentazioni geometriche, il volto e la postura della Vergine, il viso di Lei come unico punto di fuga dell’intera composizione. In Mantegna, di poco posteriore, databile 1482, è possibile ammirare la posizione prospettica del corpo del Cristo e lasciarsi attraversare dal brivido che solo l’arte può regalare. Collegata a questa esperienza sensoriale e consultabile, come l’intero percorso, solamente su prenotazione è la Fototeca, la quale si arricchisce ogni anno di materiali indispensabili allo studio di monumenti italiani e stranieri fondata nel 1899.

Museo del Duomo di Milano

Sito in Piazza del Duomo, all’interno del Palazzo Reale, l’offerta del Museo del Duomo di Milano è disponibile tutti i giorni tranne il mercoledì, dalle ore 10.00 alle ore 18.00. Mediante un percorso cronologico è possibile ammirare le diverse fasi di costruzione del Duomo, rendendo così disvelata, agli occhi del pubblico, la complessità di un’opera monumentale così prorompente e maestosa che oramai è divenuta il simbolo del capoluogo lombardo. È possibile, infatti, ammirare, tra le opere che compongono l’immenso patrimonio del Palazzo, le vetrate del Duomo, oramai così vicine da poterle toccare con mano e percepire pienamente con gli occhi nella loro bellezza. L’offerta del museo, infatti, si propone di poter osservare con estrema chiarezza elementi attinenti al Duomo che, altrimenti, sarebbero impossibili da ammirare nel dettaglio a causa della lontananza e delle altezze elevate. Nelle 26 sale del museo si districano sculture, opere raffinate, arazzi che, dal 1953 non smettono di regalare emozioni uniche. Sicuramente affascinante è, inoltre, il modello del Duomo in scala 1:20 esposto in una delle sale e che, nella sua maestosità lignea (è infatti composto da legno di tiglio e noce), ci riporta ad una versione a noi altrimenti sconosciuta del Duomo risalente all’oramai lontano 1519. D’enorme interesse sono, inoltre, le già citate vetrate: reperto d’inestimabile importanza per comprendere le diverse maestranze che, durante i secoli, hanno arricchito ed impreziosito il Duomo di Milano. Contenenti scene tratte dalle Scritture, esse mostrano la ricchezza e la cura che è alla base di ciò che si può vedere oggi.

In conclusione, quindi, due simboli particolarmente importanti della Città di Milano: la Pinacoteca ed il Museo del Duomo, percorsi rappresentativi d’una Storia non passata ma sempre attuale.

La strumentazione di base di una falegnameria

Entrando all’interno di una falegnameria si possono notare svariati strumenti con i quali lavorare il legno: pialle, sega a mano, sega a disco, morsetti e molto altro.
Esistono una grande vastità di strumenti necessari alla lavorazione del legno. I banchi da lavoro dei falegnami sono spesso pieni di strumenti, ognuno con il suo compito specifico, che l’artigiano saprà sapientemente scegliere in base alle esigenze lavorative del momento.

Ma qual’è la strumentazione di base di una falegnameria?
Scopriamo cosa è davvero necessario per la lavorazione del legno, quali sono gli attrezzi con i quali l’artigiano falegname non può fare a meno di produrre i suoi lavori in legno.

La strumentazione di base di una falegnameria: gli attrezzi indispensabili

Ecco una lista di strumentazione alla base di una falegnameria degna di chiamarsi tale.

– Il metro a nastro: specialmente per la realizzazione di mobili su misura, la precisione è fondamentale. Prendere bene le misure è un passaggio essenziale per il falegname e possedere un metro a nastro sarà indispensabile.

– Il martello: senza dubbio uno degli attrezzi più utilizzati. Uno strumento indispensabile per l’assemblaggio di pezzi due o più legno tra loro, da tenere sempre a portata di mano.

– La morsa: una bella morsa fissata al tavolo da lavoro per tenere fermi i pezzi di legno da maneggiare, sarà uno strumento indispensabile all’interno di una falegnameria. I banchi da lavoro professionali ne sono già dotati di base. Spesso il falegname si ritrova a maneggiare strumenti che necessitano di essere tenuti con due mani, la morsa terrà ben saldo il pezzo da lavorare.

– Sega manuale: altro strumento iconico del mondo della falegnameria. Assolutamente indispensabile per tagliare a misura tavole e pezzi in legno.

Seghetto alternativo: svolge lo stesso lavoro della sega a mano , ma in maniera più veloce e meno faticosa

– Sega circolare: la sega circolare può essere di due tipologie, a mano o da banco. Dato che stiamo parlando di una strumentazione di base per la falegnameria, prenderemo in considerazione quella cosiddetta a mano. Essa è ideale per il taglio di pezzi in legno di dimensioni più grandi e massicce. Lavori che se eseguiti con il seghetto alternativo o la sega manuale, richiederebbero più tempo e fatica.

– Pialla manuale: un altro attrezzo indispensabile all’interno di una falegnameria. Essa ha il compito di rendere una superficie perfettamente liscia e levigata. Ma se si vuole faticare meno, la falegnameria moderna ci mette a disposizione la pialla elettrica che renderà tutto più semplice e pratico.

Trapano avvitatore: utile per forare, avvitare, svitare. Il trapano in falegnameria necessita di punte da legno.

– Set di scalpelli e lime di varie misure: sono attrezzi indispensabili per rifinire i lavori in legno o per fare piccoli interventi.

– Morsetti: essi sono utili al fine di tenere ben saldi due pezzi di legno che si devono attaccare tra loro. Come nel caso della morsa, possono risultare necessari anche per tenere ben saldi pezzi di legno da lavorare.

– Carta vetrata: la carta vetrata si può trovare di diversi spessori, più o meno ruvida. Va scelta in base al tipo di intervento da fare sul pezzo di legno che si sta lavorando. Rimane il fatto che si tratta di uno strumento fondamentale per rifinire e levigare o per donare, per esempio, un effetto invecchiato ad un mobile, rimuovendo con la carta vetrata la vernice che lo ricopre.

– Il compasso da falegname: strumento importante per riportare misure o tracciare parallele con bordi sagomati. Oltre al fatto di tornare utile per tracciare cerchi perfetti di varie dimensioni.

Strumentazione di base di una falegnameria: puntare su attrezzatura di qualità

Quelli citati sono gli strumenti considerati alla base di una falegnameria che sia degna di chiamarsi in tal modo. Attrezzatura necessaria per iniziare a realizzare lavori in legno più o meno impegnativi. Il consiglio è quello di scegliere questi strumenti basilari di buona qualità, in modo tale da poterli sfruttare il più a lungo possibile nel tempo e realizzare lavori in legno a regola d’arte.

Sfp Dental Service: Vuoi tornare a sorridere?

Sei stanco di sentirti in imbarazzo ogni volta che vorresti semplicemente ridere a crepapelle?

Una bella cena fuori non è più piacevole per te come una volta?

Sfp Dental Service nasce per risolvere i tuoi problemi!

Sf Dental Service, è uno studio dentistico specializzato nell’ambito dell’implantologia a carico immediato, ma non solo. Sfp Dental Service, fondato dal Dottor Saverio Ferrari, quotato professionista il quale ha messo la sua esperienza nell’implantologia al servizio dei suoi pazienti, assicurando professionalità, sicurezza e risoluzione dei problemi.

Sfp Dental Service, infatti può contare su una equipe di dentisti specializzati su odontoiatria classica, conservativa, Edodonzia, Protesi, Ortodonzia ed igiene dentale assicurando il massimo della professionalità.

Sfp Dental service assicura servizi di implantologia di diverso genere come:

L’implantologia elettrosaldata che rappresenta la miglior soluzione in mancanza di alcuni o più denti, ma ha voglia di tornare a sorridere.

L’implantologia Zigomatica o Overdenture sono consiglia in caso di atrofia. Questa permette di avere di nuovo un’arcata dentale senza alcun innesto osseo, grazie all’innovativa tecnica all on four/ all on six. Particolarmente indicata per chi in mancanza di una certa quantità di osso non può permettersi di ricorrere all’implantologia con innesto osseo.

L’implantologia Eagle Grid è pensato in particolare per i casi più complessi, quindi per chi necessita di denti fissi. Questa si attua attraverso un’implantologia studiata appositamente sul paziente attraverso l’innovativa tecnica Eagle Grid, che permette di avere una dentatura fissa anche se non si ha a disposizione abbastanza osso per un impianto osseo tradizionale. Si ricorre a questo innovativo brevetto di implantologia iuxtaossea per poter curare i gravi casi di atrofie dell’osso ascellari e mandibolari.

Sfp Dental Service studierà la soluzione più adatta a te ed alle tue esigenze più particolari.

Già dal primo giorno dopo l’intervento Sfp Dental Service, ti permetterà di sorridere e mangiare grazie ad una protesi provvisoria installata fin dal primo momento.

Con Sfp Dental Service la professionalità è assicurata grazie ai suoi medici che ti accompagneranno passo passo, rassicurandoti in tutti i tuoi bisogni, anche nei casi un pò più complessi come gli impianti zigomatici a Brescia, nella Sfp Dental Service.

Inoltre Sfp Dental offre anche altri servizi come quello legato all’igiene dentale.

Chi non vuole un sorriso bianco e perfetto?

A volte avere una certa igiene dentale non basta per avere una colorazione dentale pari a quelle delle pubblicità.

Lo sbiancamento è la perfetta soluzione per chi vuole assicurarsi un sorriso perfetto, infatti è un trattamento molto richiesto.

Sfp Dental service si assicura innovative tecniche di trattamento anche nella pulizia dentale, grazie al classico sbiancamento classico, sbiancamento al bicarbonato, o lo sbiancamento laser, valida alternativa a quello classico.

Vuoi scongiurare ogni problema di carie dei tuoi bambini?

Sfp Dental si occupa anche di questo, grazie alla tecnica della sigillatura dei molari. Questa tecnica è studiata affinchè si possano prevenire le formazioni di carie. Tecnica infatti dedicata ai bambini, in quanto si effettua dopo la perdita dei denti da latte, prima della crescita dei denti permanenti. Sfp dental Service si assicurerà di ripetere l’operazione peridicamente, in quanto non è per niente invasiva.

Con Sfp Dental potrai tornare serenamente a sorridere!

Ci troviamo a Brescia. Non esitare a contattarci per fissare un appuntamento dove potrai spiegarci le tue esigenze, ed insieme troveremo una soluzione valida e pratica per tutte le tue esigenze e quelle della tua famiglia

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Quali sono le differenze tra vapore secco e vapore saturo?

Quali sono le differenze tra vapore secco e vapore saturo? (NO BRAND) La scienza fornisce ogni giorno nuove tecnologie al fine di poter essere utilizzate dagli uomini in modo da migliorarne la qualità della vita e di tutto ciò che gli è intorno. Tra gli sviluppi tecnologici a cui la scienza regala grandi cambiamenti c’è sicuramente quello industriale, più precisamente nell’ambito della pulizia e del vapore. Nei paragrafi a seguire andremo ad analizzare più nel dettaglio i concetti di vapore saturo secco e vapore saturo umido, concentrando l’analisi sulla loro capacità di essere utilizzati nel mondo della pulizia. Attraverso il vapore infatti, sempre più adoperato dalle agenzie specializzate, è l’utilizzo di questo per le pulizie industriali ed in particolar modo per contrastare lo sporco più ostile e favorire una sanificazione degli ambienti più profonda, in un periodo storico dove il Covid-19 necessita di particolari attenzioni.

Primo passo: il vapore acqueo

Come primo passo per comprendere al meglio l’utilizzo del vapore nell’ambito delle pulizie è fondamentale capire cosa sia il vapore acqueo; questo è uno stato di materia che viene a crearsi quando l’acqua (più genericamente un liquido) raggiunge il punto di ebollizione. Le sue peculiarità sono da riscontarsi nella capacità di essere inodore e trasparente, ponendosi in netto distacco con i gas, poiché questi ultimi non possono trovarsi nello stato di condensazione. Ponendo come solide basi la definizione di vapore acqueo si possono identificare al meglio le due componenti di quest’ultimo: vapore saturo e vapore secco.

Cos’è il vapore saturo/secco?

L’esempio che maggiormente fornisce l’idea di cosa sia il vapore saturo secco, è quello di immaginare una pentola piena d’acqua sul fuoco; nel momento in cui si accenderà la fiamma alla base della pentola, le molecole di acqua (H2O) si riscalderanno e dal basso si dirigeranno verso l’alto perché più leggere. Lo stato liquido dell’acqua subirà con lo scorrere dei minuti una variazione chimica che prima si manifesterà con l’ebollizione e successivamente con l’evaporazione; quest’ultima può ritrovarsi di fronte una pentola con il coperchio chiuso oppure una pentola senza coperchio. Gli effetti sono diametralmente opposti, infatti in caso si lasciasse la pentola senza coperchio, dopo un determinato lasso di tempo l’acqua evaporerà nell’aria senza lasciare traccia di sé, nel caso invece venga ostacolata dal coperchio, le molecole evaporate si condenseranno sulla superficie fredda del coperchio e torneranno al loro stato iniziale. Questo preambolo scientifico è utile per capire la differenza tra vapore saturo e vapore secco; il vapore saturo infatti viene a formarsi quando lo stato liquido e la fase di evaporazione sono in stato di equilibrio. Per rendere il tutto più semplice alla comprensione, ci si immagini sempre la pentola sul fuoco con il coperchio, le molecole che si riscaldano e poi si condensano sul coperchio sono in egual numero all’interno del processo di stato. Tale equilibrio è molto utile per la pulizia industriale, poiché garantisce una resa termica migliore durante tutto il processo di pulizia.

Vantaggi significativi del vapore saturo secco

Sprechi limitati

Tra i vantaggi più importanti nell’utilizzare il vapore saturo secco vi è certamente quello di riuscire a consumare meno acqua e prodotti chimici rispetto alle più tradizionali tecniche conosciute, ciò avviene grazie all’umidità ed alle alte temperature prodotte.

Covid-19, sanificazioni ed affini

Nel processo di cambiamento di stato tra condensazione ed evaporazione vi è il vero significato del vapore saturo, questo infatti fruttando l’improvviso cambiamento di stato, è capace di pulire in profondità lo sporco più resistente ed i batteri più pericolosi. Il vapore saturo effettua una sanificazione efficace sfruttando: l’umidità, la pressione e le alte temperature. L’umidità per dividere lo sporco dal materiale; la temperatura alta per eliminare lo sporco e la pressione per penetrare ancor di più in profondità.

Cosa è invece il vapore saturo umido?

Il vapore saturo umido è quello stato che genera la massima capacità di acqua ( liquido ), producendo gocce. Nel caso della pentola sul fuoco, non è altro che la gocciolina formatosi sotto il coperchio durante la fase di condensazione. Come si può dedurre questa tipologia di vapore non è utilizzata per la pulizia, mentre il vapore saturo secco è l’ideale per eliminare sporco e batteri.

Conclusioni

Pulire i propri ambienti, casalinghi o lavorativi, con il vapore saturo è sicuramente un’eccellente soluzione, è importante affidarsi ad aziende specializzate ed esperti del settore, che con le proprie attrezzature sapranno come intervenire.

Generatori di Vapore industriale

La tecnologia è sempre più presente nel settore industriale, con l’avvento della prima rivoluzione industriale si è subito evidenziato quanto l’evoluzione delle nuove tecnologie sia fondamentale per il miglioramento della produttività industriale. Tra le tante evoluzioni, la tecnologia che maggiormente sta incidendo negli ultimi anni, si identifica nei generatori di vapore industriale; perché risulta così importante? Nelle prossime righe analizzeremo più da vicino l’importanza dei generatori di vapore industriale al fine di carpirne le potenzialità nel mondo delle pulizie e della sterilizzazione dei materiali.

Cosa è un generatore di vapore?

Affinché si possano capire gli utilizzi pratici di un generatore di vapore, è fondamentale capire cosa questo sia nel concreto, un generatore di vapore non è altro che un macchinario, molto simile ad una caldaia casalinga, con dimensioni importanti e strutturalmente molto robusta e disegnata per produrre un determinato risultato. La struttura ideata per riscaldare l’acqua al suo interno, permette di generare vapore, nello specifico: vapore saturo. Il vapore saturo prodotto può essere sfruttato a sua volta per diverse funzioni, tra le più importanti per l’utilizzo industriale abbiamo sicuramente la produzione di: carta e cartone, conservazione di latticini, lavorazioni alcoliche, plastica, gomme e tanto altro. Un generatore di vapore quindi può potenzialmente essere utile alla maggior parte dei settori che necessitano di vapore saturo. Idealmente un generatore di vapore può essere immaginato come una scatola in metallo con due aree ben distinte, una radiale ed una convettiva; queste ultime collegate a diversi serbatoi usualmente di forma cilindrica. Nella prima aree si verificano i processi di combustione, mentre nella seconda si presenta la conduzione di calore.

Come funziona un generatore di vapore?

Come si può dedurre, lo scopo di un generatore di vapore è quello di produrre vapore saturo, ma come avviene tale processo di materia? Tecnicamente l’acqua (oppure il liquido desiderato) scorre all’interno delle tubazioni e grazie alla caldaia viene fatta riscaldare fino al raggiungimento della fase di evaporazione; affinché si possa avere più chiaro il meccanismo è convenzionale dividere il circuito in tre parti: acqua/vapore, combustibile, aria/fumi.

  • Acqua/vapore

Nel circuito acqua/vapore si verifica il riscaldamento dell’acqua attraverso le tubazioni e si induce il liquido in un settore definito banco ECO, qui vi è la fase di preriscaldamento per poi indirizzare l’acqua verso il banco EVA dove avviene la vera e propria fase di riscaldamento a temperatura desiderata. La fase successiva consiste nell’inviare il liquido riscaldato nei banchi SH1 e SH2.

  • Combustibile

Il circuito di combustione è da considerarsi tra le fasi più importanti, qui grazie a gas o combustibili di diversa natura, vi è la pressione e portata richiesta per bruciare in maniera corretta il prodotto in produzione, al fine di raggiungere la temperatura ideale.

  • Aria/fumi

Questo circuito è molto importante per ridurre i consumi, questo infatti grazie alla combustione generata usualmente da eliche elettriche, invia calore alla camera di combustione.

Vantaggi dei generatori di vapore industriale

Oltre al funzionamento tecnico di un generatore di vapore, quali sono i vantaggi concreti che questo dona alle aziende che lo utilizza?

  • Sanificazione e manutenzione

Uno dei vantaggi su cui non vi sono dubbi, è la possibilità di effettuare sanificazioni perfette. La produzione di vapore saturo secco, garantisce l’eliminazione di batteri e di sporco in profondità, con molta facilità. I generatori di vapore saturo sono indispensabili per sanificare grandi ambienti e sterilizzare al meglio i materiali prima e dopo la produzione industriale. La grande capacità di pulizia che questi possono offrire, limitano notevolmente anche gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, incidendo anche sui costi annuali.

  • Risparmio energetico

Altro grande vantaggio nell’utilizzo di un generatore a vapore è la sua capacità di risparmiare su consumi di acqua e prodotti chimici. Esso infatti, grazie al processo equilibrato di evaporazione e combustione, permette di pulire in profondità e generare alte temperature con un utilizzo minimo di acqua e di prodotti chimici.

La regina della frutta secca: la nocciola del Piemonte

Tra le tante varianti di frutta a guscio vi è questa delizia, famosa in tutto il mondo, che nasce dalla coltivazione delle piante di nocciolo sulle dolci colline del basso Piemonte, soprattutto nell’Alta Langa.
È una nocciola che si può definire la migliore tra tutte, sia come gusto che come qualità. La nocciola del Piemonte ha un sapore particolare proprio perché nella zona dove nasce vi sono altitudine e condizioni climatiche uniche, influenzate anche dall’area del mare, che donano quel sapore finale alla nocciola che la fanno differenziare da tutte le altre: dolcezza, persistenza e nessun difetto; maggiore scioglievolezza, sentori di fiori e miele, e nei prodotti derivati ancor più che nel frutto stesso.

Come si distingue la nocciola del Piemonte dalle altre varietà?

Le piante di nocciolo sono diffuse ovunque in Europa, e il frutto da esse prodotto era apprezzato già da Greci e Romani, che amavano arricchire i loro giardini con questo albero. Ne esistono diverse varietà, ma quella che genera la nocciola IGP del Piemonte si trova esclusivamente in provincia di Alessandria, Asti, Cuneo e Torino, oltre che nelle Langhe, nei tratti collinari del Roero e del Monferrato. Pare che sia un fortuito incrocio tra varietà selvatiche che grazie al clima idoneo e ad un terreno ricchissimo di minerali è in grado di produrre i frutti migliori tra le specie. Esteticamente, la nocciola del Piemonte appare sferica ma dalle dimensioni variabili, mentre il guscio è tipicamente sottile ma molto resistente, dalla colorazione opaca e colma di striature. Il frutto è di grandi dimensioni, con una croccantezza unica e con una pellicina che si elimina facilmente dopo la tostatura.

Raccolta, essiccazione, sgusciatura

Il rigido protocollo che contraddistingue il disciplinare di produzione delle nocciole del Piemonte permette di conservarne le preziose proprietà, che rendono questa varietà la più apprezzata e nobile nell’ambito della pasticceria e della produzione dolciaria. La raccolta avviene in tempi velocissimi, per preservare la giusta umidità del frutto, mentre l’essiccazione le rende conservabili anche per lungo tempo. Il processo di sgusciatura diviene una fase fondamentale per la nocciola del Piemonte che è particolarmente apprezzata poiché, grazie al guscio sottile e alle grandi dimensioni del frutto, arriva a rendere anche più del 50%. Una volta calibrate – lo standard varia dagli 11 ai 15 millimetri di diametro – le nocciole del Piemonte arrivano a quella che forse è la fase più delicata in assoluto: la tostatura, il processo che dona ad esse il sapore finale e l’enfatizzazione dell’aroma, unico e irripetibile.

Le tante prelibatezze create con la nocciola del Piemonte

Si pensa alla nocciola e subito viene in mente il golosissimo Gianduiotto, il cioccolatino che dalla seconda metà del 1800 ha fatto la storia del cioccolato. Ma come non farsi venire l’acquilina in bocca pensando anche ai Baci di Dama, ai croccanti e torroni, alle creme spalmabili – il mix nocciole e cacao è divenuto leggendario – e alle innumerevoli torte e biscotti? Per non parlare di tutta una serie di pralineria a base di nocciole tostate che possono essere guarnite con cioccolato bianco, cioccolato fondente, zucchero o miele o addirittura salate, per soddisfare i palati più esigenti. Un’altra delle peculiarità delle nocciole piemontesi è il maggior contenuto di olio rispetto alle altre varietà; difatti, l’olio di nocciola prodotto con esse viene utilizzato non solo in cucina, per l’alto contenuto di acidi grassi essenziali, ma anche per trattamenti naturali e dulcis in fundo – è proprio il caso di dirlo – come base per produrre squisiti gelati.

Curiosità

In tempi lontani, il territorio delle Langhe era piuttosto povero e il cioccolato era merce rara; si scoprì che la nocciola prodotta in questa zona, una volta tostata, ricordava molto il sapore del cioccolato, motivo per cui veniva utilizzata spesso al suo posto. Sia l’olio che la farina di nocciola, erano usati per molti prodotti e persino i gusci venivano riciclati come combustibile. I benefici nutrizionali delle nocciole, infine, sono noti ed evidenti: grazie alla presenza di amminoacidi essenziali, vitamine E, B e C, acidi oleici, Magnesio e Fosforo, contribuiscono a contrastare il colesterolo “cattivo” (LDL) e hanno azione protettiva dell’apparato cardiocircolatorio, oltre che azione antiossidante. Ecco perché le nocciole piemontesi non sono solo buone e golose, anche da mangiare semplicemente sgranocchiandole, ma rappresentano un ottimo superfood da inserire tra gli alimenti utili a mantenere un corretto piano alimentare.

Cesti Natalizi Riserva d’Italia: un regalo che fa sempre piacere ricevere

 Natale é un periodo di gioia, famiglia e di regali. Tra i più gettonati i cesti ricolmi di prelibatezze sia del periodo natalizio che evergreen del gusto.

Un dono che non passa mai di moda ed é sempre gradito da chi lo riceve.

Molte le aziende che nel periodo natalizio impegnano la loro produzione nel confezionamento dei cesti natalizi, pensati su misura per chi ama i buoni prodotti di Italia.

Chi si affida agli esercizi che preparano cesti natalizi é alla ricerca di un dono che possa soddisfare i gusti anche di palati più difficili, quelli che non si accontentano del solito souvenir e spesso si tratta di persone a cui si vuole consegnare un dono per ringraziarli della loro presenza in ambito familiare e anche lavorativo.

Riserva d’Italia tutto questo lo sa, ecco perché i suoi cesti natalizi sono frutto di un anno di ricerca tra le primizie enogastronomiche italiane.

Quello che fa Riserva d’Italia https://www.riservaditalia.it/ é produrre cesti pensati per diverse tipologie di clientela, per gli amanti dei prodotti tipici natalizi, per chi conosce i prodotti genovesi, infine anche per le donne che pensano alla loro bellezza e sono alla ricerca di prodotti naturali da usare sulla loro pelle.

Vediamo nello specifico di cosa stiamo parlando.

Tante specialità

Riserva d’Italia ha a cuore la sua clientela ecco perché seleziona i migliori prodotti provenienti da tutte le regioni d’Italia in un percorso che suddivide le specialità per occasione d’uso.

Unisce una produzione e una selezione di tipo classica con una visione che guarda alla salvaguardia dell’ambiente e l’utilizzo di prodotti naturali che arrivano dalle culture del italiane.

Vedremo come più che di un cesto natalizio si tratta di un percorso enogastronomico che si muove da nord a sud.

Prodotti che identificano la qualità gastronomica del Belpaese e sono simbolo di un’Italia apprezzata in tutto il Mondo.

Riserva natura 2

Dedicata a chi ama il buon cibo ma che ha anche a cuore l’ambiente.

I prodotti tutti di primissima scelta, arrivano a casa racchiusi in un’elegante scatola serigrafata.

Una confezione creata in collaborazione con l’associazione Tree-nation, che si occupa del benessere dell’ambiente e della salvaguardia delle foreste.
Grazie a questo binomio per ogni scatola venduta viene piantato un albero per compensare le emissioni di CO2 che vengono a crearsi con la produzione delle aziende.

Riserva aperitivo

Non solo ricette tipiche natalizie, ma anche un occhio di riguardo per tutti coloro che hanno la passione per l’aperitivo tra amici o in coppia, questo è il cesto natalizio fatto su misura per loro, con il binomio drink e food che da alcuni anni é molto di tendenza.

All’interno di questa confezione troverete dell’ottimo gin di produzione italiana e dell’acqua tonica per un aperitivo con gin tonic di classe.

Inoltre dei pezzi di focaccia e del salamino da tagliare per degli snack salati perfetti da accompagnamento alla vostra bibita.

Inclusi nella confezione anche due bicchieri per il drink che permettono di preparare un breack di coppia o con un amico, con i migliori prodotti del territorio italiano.

Riserva San Luensu

Una confezione dedicata ai sapori della Liguria con i prodotti che caratterizzano il territorio ligure.

Al suo interno potrete trovare il pandolce tipico prodotto genovese, Vermentino del Golfo e il famoso pesto alla genovese che tutto il mondo prova ad imitare.

Inoltre la confezione stupirà chi riceverà il regalo grazie alla presenza di un voucher valido per un soggiorno nella zona di Santa Margherita Ligure.

Riserva bellezza

Perché Riserva d’Italia non sta ad indicare solo prodotti enogastronomici del territorio ma anche molto altro.

Come i prodotti di bellezza a base di olio d’oliva, che ha alla sua base solo l’oliva taggiasca.

Questo é quello che é possibile trovare all’interno di questa confezione che strizza l’occhio alle donne a cui piace prendersi cura di sé.

3 cosmetici con in più una bottiglia di olio d’oliva extra vergine, il tutto accompagnato da un manuale con tanti consigli di bellezza molto utili per tutti contenuti in una scatola di legno marchiata di altissima qualità.

Isolanti per gli edifici

Tutti i materiali utilizzati nella costruzione offrono diversi gradi di resistenza e sono quelli che vengono chiamati materiali isolanti.

I migliori materiali isolanti per edifici

Per migliorare il comfort di un edificio residenziale e per ridurre il consumo energetico, i migliori materiali isolanti sono: polistirolo espanso- si tratta di un materiale di origine sintetica noto come sughero bianco. In edilizia viene utilizzato come isolante termico, soprattutto negli interni, in quanto assorbe l’umidità, quindi è perfetto per isolare le pareti divisorie all’interno di edifici residenziali;

polistirolo estruso- di origine sintetica come quello espanso, presenta anche altre caratteristiche come il fatto di essere un materiale isolante molto resistente e resistente all’acqua. Per questi motivi è perfetto per i tetti degli edifici residenziali posti sotto le tegole. Inoltre, ha una grande resistenza meccanica che gli permette di sostenere carichi come le piastrelle stesse, la neve o la pressione del vento. Ma gli usi del polistirolo estruso non si limitano alla copertura del tetto, può essere utilizzato anche in partizioni o isolamenti intermedi e per l’isolamento esterno.

Infatti, è ampiamente utilizzato nella riabilitazione di edifici;

lana minerale- le lane minerali consentono un elevato livello di protezione, isolamento termico, acustico e antincendio. A differenza del polistirolo, non è un materiale infiammabile, ma quando vengono posizionati, gli occhi, la pelle e l’apparato respiratorio devono essere protetti. La lana di vetro è un filamento di vetro intrecciato ed è molto resistente all’umidità. È ampiamente utilizzato in tetti, pavimenti, facciate, pavimenti, pavimenti, controsoffitti, pareti divisorie, protezioni strutturali e recinzioni esterne.

Migliori materiali isolanti per edifici industriali

I materiali isolanti migliori e più utilizzati negli edifici industriali sono la lana di vetro, soprattutto nei tetti, nelle coperture, nelle recinzioni verticali e nei controsoffitti; così come il polistirolo estruso nei tetti piani per il traffico stradale e nelle celle frigorifere.

Altri materiali isolanti:

il poliuretano che è un materiale composto da olio e zucchero. Il suo alto grado di combustione è stato abbastanza apprezzato, mentre le lane minerali hanno guadagnato terreno;

i materiali ecologici che non sono così diffusi, anche se è vero che sono sempre più accettati per le loro caratteristiche ambientali. Essi sono principalmente il sughero che è riciclabile e viene utilizzato sotto forma di pannelli di sughero pressato. La sua impermeabilizzazione si distingue dalle altre;

il lino proviene da una pianta facile da coltivare e con una buona resistenza meccanica. La cellulosa che ha una grande capacità di accumulo di calore e la sua composizione è costituita per oltre il 90% da carta da giornale riciclata. La lana di pecora inumidita che migliora la sua capacità di isolamento.

Sistemi di isolamento più usati

Per quanto riguarda i sistemi utilizzati nell’isolamento di edifici residenziali e industriali, esistono diverse soluzioni sia nelle nuove costruzioni che nelle ristrutturazioni.

Isolamento termico esterno: consiste nell’applicazione di un rivestimento isolante multistrato protetto da una malta. Questo è probabilmente il sistema più efficace per l’isolamento delle facciate.

Esterno con facciata ventilata: si realizza fissando uno strato di isolamento con una struttura metallica sulla parete, normalmente in lana minerale. Sebbene sia anche un sistema molto efficace, il suo utilizzo è inferiore al precedente, in quanto il costo è più elevato.

Isolamento esterno mediante iniezione in una camera: questo viene fatto iniettando poliuretano o lana minerale e di solito viene fatto quando non è possibile una completa ristrutturazione della facciata esterna. È necessario solo iniettare l’isolamento all’interno della camera d’aria delle pareti, quindi è necessario perforarle. Pur essendo un sistema economico, presenta alcuni inconvenienti, come il fatto che non è possibile garantire l’uniformità dell’isolamento.

Isolamento termico interno: consiste nell’applicare l’isolamento direttamente sulla parete interna e poi ricoprirla con cartongesso o mattoni. È una soluzione per i lavori di ristrutturazione di interni, tuttavia non è molto consigliabile perché perde superficie utile e non risolve il problema dei ponti termici. Tuttavia, è l’unico sistema che può essere utilizzato in edifici che hanno un certo grado di protezione del patrimonio storico.

Isolamento delle pareti divisorie: le pareti divisorie esterne appaiono quando un edificio viene demolito e non viene costruito un nuovo edificio. La procedura abituale è quella di installare la schiuma poliuretanica e poi ricoprirla con uno strato di vernice esterna. Queste soluzioni non sono definitive.

Ecobonus 110% 2020 come funziona?

Il Decreto rilancio che ha portato con se molti cambiamenti per quel che riguarda l’economia del paese e le misure adottate per il rilancio di diverse settori dell’imprenditoria, ha rinnovato l’Ecobonus al 110% di cui molti hanno beneficiato già di diversi anni a questa parte, apportando delle modifiche per quel che riguarda le modalità di beneficio.

Questa altro non è che una misura che serve a favorire l’attività di tutte le imprese che operano nel campo edile.

Vediamo allora nello specifico di cosa si tratta e quali sono i lavori che permettono di usufruirne.

Ecobonus 110%: come funziona

L’ Ecobonus è fruibile nel caso in cui si proceda a interventi che sono previsti dallo stesso decreto e soprattutto il suo compito è quello di incentivare i proprietari di strutture a intraprendere la messa in opera di lavori di ristrutturazione che abbiano la finalità di un miglioramento della classe energetica dell’immobile.

Tale parametro deve essere dimostrabile tramite il rilascio della così detta Ape, certificazione che attraverso la valutazione di specifiche caratteristiche dell’immobile, attribuisce una certa classe energetica.

Si tratta dunque di interventi strutturali che nel caso in cui rientrino nella lista dei lavori che possono giovare dell’incentivo, sono detraibili al 110%.

Il bonus è fruibile per tutti gli interventi che sono stati svolti dal 1 Gennaio 2020 al 31 Dicembre 2020

2 le modalità con attraverso le quali è possibile riscuotere l’Ecobonus 2020.

Ecobonus: sconto in fattura:

Si tratta di una novità che è stata introdotta dal Decreto Rilancio, si tratta di uno sconto immediato sui materiali utilizzati per procedere con il lavoro di ristrutturazione commissionato.

Il fornitore applicherà uno sconto pari a 100 e grazie ad un accordo con le banche sottoscritto dallo Stato potrà giovare di un credito di imposta pari a 110.

Ecobonus con cessione dei credito

Di tale modalità possono usufruire solo gli interventi che riguardano l’efficientamentamento energetico e prevede che la detrazione spettante a chi commissiona il lavoro possa essere ceduta come credito di imposta al fornitore.

Inoltre ai contribuenti che nell’anno godono di una detrazione più alta rispetto al debito di imposta da pagare è permesso di cedere il surplus a banche ed intermediari a titolo di investimento.

A chi spetta

Possono usufruire delle forme di agevolazioni previste tutti i proprietari di immobili, residenti e non, anche se titolari di reddito di impresa, quindi non solo i condomini, ma anche le cooperative e gli istituti come quelli titolari dei complessi di case popolari.

Ne sono invece esclusi i soggetti che pur essendo proprietari esercitano arti e professioni, le associazioni di professionisti.

Interventi che danno diritto all’Ecobonus

Come anticipato in precedenza per accedere all’ Ecobonus occorre commissionate delle tipologie di lavoro che sono ben specificate all’interno del decreto stesso e che in genere hanno il compito di alzare la classe energetica di cui l’immobile fa parte, contribuendo così al benessere dell’ecosistema stesso, grazie alla garanzia di un annesso risparmi energetico.

Vediamo allora quali sono le opere per le quali si può beneficiare dell’Ecobonus 110% 2020:

  • isolamento termico: in particolar modo quello delle superfici opache verticali ed orizzontali, che riguardino più del 25% della superficie dell’intero edificio. La spesa massima per la quale si può usufruire dell’Ecobonus è fissata a 60.000 euro;
  • sostituzione degli impianti di riscaldamento e raffreddamento delle parti comuni: la spesa massima coperta è pari a 30.000 euro, in genere è preferibile che tali lavori siano abbinati all’istallazione di impianti fotovoltaici;
  • sostituzione degli impianti di riscaldamento negli edifici unifamiliari: prevede le stesse modalità di intervento previste nel punto precedente;
  • in abbinamento agli interventi fin qui spiegati è possibile svolgere altre tipologie di lavori come ad esempio l’acquisto e posa di finestre comprensive di schermatura solare.

Ecobonus ed impianti ecosostenibili

Gli interventi che possono usufruire dell’ Ecobonus 2020 sono tutti volti al risparmio energetico e alla costruzione di immobili che siano ecosostenibili, o nel caso di quelli già esistenti, apportare modifiche che vadano nella medesima direzione.

Rientrano dunque nelle opere previste nel Decreto la messa in posa di impianti che sfruttino le fonti di energia rinnovabili come:

  • impianti fotovoltaici;
  • impianti di accumulo integrato;
  • colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

ECDL: a cosa serve cosa si impara punto per punto

Nell’ultimo decennio si è assistito ad una vera e propria rivoluzione della società, grazie al miglioramento della tecnologia ed alla diffusione di Internet, un elemento divenuto ormai punto centrale della società e della vita di ognuno di noi. La connettività ci permette di parlare a distanza con i propri amici e familiari, per esempio messaggiando, il web ci offre la possibilità di fare shopping online, leggere notizie, vedere film, sentire musica ma anche effettuare lavori a distanza, da remoto, ed effettuare operazioni finanziarie, il tutto in completa sicurezza.
Appare subito evidente come Internet sia indispensabile nella vita di ognuno di noi.

Sebbene sia molto facile utilizzarlo ed alla portata di tutti, non tutte le persone sanno usare bene un computer, un dispositivo mobile o semplicemente il web, che è sicuramente più complesso ed articolato del semplice messaggiare con un’applicazione di messaggistica istantanea.
Il web nasconde molte insidie, bisogna prestare attenzione e ciò si può fare solo avendo una conoscenza base dei mezzi che si stanno utilizzando.
Bisogna anche considerare che quasi la totalità dei lavori, ormai, sono influenzati dalla tecnologia e hanno subito un processo di digitalizzazione, tuttora attivo, e pertanto anche i dipendenti dovranno essere capaci di sapere utilizzare i principali mezzi che sfruttano Internet.
Secondo infatti un recente sondaggio della Commissione Europea (CE), ben il 90% dei lavori richiede competenze digitali minime.
Ma come fare ad avere queste competenze? E come fare ad averle certificate, così che un datore di lavoro possa leggerlo sul curriculum?
E’ qui che entra in gioco la patente europea ECDL, una soluzione innovativa e da molti anni scelta da numerose persone. Scopriamo più nel dettaglio di cosa si tratta.

– Che cos’è l’ECDL
ECDL è l’acronimo in inglese di Patente Europea dl Computer. Nasce nel 1997 e sin da subito ebbe grande successo, come corso formativo per dare le basi principali dell’utilizzo dei nuovi dispositivi digitali e soprattutto della connettività Internet, che sarebbe diventata fondamentale all’interno della società.
Questo corso formativo, oltre ad essere molto completo ed interessante, consegnerà poi a chi ha superato il corso l’attestato ufficiale, valido in quasi tutti i Paesi d’Europa, avendo quindi una valenza non solo nazionale, aspetto molto interessante per le persone che vogliono intraprendere carriere lavorative all’estero.
Basta pensare che in Italia, sin da oggi, ben 2 milioni di persone hanno un attestato ECDL e i test center sono aumentati sempre più, arrivando tuttora quasi a 3000, dispiegati su tutto il territorio italiano.
L’AICA, Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico, è l’ente convenzionato con l’ECDL e si occupa di creare i programmi formativi, consegnare il materiale ai corsisti e poi verificare l’apprendimento e quindi le competenze apprese dai corsisti, per poi consegnare loro l’attestato ufficiale.

– I vari livelli di ECDL
Ovviamente, esistono vari livelli raggiungibili con la Patente Europea del Computer:

  • cittadinanza digitale, che consiste nelle avere le conoscenze minime riguardo alle nuove tecnologie digitali, come sapere cos’è Internet, sapere le cose principali di Internet e come inviare email;
  • dimestichezza digitale, un livello già superiore dove si sa modificare le email, navigare in sicurezza, saper creare e modificare documenti di vario genere;
  • competenze digitali, un livello già più avanzato ed ideale per i principali lavori che ormai richiedono queste specifiche conoscenze. Alcuni esempi di ciò che si può imparare a fare in questo livello è lavorare in cooperativo a distanza o in locale, saper fare presentazioni e come modificarle, saper creare un’immagine o modificarla, saper gestire in sicurezza i dati tenendo conto anche della privacy;
  • infine, la padronanza digitale è l’ultimo livello e quello più elevato, per gli esperti del settore ed ideale per lavori specifici che si basano completamente su Internet e sulle nuove tecnologie. Esempi pratici di una elevata padronanza digitale sono fare analisi di dati finanziari e gestire in sicurezza ed efficacia una elevata quantità di dati.