Come abbinare il verde militare: idee per un look perfetto

Tra tutte le tonalità di verde senza dubbio quello militare è quello più utilizzato, è anche però il verde che è più facile da abbinare in ogni circostanza, visto che può essere abbinato facilmente con tutte le gradazioni di grigio che di blu.
Anche se può risultare un colore austero (il colore delle divise), il verde militare può essere portato con leggerezza.
Sia in inverno che in estate nel guardaroba femminile possiamo trovare capi di questo colore, per creare outfit classici e moderni .Un elemento verde militare può essere usato per valorizzare una scarpa o una borsa di tendenza, specie se hanno colori neutri, come il bianco o il nero, o se hanno colori accesi e contrastanti come il rosso.

Vediamo di seguito tre stili per abbinarlo al meglio :

Verde militare e bianco

Per la donna: Da sempre sinonimo di eleganza abbinato a una camicia bianca sportiva con sopra un giubbotto in pelle nera o marrone. Si possono ottenere stili diversi coordinando accessori come sneakers bianche o orecchini importanti in pietre naturali .
Se la donna ha una carnagione olivastra, anche il costume bikini o intero è una soluzione ideale per passare le giornate in spiaggia all’insegna della moda e del divertimento.

Per l’uomo: In estate è molto chic una camicia alla coreana verde militare abbinata con dei pantaloni bianchi. Ai piedi o infradito o sneakers di tela. In questo outfit non possono mancare gli occhiali da sole scuri.

Verde militare e colori vivaci

Per la donna: Per osare e ottenere outfit più appariscenti il fucsia è l’abbinamento perfetto , con scarpe coordinate e occhiali da sole importanti, anche il giallo crea la giusta nota di colore e grinta. La parola d’ordine è osare.
Quindi perché non mettere una camicetta verde militare con una gonna al ginocchio di color fucsia? O magari un vestito a tubino verde militare (che richiama in tutto e per tutto una divisa) abbinato con un cappotto color cammello o color senape. Volendo si potrebbe azzardare anche il color arancio!

Per l’uomo: l’uomo può abbinare un paio di pantaloni verde militare in perfetto stile marines, con una camicia bianca e un maglioncino azzurro con lo scollo a V. In questo modo la severità del pantalone è stemperata dai colori pastello di camicia e maglione.

Verde militare e nero

Per la donna: Un evergreen che piace sempre a tutte . Qui la fantasia può spaziare con tessuti di consistenza diversa (pelle, seta, raso, pizzo) e fantasie che ricordano gli anni ’70 .
Dal tempo libero all’ufficio, dalla palestra alla serata di gala.
Per la serata elegante si possono indossare un paio di pantaloni verde militare con un giubbotto nero, in abbinamento con una pochette nera con finiture oro.

Per l’uomo: in estate un abbinamento perfetto sono bermuda verde militare con una t-shirt nera con lo scollo a V. Qualche accessorio a completare l’outfit, come ad esempio qualche bracciale in cuoio e gli occhiali da sole e si è pronti per il mojito in spiaggia. In alternativa per una giornata in spiaggia, il costume a slip verde militare è molto fashion specie se abbinato con pantaloncini color sabbia e una camicia in lino bianca. Insomma, il colore verde militare si adatta con facilità a molti stili e abbinamenti di colore, per avere outfit sempre alla moda!

Tantra Yoga come percorso spirituale

La pratica del Tantra Yoga si rivela particolarmente adatta nel caso in cui ci si trovi a vivere un periodo di forte stress. Quante volte vi è capitato di non riuscire a godervi quei piccoli momenti insieme alla vostra famiglia o agli amici?

La frustrazione che si crea porta, inevitabilmente, a sviluppare depressione e disturbi a questa connessi, quali ansia e insoddisfazione. Per questo è fondamentale ritornare a occuparsi della propria mente, così come del corpo che diventa un mezzo per arrivare al divino.

I rituali che caratterizzano il Tantra Yoga sono infatti pensati per agire sul nostro umore, migliorandolo e riducendo di conseguenza gli elementi di stress.

Risulta quindi fondamentale comprendere come funziona questa particolare disciplina, solo così se ne vedranno i risultati nella quotidianità.

Quali sono le basi del Tantra Yoga?

Nella pratica del tantra yoga vengono distinte le vie della mano destra e quelle della mano sinistra. Se le prime fanno riferimento a un’unione del principio maschile e femminile dal punto di vista energetico, quelle della mano sinistra si fanno coincidere con il rituale sessuale.

I benefici sul corpo sono vari, sicuramente i muscoli si presentano rilassati e le tensioni svaniscono ma è la parte psicologica a ritrovare la sua dimensione originaria. La depressione e la tristezza, riflesso di un periodo dove è lo stress a dominare, affievoliscono in nome di un ritorno alla normalità necessario.

Tantra yoga e il rapporto con l’estasi

L’energia che si libera dopo la pratica del Tantra Yoga connette mente e corpo. Il Tantra Yoga viene anche chiamato yoga dell’estasi e trova le sue origini nel buddismo e nell’induismo.

In realtà l’associazione con la dimensione sessuale non è ciò che è alla base di questo rituale, piuttosto lo è la ricerca del benessere su mente e corpo.
Nel Tantra yoga si cerca la salvezza dello spirito, il ritorno a un equilibrio ormai dimenticato a causa di un periodo di stress o di pensieri invalidanti.

La psiche è molto più importante della dimensione sessuale, ridurre il Tantra Yoga a questo è una mera semplificazione che non ne valorizza gli aspetti che realmente lo rendono di utilità per l’uomo. Una tradizione antica che si basa su testi sacri e nella pratica il corpo non viene concepito come limite ma come mezzo per arrivare al divino.

Perché praticare Tantra Yoga?

Ritrovare il proprio benessere psicologico è essenziale per riuscire a vivere la quotidianità e riprendere in mano la vita come vissuta prima di un periodo di forte stress. Grazie alla connessione tra mente e corpo e l’avvicinamento alla dimensione divina, i risultati arriveranno in breve tempo. Sono però necessari dedizione, costanza e impegno e soprattutto il desiderio di esplorare la psiche.

Per approfondire la disciplina del Tantra Yoga e conoscere i servizi relativi, potete visitare il sito Tantralux.com e rimanere aggiornati sui benefici della pratica e su nuove tecniche per apportare un concreto miglioramento al vostro stile di vita.

Non dimenticatevi che i periodi di stress passano nel momento in cui siamo disposti a dedicare tempo alla nostra dimensione spirituale, intesa come connessione tra mente e corpo e non come religione o credo.

Praticare Tantra Yoga è la scelta migliore per riprendere in mano la vita e abbandonare quello stress che potrebbe rovinare momenti che, invece, vale la pena vivere.

Come si manifesta la dermatite da stress?

La dermatite da stress è l’effetto della somatizzazione dello stress che si manifesta a livello epidermico ed è diagnosticabile procedendo per esclusione in quanto, presenta sintomi del tutto simili a quelli di altri tipi di dermatiti. L’infiammazione della pelle, il prurito insistente, il rossore e la comparsa di macchie e di ponfi possono comparire sul collo, sugli arti superiori, sul cuoio capelluto e su mani e piedi e, per questa ragione, la dermatite da stress potrebbe essere confusa con un eczema allergico o da contatto. Si rivela indispensabile, quindi, sottoporsi a specifici test onde avere la certezza dell’origine del problema, in modo da poter intervenire a ragion veduta sull’accumulo di stress.

DERMATITE DA STRESS, QUESTI I SINTOMI

Abbiamo accennato al fatto che questo tipo di dermatite, evidenzia sintomi molto problematici da gestire che potrebbero causare invalidanti inestetismi come la presenza dell’acne sul volto anche di adulti.

I sintomi che possono annoverarsi come tipicità della dermatite da stress sono:

– infiammazione della pelle

– desquamazione derivante da eccessiva secchezza della cute

– rossore

– comparsa di bolle, puntini rossi, foruncoli

– prurito.

Sicuramente consigliabile alla comparsa di primi sintomi del genere, di recarsi da un dermatologo per sottoporsi ad una visita atta a chiarire la natura del problema e capire se ciò è dovuto ad un fungo, ad un’allergia da contatto oppure allo stress.

LO STRESS

Per quanto possa apparire come una conseguenza desueta dello stress, questo tipo di dermatite abbisogna di essere affrontata e combattuta in modo adeguato in quanto, troppo facilmente viene valutato quanto di negativo possa portare lo stress anche a livello neurovegetativo.

Questo fenomeno colpisce indistintamente donne e uomini e giunge improvvisamente soprattutto quando si sta vivendo un periodo caratterizzato da un significativo affaticamento psicofisico.

INNANZITUTTO OCCORRE COMBATTERE LA CAUSA

Quando si ha la conferma che si tratta realmente di dermatite da stress, quello che bisogna immediatamente fare è intervenire in maniera duplice. Infatti è fondamentale sia lenire i fastidiosi sintomi, che preoccuparsi di eliminare in modo efficace l’origine del problema, ossia lo stress. Non sempre questo aspetto è di facile soluzione in quanto potrebbe essere causato da tensioni ed affaticamenti di non veloce risoluzioni e, in questi casi, bisogna dirottare i propri sforzi verso quelle risorse che potrebbero facilitare la gestione dello stress.

Ad esempio, sia lo sport che le tecniche di meditazione possono influire non poco a rasserenare il personale contesto e di allentare la pressione causata dallo stress.

Occorre anche aiutare questo processo con una certa cautela anche a livello alimentare, scegliendo quegli alimenti che presentano nelle loro caratteristiche, elementi antistress come il ferro, il calcio, il magnesio e il potassio. Possibilmente ridurre – laddove possibile, eliminarle totalmente – tutte quelle sostanze eccitanti come alcol e caffè.

Per coloro che ne avessero la possibilità, sottoporsi alla psicoterapia cognitivo-comportamentale oppure frequentare un corso di training autogeno, possono essere strade che aiutano nella gestione del proprio stress.

AIUTARE LA PELLE

Fondamentale risulta essere l’aiuto di un dermatologo che può stabilire un certo percorso medicale basato su sostanze topiche sicuramente evitando quelle dov’è presente il cortisone che, contrariamente alle aspettative, potrebbe far peggiorare la situazione.

Vanno evitati i rimedi fai-da-te o quelli suggeriti dal conoscente di turno in quanto potrebbero, oltre che risultare inutili a livello di guarigione, addirittura dannosi.


Lenire l’epidermide con pomate ed unguenti specifici, prescritti dal dermatologo, è cosa da fare per evitare peggioramenti e per ridurre l’infiammazione a livello cutaneo, ricordandosi di abbracciare uno stile di vita capace di resettare lo stress presente e, conseguentemente, gli effetti dello stesso.

Reddito di cittadinanza 2022: come funziona?

Il reddito di cittadinanza è una forma di sussidio che nasce nel 2019, con uno scopo preciso: migliorare la situazione lavorativa in Italia e contrastare la povertà. Nel 2022 si presenta con una veste leggermente diversa sotto alcuni aspetti.

La nuova legge di bilancio, ha previsto parametri più rigidi, per far in modo che l’inserimento nel mondo del lavoro, per i percettori di reddito si concretizzi. Vediamo nel dettaglio quali sono i cambiamenti apportati.

Reddito di cittadinanza 2022: nuove misure

Il primo punto riguarda la possibilità di rifiutare l’offerta di lavoro. I percettori infatti erano tenuti ad accettare almeno una delle tre offerte di lavoro congrue, perdendo al terzo rifiuto il sussidio. Nel 2022 al primo rifiuto viene decurtato 5 euro al mese dal reddito percepito, il secondo rifiuto determina la revoca del beneficio. Altra modifica apportata riguarda il concetto di ” congruità dell’offerta”.

Un’ offerta per essere congrua, deve essere coerente con le competenze del candidato, e non superare una determinata distanza tra luogo di lavoro e domicilio del beneficiario. La distanza deve essere entro gli 80 Km, mentre prima erano 100, inoltre deve essere raggiungibile massimo in cento minuti con i mezzi di trasporto pubblico. Questo è ciò che concerne la prima offerta di lavoro, infatti la seconda non ha limiti di distanza, basta che sia in Italia.

Altro elemento introdotto è l’obbligo di partecipare ad attività e colloqui almeno una volta al mese. Inoltre è stato eliminato il limite di tempo ossia 12 mesi, per ricevere offerte di lavoro congrue.

Chi sono i percettori del RdC : requisiti

Per essere idonei a percepire il reddito bisogna rispondere a tutta una serie di requisiti, pena l’esclusione. Bisogna possedere e conservare per tutta la durata di erogazione del beneficio alcuni elementi determinanti, che riguardano l’aspetto relativo alla cittadinanza, residenza e soggiorno, all’ assenza di condanne penali definitive negli ultimi 10 anni , inoltre l’isee e i beni immobiliari non devono superare un determinato tetto.

Per ciò che riguarda l’aspetto economico

L’isee non deve superare 9.360 euro, e se si possiedono altri immobili rispetto all’abitazione , non devono superare i 30.000 euro, ciò riguarda anche proprietà estere.

Il patrimonio mobiliare non deve essere superiore a 6.000 euro per il soggetto singolo, questo valore aumenta in base al numero dei componenti familiari.

Poi vi sono requisiti riguardanti il possesso di automobili o altri veicoli. Infatti non bisogna possedere autoveicoli che sono stati immatricolati per la prima volta nei sei mesi prima della richiesta di reddito o di cilindrata superiore a 1.600 cc oppure motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei 2 anni precedenti, inoltre non si possono possedere imbarcazioni da diporto.

Sussidio economico: di cosa si tratta

L’importo che viene erogato al nucleo familiare a cui spetta il reddito di cittadinanza, varia per diversi aspetti, tra cui, il numero di componenti del nucleo familiare, se vi è la presenza di persone con disabilità di vario grado, dall’ammontare dei redditi percepiti dalla famiglia se ve ne sono.

Il sussidio economico in sintesi, per una categoria di beneficiari, è un importo che va ad integrare il reddito familiare fino a 6.000, che vanno moltiplicati per la scala di equivalenza.

Chi invece è in affitto, ha un incremento del beneficio, pari al canone di locazione, per una somma che può raggiungere massimo i 3.360 euro. L’importo complessivo per questa categoria di percettori di reddito, può essere massimo di 9.360 euro annui, moltiplicati per la scala di equivalenza.
Il reddito di cittadinanza viene erogato mediante una carta elettronica preposta, con la quale è possibile acquistare solo beni di prima necessita, e pagare le utenze.

Rinnovo del Reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza viene erogato per 18 mesi, se dopo questi mesi vi sono ancora i presupposti per riceverlo, è possibile rinnovarlo, ma per un mese il beneficio sarà sospeso.

Nel caso in cui viene rinnovato, i percettori dovranno accettare la prima offerta di lavoro, che potrà essere collocata ovunque in Italia, se viene rifiutata il sussidio cesserà.

In ultimo è importante rispettare alcune clausole fondamentali, per non incorrere nella perdita del sussidio.

Tra queste ne citiamo alcune:

  • Effettuare la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro
  • Partecipare alle iniziative formative o di riqualificazione
  • Aderire a progetti di utilità collettiva organizzati dal comune di residenza.

Ritiro del diploma di maturità: quello che c’è da sapere per richiederlo

A cosa serve ritirare il diploma di maturità

Una volta fatto l’esame di maturità deve essere ritirato l’attestato dello stesso. Può servire essere in possesso del diploma cartaceo per iscriversi all’università, per poter partecipare ad un concorso pubblico oppure in generale per cercare lavoro.
E’ di particolare importanza inserire il diploma di maturità nei curriculum o in generale è un documento che attesta la partecipazione e la riuscita di un percorso di cinque anni ormai concluso. E’ importante dimostrare il voto preso e presentarlo ad esempio al momento dell’iscrizione all’università assieme ai relativi documenti.
L’attestato si ritira abitualmente circa un anno dopo l’esame di maturità. Una volta richiesto alla segreteria della scuola si deve poi pagare una tassa per il rilascio dello stesso di circa 15 euro.
Il diploma di maturità viene stampato anno per anno dall’istituto poligrafico della nazione italiana e poi viene inviato verso gli uffici delle regioni che poi saranno mandati ai diversi istituti scolastici di secondo grado, della scuola superiore.

Come si ritira il diploma di maturità

E’ consigliabile ritirare il diploma di maturità subito dopo l’esame di stato perché poi con il passare degli anni sarà sempre più difficile ottenere il documento.
Deve essere per prima cosa richiesto e poi bisogna aspettare per un lasso di tempo che viene indicato dalla segreteria dai trenta ai quaranta giorni.
Per ritirare l’attestato di maturità ci si dovrà recare verso la propria scuola e mostrare il documento di identità oppure serve una delega in caso non la si possa raggiungere personalmente.
L’attestato può contenere però degli errori, dei dati non corretti come ad esempio il voto sbagliato; sarà necessario in questi casi fare riferimento alla segreteria e segnalare l’accaduto.
Se non ritirato nei primi anni dopo il diploma possono aggiungersi giorni per l’attesa una volta effettuata la richiesta e bisognerà pagare anche una tassa di rilascio del diploma.

Può capitare però che il diploma non si trovi, per diverse ragioni, quali: furto, smarrimento oppure danneggiamento. In tal caso bisognerà prima di tutto contattare l’eventuale ateneo universitario perché in alcuni casi il passaggio dell’attestato dalla scuola secondaria all’università è automatico oppure nei casi più gravi o se comunque continua a non trovarsi bisognerà:

  • esporre denuncia alle autorità per il furto, lo smarrimento o la distruzione del diploma di maturità per poi farsi rilasciare un documento ufficiale che attesti l’avvenuto esame di stato e il verbale che riporti i fatti accaduti;
  • fare domanda per un duplicato dell’attestato originale al dirigente scolastico regionale che varia a seconda della regione in cui si trova l’istituto frequentatosi e il titolo conferito dal denunciante;
  • al momento del ritiro del duplicato bisognerà far presente il verbale originale della denuncia alle autorità e la domanda per ottenere il duplicato.

In questi casi si potrà ottenere anche un eventuale documento temporaneo che vada a sostituire l’originale, ha lo stesso valore legale ma non è il documento di partenza in sè. Questo perché, specialmente se richiesto dopo parecchi anni, può essere andato perso o può aver subito danni.
La scuola conserva il diploma dei suoi alunni per circa sei anni dall’esecuzione dell’esame e poi verranno archiviati in archivi specifici.
Se passati questi sei anni si vuole ritirare il diploma servirà un permesso speciale e i tempi di attesa saranno più lunghi. Leggi l’articolo completo su isucentrostudi.it

Le canzoni per il matrimonio vintage: i 30 brani irrinunciabili per la tua playlist

Stai pensando alla playlist per il tuo matrimonio vintage? Segui questo nostro articolo e prendi gli spunti giusti per realizzare un’atmosfera musicale degna di nota, perfettamente a tema e che, perché no, i tuoi invitati potrebbero anche richiederti. Le idee sono veramente molte e qui troverai i consigli di Eleonora Tredici, esperta di settore del sito Insiemeonline.it, blog dedicato al matrimonio e agli sposi a 360 gradi.

Le canzoni degli anni ’40, ’50, ’60

Lo sapevi che i brani degli anni ’40, ’50 e ’60 hanno tutti temi romantici? Sì, sono le canzoni più adatte al tuo matrimonio vintage e, appunto, parlano proprio d’amore. Ne troverai tantissime tra le quali scegliere le tue preferite e, perché no, potrai anche ingaggiare una cover band, magari che abbia anche un look perfettamente a tema.

Ci sono molti gruppi rockabilly che potrebbero fare al caso tuo, altri specializzati in brani ad esempio di Elvis Presley, altri di Johnny Cash, di Frank Sinatra, di Ella Fitzgerald, ecc. Se invece vuoi risparmiare componi tu la tua playlist, assicurati che l’impianto audio sia funzionante e adeguato e inserisci la tua chiavetta o il tuo CD e che la musica abbia inizio.

Assicurati anche di inserire tanti brani, ne servono molti se la festa durerà alcune ore, non fare figuracce e far ripetere sempre le stesse 4-10 canzoni, gli ospiti se ne accorgerebbero e tutto risulterebbe anche monotono.

Il matrimonio a tema musicale: idee da copiare subito

E che ne dici di un matrimonio a tema musicale? Come realizzarlo? Beh, stai sempre sul tema vintage, così potrai anche sfruttare idee decorative davvero vincenti come gadget tematici rockabilly retro, oppure scegliendo pure abiti nuziali e macchina degli sposi degli anni ’40,’50 o ’60. Qualche idea pratica per il matrimonio a tema musica? Ecco alcuni utili suggerimenti:

  • utilizzare simboli a tema, quindi note musicali di pasta di zucchero o cioccolato sulla torta, sui dolcetti, sparsi tra le decorazioni, come segnaposto, ecc. ma senza costipare troppo l’atmosfera;
  • regalare agli invitati il CD o la chiavetta con la playlist del matrimonio, potrebbe essere un segnaposto da portare a casa, oppure una bomboniera low-cost, perché no;
  • dare nomi a tema musicale ai tavoli nel tableau, per esempio puoi scegliere i nomi degli artisti di un’epoca precisa, oppure le canzoni di uno specifico album, o ancora optare per i generi musicali, rock, pop, classica, hip hop, ecc.
  • realizzare una colonna sonora perfetta, magari con l’aiuto di un esperto;
  • invitare un gruppo adeguato che faccia animazione live in modo impeccabile;
  • far realizzare discorsi a tema personalizzati, magari farti aiutare da un esperto, come quelli di Insiemeonline, per redigere le promesse nuziali, per realizzare anche una cerimonia laica ad hoc, anche esclusiva e solo tua a tema musicale o meno.

Le canzoni per il tuo matrimonio retro: ecco tante idee per la playlist perfetta

Quali sono le canzoni ideali per il tuo matrimonio vintage? Ce ne sono tantissime, veramente un’infinità e ci sono pure giovani artisti e cantautori che ne realizzano di meravigliose. Potrai, come detto infatti, anche ingaggiare gruppi vintage, anche solo nel look e che propongono canzoni uniche, mai sentite prima dagli ospiti.

Qualche esempio di canzone vintage da usare come pezzo forte del vostro matrimonio retrò? Senza fine di Gino Paoli, Il cielo in una stanza di Mina, Io che amo solo te di Sergio Endrigo, Una canzone per te di Vasco Rossi, The man I love di Billie Holiday, ecc.

Trucchi e consigli per la posa del laminato

La posa di un pavimento in laminato non è sempre facile, specialmente se si intende eseguire tale operazione in autonomia.

Per coloro che desiderano accingersi nel miglior modo possibile, ecco alcuni accorgimenti e consigli utili.

Come posare un pavimento in laminato da soli

Sebbene la posa di un pavimento in laminato in autonomia possa sembrare un’impresa alquanto ardua, in realtà è più semplice di quanto si possa pensare.

Infatti, grazie alla posa a scatto, l’installazione di questo articolo può essere fatta in tempi rapidi anche da parte di coloro che non hanno molta dimestichezza con il fai da te.

Ecco dunque una lista di suggerimenti e consigli capaci di facilitare il lavoro.

  1. Predisporre il pavimento dove si vuole posare il laminato

Prima di iniziare a posare le assi del laminato, occorre predisporre il pavimento nel miglior modo possibile, in quanto una base pulita e solida rappresenta uno degli elementi chiave dell’intera operazione.

Molte aziende produttrici, al fine di aiutare i consumatori, mettono a loro disposizione dei video tutorial in cui spiegano i fattori da verificare e come pulire la base.

Al fine di evitare problemi, occorre tenere a mente che il pavimento deve essere del tutto libero da residui da lavorazioni antecedenti e perfettamente livellato.

Inoltre, per avere un suolo silenzioso, si consiglia di installare un tappetino fono assorbente prima di installare le doghe.

I tappetini possono essere acquistati a prezzi convenienti, anche a parte, e permettono sia di aumentare il comfort in casa, sia di diminuire il rumore dei passi.

  1. Avere un progetto ben dettagliato

Anche se sembra un concetto scontato e banale, non lo è affatto; avere le idee ben chiare riguardo il disegno da realizzare, permette di iniziare la posa delle lastre in poco tempo.

Non bisogna inoltre dimenticare che, se si installa in maniera sbagliata un pavimento, non solo è più facile danneggiarlo, ma anche perdere l’assistenza della garanzia.

  1. Controllare accuratamente le pareti del locale

Non tutte le stanze sono quadrate e possiedono gli angolo a novanta gradi, anzi il più delle volte vi sono spazi fuori squadra e tubature da prendere in considerazione prima di posizionare le lastre del laminato, così da sapere in quali punti si riscontrano maggiori difficoltà.

Come scegliere un pavimento laminato

Prima di acquistare un pavimento laminato, si consiglia di prestare attenzione ai seguenti particolari:

tipologia di ambiente: se si desidera installarlo in una stanza umida come un bagno oppure una cucina, è bene optare per un prodotto dotato di apposito trattamento capace di soddisfare egregiamente tale esigenza;

dimensioni delle singole lastre: le lastre, una volta posizionate sul pavimento, devono lasciare uno spazio di almeno otto millimetri per permettere la dilatazione periferica.

Inoltre, se il prodotto tocca un altro elemento (un muro, lo stipite di una porta e via discorrendo), rischia di staccarsi in men che non si dica;

sistema di assemblaggio: oggi è possibile trovare laminati installabili con semplici click e senza bisogno di collanti;

prezzo: sebbene si abbia un budget prestabilito, adottare una certa flessibilità sulla somma di denaro da spendere potrebbe davvero fare la differenza, poiché consente di aggiudicarsi il pavimento perfetto per le proprie esigenze.

Esso deve infatti essere considerato come un vero e proprio investimento volto a durare nel tempo.

Come conservare i giocattoli dei bambini in casa

Ogni genitore sa che conservare bene i giocattoli per bambini permette di mantenere la casa ordinata e la loro sanità mentale intatta.

La necessità di riporre i giocattoli in modo ordinato non si limita solo alle camere da letto dei bambini. Il soggiorno, le cucine e persino i corridoi hanno spesso bisogno di angoli e fessure intelligenti per nascondere i giocattoli che inevitabilmente si fanno strada attraverso la casa.

In quest’articolo vediamo insieme qualche idea originale sul come conservare i giocattoli dei bambini in casa.

Posizionare Mensole e Armadi ad un livello inferiore

Mentre in cucina vorrai posizionare mensole, scaffali o armadi al di fuori dalla portata dei bambini, in altre zone della casa vorrai fare l’opposto quando riponi i giocattoli.

Come a noi adulti ci viene naturale sistemare oggetti sugli scaffali poiché posizionati alla nostra altezza, se installiamo scaffali e mensole per cameretta ad altezza bambino, facilitiamo ai nostri figli il raggiungimento di scaffali e armadietti incoraggiandolo a tenere in ordine lo spazio autonomamente.

Scegli uno spazio di archiviazione modulare

Scegliere di acquistare i cosiddetti “mobili senza tempo”, quando si arreda la stanza dei nostri figli, è davvero una genialata.

Man mano che i bambini crescono, le loro esigenze cambiano e con loro il disordine può farsi sempre più intenso (principalmente se entriamo nell’età adolescenziale).

Con un sistema di scaffalatura modulare si ha la flessibilità di creare una configurazione che cresce con il bambino e con la sua collezione di giocattoli che cresce e cambia di dimensioni.

I sistemi modulari sono perfetti anche per idee di stoccaggio in piccole cucine dove lo spazio è ristretto, permettendoti di adattarti facilmente alle mutevoli esigenze della tua famiglia.

Mantieni discreta l’archiviazione in soggiorno

Un luogo ideale per far giocare i bambini, ma anche per permettere ai genitori di tenerli d’occhio è il soggiorno, uno spazio fondamentale per moltissime famiglie.

Riporre i giocattoli nel soggiorno richiede molta attenzione, perché è necessario far sentire i nostri bambini a loro agio, in un ambiente sostanzialmente destinato agli adulti.

Per una soluzione di stoccaggio che si fonde perfettamente con l’arredamento esistente, i genitori dovrebbero optare per una scatola di giocattoli in un colore neutro, per esempio bianco, in vimini o in legno; questo permetterebbe di mantenere i pavimenti in ordine senza trovarsi giocattoli ovunque.

Sfrutta lo spazio sotto i letti

Sfruttare lo spazio sotto il letto è un’idea efficace quando si tratta di sistemare oggetti per adulti.

Quando si tratta dei giocattoli per bambini, considerate la scelta di un letto dotato di un ampio spazio sotto il materasso o, per i letti esistenti, procuratevi dei cassetti su rulli che possono essere posizionati al di sotto dei letti.

In alternativa, puoi acquistare un letto a soppalco.

Un letto a soppalco è una grande opzione per le famiglie che hanno poco spazio, grazie al fatto che la parte sottostante può essere sfruttata sia come un’area utile per conservare i giocattoli sia come uno spazio per giocare quando i bambini sono molto piccoli.

La parte sottostante può poi essere facilmente trasformata in un’area funzionale per l’apprendimento e lo studio quando i bambini diventano più grandi.

La matematica dietro le figurine di calcio

Quanto sono belle le figurine della Panini?

I nostri bambini appassionati di calcio li adorano, collezionandoli a quantità industriale e lasciandoli in giro per casa ovunque (sotto i tappeti, in bagno, sopra le mensole per camerette, le librerie, in cucina, nei libri e così via).

In quest’articolo vediamo insieme cosa c’è dietro la produzione degli album di figurine dei Calciatori Panini.

Le figurine di calcio della Panini

Ogni volta che si avvicina un importante torneo di calcio mondiale, le macchine di produzione Panini nel nord Italia difficilmente si prendono una pausa dallo sfornare le foto adesive.

Per 21 ore al giorno, sei giorni alla settimana, specifici macchinari chiamati “Fifimatics” mescolano e confezionano fino a 8 milioni di figurine con i ritratti di centinaia di giocatori di calcio.

Esistono diversi modi per massimizzare le possibilità di riempire con successo un intero album – e farlo ad un prezzo ragionevole.

In quest’articolo vedremo insieme la matematica che si cela dietro gli album di figurine dei Calciatori.

Il numero magico

Panini vende le sue figurine in pacchetti da cinque ed assicura che nessun pacchetto contiene due figurine uguali. Questa è una variabile molto importante quando si calcola quanti pacchetti di figurine sono necessari per completare un album.

Riuscire a mettere le mani su ogni singolo adesivo è una battaglia difficile da vincere.

Secondo i matematici, più figurine ci si procura, più difficile diventa completare il resto dell’album.

Si è stimato che i collezionisti dovrebbero comprare una media di 961 pacchetti di figurine ciascuno per riempire i loro album, per un totale di 4.805 figurine.

A 70 centesimi per pacchetto, un collezionista dovrebbe sborsare 672,70 euro (769,90 dollari) .

Gioca di squadra

La ragione della somma da sborsare così elevata ha a che fare con le leggi della probabilità.

Prendete, per esempio, il primo adesivo che comprate. È ovvio che sia quello che ti serve. Anche il secondo adesivo ha buone probabilità di non essere un duplicato. Matematicamente parlando, c’è solo una possibilità su 680 che sia lo stesso adesivo del primo.

Supponiamo, invece, che vi manchi l’ultima figurina.

Secondo la teoria delle probabilità, ci vorrebbe una media di 680 tentativi, il che significa che 679 adesivi – in media – non saranno quelli giusti.

Anche il fatto che Panini venda i suoi adesivi in pacchetti da cinque non migliora significativamente le possibilità di trovare quegli ultimi adesivi. Non c’è, infatti, molta differenza tra 1 probabilità su 680 e 5 su 680.

Ciò che permetterebbe ad un collezionista di completare il suo album è quello lavorare con altri collezionisti al fine di migliorare notevolmente le possibilità di successo.

Collaborare con un’altra persona e scambiare equamente riduce la quantità di adesivi necessari del 30%. Lavorare con altre due persone abbassa quel numero del 46%. Una squadra di 10 persone ha bisogno del 68% pacchetti in meno.

Acquisto su richiesta

In Germania, uno studente di ingegneria meccanica ha ideato una tabella matematica per aiutare i collezionisti ad approfittare dell’offerta della Panini di acquistare le figurine mancanti direttamente dalla fabbrica.

Grazie all’acquisto su richiesta si è scoperto che anche i singoli collezionisti che non uniscono le loro risorse con altri possono terminare i loro album per una cifra compresa tra 233 e 278 euro.

Dieci errori da non fare arredando un soggiorno rettangolare

Avete un soggiorno dalla forma rettangolare che dovete arredare? Per evitare di commettere errori che molte persone fanno, non ottimizzando lo spazio, dovete ricorrere a validi criteri per pianificare uno schema che vi darà ottimi risultati. Ecco la lista dei dieci errori più comuni che si commettono quando si arreda un soggiorno rettangolare.

1) Mobilio fuori misura

Si pensa che il living debba essere arredato con mobili standard ma se non si tiene opportunamente in conto i volumi disponibili, si corre il rischio di comprare pezzi fuori misura. È bene pensare a quali mobili sono realmente indispensabili, stabilendo (metro alla mano) quelle che devono essere le misure ideali di ciascuno. Ad esempio, se volete un tavolo grande è preferibile acquistarne uno allungabile alla bisogna insieme a delle sedie extra richiudibili che possono essere sistemate in un altro luogo.

2) Non occupare lo spazio con tanti mobili

Altro errore comune è quello di arredare il soggiorno con troppi mobili che tolgono lo spazio, creando un ambiente scuro e claustrofobico. Se pensate che avere una parete attrezzata, un divano e il tavolo con le sedie, sia già un arredamento completo, meglio evitare di comprare altro. Una volta inseriti questi mobili per rendersi conto se è il caso di implementare l’arredamento senza soffocarlo.

3) Divano gigante

Il divano rappresenta un elemento fondamentale per il living e da questo deve partire l’organizzazione dell’arredo ma facendo attenzione alle sue dimensioni. Il divano dev’essere posto dirimpetto alla televisione e questo dev’essere considerato se avete intenzione di sceglierne uno ad angolo.

4) Sistemare la televisione tra due finestre

Occorre pensare che collocando lo schermo TV a guisa tra due finestre, sarete costretti ad abbassare le tapparelle per vederla decentemente per evitare i riflessi della luce sullo schermo. Meglio sistemarla nella parete attrezzata e di fronte mettere il divano o le poltrone.

5) Dipingere la parete orizzontalmente

Facendo dipingere la parete orizzontalmente, amplificherete maggiormente la percezione della pianta rettangolare in quanto è un escamotage utilizzato per dare l’impressione che le pareti siano più lunghe. Ovviamente nel caso in cui il vostro living sia già lungo e stretto, è meglio evitare. Scegliete colori chiari e fate dipingere per tutta l’altezza le pareti per uniformare l’ambiente.

6) Lasciare il centro vuoto

Un errore alquanto frequente che si compie arredando un soggiorno rettangolare, è quello di posizionare tutti i mobili addossati sulle pareti e lasciando il centro disadorno in quanto si pensa che la stanza sarà più grande. Purtroppo l’effetto sarà disastroso e darà l’idea di un living caotico e più piccolo. Meglio dividere gli spazi in modo specifico (zona pranzo, zona divano etc.) e occupare anche lo spazio al centro.

7) Abbinamenti di colori

Supporre che gli abbinamenti tono su tono siano i più indicati, è un altro sbaglio in quanto si avrà un ambiente anonimo e noioso. Meglio variare con alcuni colori per dare dinamismo al living.

8) Battiscopa alto

Lo scopo del battiscopa è quello di uniformare le pareti e a definire la pianta della stanza. Contrariamente a quanto pensano in molti che scelgono un alto zoccolino decorativo, è preferibile sceglierlo basso e con un colore che si sposi con quello delle pareti in modo che queste appaiano più slanciate.

9) Progettare erroneamente gli spazi

Bisogna suddividere le aree del living basandosi sulle aperture che ci sono.

10) Scegliere solo una fonte di luce

Evitate di illuminare il living con solo una luce centrale. Meglio orientarsi su diversi punti luce che devono essere sistemati a seconda dei differenti spazi utilizzando applique, lampade da tavolo, piantana, luci a sospensione.