Quali sono i veicoli che inquinano di meno: pro e contro dell’elettrico

La Generazione Z è quella più attenta all’ambiente. Non è certamente un caso considerato che, ormai, non si può più prescindere dall’avere comportamenti basati sul rispetto per la salute del nostro pianeta. Tra i comportamenti virtuosi, c’è ovviamente l’utilizzo delle macchine elettriche.

Ma quali sono quelle più ecologiche in tal senso? E quali sono i pro e i contro dell’elettrico? Ecco tutti gli aspetti da analizzare.

Quali sono i veicoli che consumano di meno

Diverse aziende automobilistiche si stanno prodigando per poter avere un parco macchine che comprenda anche l’elettrico. Oggi, infatti, ci sono diversi veicoli che consumano poco. Nonostante un colpevole ritardo, la FIAT con la sua Panda elettrica consuma davvero molto poco.

Può tranquillamente, quindi, fare compagnia alla Smart EQ fortwo e alla BMW i3, tra le macchine che riescono a coniugare prestazioni del veicolo con i bassi consumi. Se si vuole una vettura piccola, tra quelle che consumano meno ci sono la Hyundai Ioniq e la Volkswagen Golf, a dimostrazione di come asiatici e tedeschi stiano un passo avanti in tanti aspetti tecnologici.

I pro dell’elettrico

Il fatto che l’elettrico si stia diffondendo sempre di più lo si può notare con il fatto che in alcune realtà online, tra le più conosciute possiamo trovare sicuramente Finrent è possibile trovare tante vetture interessanti.

Del resto, tra i pro dell’elettrico c’è sicuramente il fatto che la guida è davvero molto comoda. Oltre al fatto che il rumore è tendenzialmente molto silenzioso. Non sono presenti gli ‘strappi’ del motore con un’accelerata improvvisa e, fattore da non sottovalutare, anche la ricarica costa molto poco rispetto alla benzina, al GPL o al metano.

Per fare un pieno di 300 euro possono occorrere anche solo 10 euro. E, di questi tempi, non è mica un risultato da sottovalutare. Inoltre, con le macchine elettriche è possibile entrare anche nelle ZTL non tassative: cioè quelle che prevedono alcune eccezioni. Nella stragrande maggioranza dei casi, le eccezioni alla ZTL sono le biciclette e, appunto, le vetture a induzione elettrica. Inoltre, le strisce blue sono gratis e, dulcis in fundo, si fa un bel ‘regalo’ all’ambiente.

I contro dell’elettrico

L’elettrico, però, non ha solo pro ma purtroppo presenta anche dei contro. Tra questi c’è sicuramente l’autonomia: al netto delle evoluzioni che sicuramente ci saranno, con un pieno difficilmente si raggiungono i 200 chilometri se il tratto maggiore è quello su strada urbana dove il ‘gioco’ freno-acceleratore è molto frequente.

La bassa autonomia fa da corollario a un altro problema: se si possono fare pochi chilometri con un pieno significa che per i viaggi lunghi usare la macchina elettrica potrebbe non essere la soluzione migliore. Soprattutto se, poi, si viaggia su autostrade in alta stagione.

L’elettrico, inoltre, sta avendo lo stesso problema che ebbe il GPL a suo tempo quando fu introdotto: le colonnine, attualmente, non riuscirebbero a soddisfare una domanda ‘a pieno ritmo’ e, quindi, tanti automobilisti si troverebbero in difficoltà.

Finché si abita nelle grandi città tutto sommato una soluzione la si trova. Se, però, si abita in piccoli paesini il problema sorge. Chiudiamo con un qualcosa che, chissà per quale motivo, rimane stabile piuttosto che scendere: il prezzo.

Nonostante tutto, il prezzo delle elettriche supera di gran lunga quelle a benzina o a diesel. Ciò significa che le famiglie monoreddito faticherebbero ad acquistarla. E, come un cane che si morde la coda, meno persone acquistano la macchina elettrica e meno quest’ultima si diffonderà.

Anche con forti sovvenzioni statali, è importante che il prezzo cali drasticamente. Altrimenti la macchina elettrica resterà un obiettivo solo su carta.

La guida completa all’acquisto di abbigliamento sportivo online

Consigli per lo shopping di abbigliamento sportivo

Acquistare abbigliamento sportivo online può essere scoraggiante, ma se segui questi suggerimenti, troverai l’abbigliamento perfetto per il tuo stile di vita attivo.

  1. Sapere cosa vuoi: prima di acquistare abbigliamento sportivo, pensa a quale tipo di attività prevedi di indossare i vestiti. Ciò contribuirà a restringere la ricerca e renderla più efficiente.
  2. La vestibilità è fondamentale: quando acquisti online, non guardare solo alla taglia dei vestiti, ma guarda anche come si adatta! La vestibilità dovrebbe essere comoda e non troppo stretta o troppo ampia.
  3. Considera il colore: quando acquisti online, dai un’occhiata ai colori disponibili in ogni taglia per vedere quale corrisponde meglio alle tue preferenze: in questo modo non devi preoccuparti di ritirare di persona un articolo che non corrisponde alle tue stile o gusto!
  4. Scopri di più sul marchio: se possibile, prova a cercare informazioni sull’azienda che produce i vestiti prima di acquistarli a

Suggerimenti per l’ordinazione online di abbigliamento sportivo di diverse marche

Se stai cercando il posto migliore per acquistare abbigliamento sportivo sul web, allora dovresti sapere che ci sono molti fattori che devi considerare. Tuttavia, se vuoi risparmiare tempo e fatica nella tua ricerca, questo articolo fa per te.

È importante per le persone che cercano abbigliamento sportivo conoscere i diversi tipi di abbigliamento sportivo disponibili sul mercato. Questo li aiuterà a prendere una decisione su cosa vogliono acquistare e da dove dovrebbero acquistarlo.

Ci sono tantissime tipologie di abbigliamento sportivo, da quello tecnico a quello che potresti utilizzare tutti i giorni, anche per andare a fare la spesa o andare a fare una bella camminata rilassante tra la natura.

Ci sono molte marche di abbigliamento sportivo e abbigliamento là fuori. Scoprirai che alcuni marchi sono più costosi di altri, ma la qualità dei vestiti potrebbe essere migliore. Ci sono anche marchi sportivi specializzati in un tipo di sport, come Nike per la corsa o Adidas per il calcio.

Allora qual è la migliore marca da acquistare? Tutto dipende da cosa stai cercando. Nike può essere una buona scelta se stai cercando un’alta qualità, ma non è conveniente come altri marchi. Se stai cercando di risparmiare denaro ma desideri comunque un prodotto di qualità, prova Asics o Under Armour. Questi sono solo degli esempi, esistono veramente tantissime tipologie di vestiti da sfruttare per fare sport.

Come acquistare abbigliamento sportivo con un budget limitato

L’acquisto di abbigliamento sportivo è un compito difficile quando hai un budget limitato. Tuttavia, ci sono alcuni marchi di abbigliamento sportivo a prezzi accessibili da cui puoi acquistare.

La prima cosa da considerare è la qualità. Potresti riuscire a trovare alcuni marchi sportivi economici che hanno vestiti di bassa qualità, ma se vuoi qualcosa che duri, allora potrebbe valere la pena investire in un marchio costoso o su capi tecnici disponibili su Decathlon o simili.

L’abbigliamento sportivo è diventato una dichiarazione di moda indossata da persone di tutte le età. La tendenza di indossare questi vestiti è diventata così popolare che molte persone ora li acquistano per se stessi e per i propri figli. Per questo motivo, il mercato di questi prodotti è cresciuto in modo esponenziale e, con esso, il numero di negozi che li vendono su Internet.

Il posto migliore per acquistare abbigliamento sportivo sul web è Amazon.com perché offre una vasta gamma di marchi e prodotti che vengono spediti a casa tua a un prezzo accessibile. Hanno anche un ottimo servizio clienti che rende lo shopping un gioco da ragazzi.

Un altro portale dedicato interamente allo sport è Decathlon e posso dirti che è anche possibile risparmiare grazie a codici sconto e offerte sempre attivi. Per trovarli dovrai visitare pagine specifiche come questa: https://it.bestshopping.com/offerte-decathlon.html, dove è realmente possibile trovare promo di ogni tipo per risparmiare molto spesso anche decine di euro.

Come abbinare il verde militare: idee per un look perfetto

Tra tutte le tonalità di verde senza dubbio quello militare è quello più utilizzato, è anche però il verde che è più facile da abbinare in ogni circostanza, visto che può essere abbinato facilmente con tutte le gradazioni di grigio che di blu.
Anche se può risultare un colore austero (il colore delle divise), il verde militare può essere portato con leggerezza.
Sia in inverno che in estate nel guardaroba femminile possiamo trovare capi di questo colore, per creare outfit classici e moderni .Un elemento verde militare può essere usato per valorizzare una scarpa o una borsa di tendenza, specie se hanno colori neutri, come il bianco o il nero, o se hanno colori accesi e contrastanti come il rosso.

Vediamo di seguito tre stili per abbinarlo al meglio :

Verde militare e bianco

Per la donna: Da sempre sinonimo di eleganza abbinato a una camicia bianca sportiva con sopra un giubbotto in pelle nera o marrone. Si possono ottenere stili diversi coordinando accessori come sneakers bianche o orecchini importanti in pietre naturali .
Se la donna ha una carnagione olivastra, anche il costume bikini o intero è una soluzione ideale per passare le giornate in spiaggia all’insegna della moda e del divertimento.

Per l’uomo: In estate è molto chic una camicia alla coreana verde militare abbinata con dei pantaloni bianchi. Ai piedi o infradito o sneakers di tela. In questo outfit non possono mancare gli occhiali da sole scuri.

Verde militare e colori vivaci

Per la donna: Per osare e ottenere outfit più appariscenti il fucsia è l’abbinamento perfetto , con scarpe coordinate e occhiali da sole importanti, anche il giallo crea la giusta nota di colore e grinta. La parola d’ordine è osare.
Quindi perché non mettere una camicetta verde militare con una gonna al ginocchio di color fucsia? O magari un vestito a tubino verde militare (che richiama in tutto e per tutto una divisa) abbinato con un cappotto color cammello o color senape. Volendo si potrebbe azzardare anche il color arancio!

Per l’uomo: l’uomo può abbinare un paio di pantaloni verde militare in perfetto stile marines, con una camicia bianca e un maglioncino azzurro con lo scollo a V. In questo modo la severità del pantalone è stemperata dai colori pastello di camicia e maglione.

Verde militare e nero

Per la donna: Un evergreen che piace sempre a tutte . Qui la fantasia può spaziare con tessuti di consistenza diversa (pelle, seta, raso, pizzo) e fantasie che ricordano gli anni ’70 .
Dal tempo libero all’ufficio, dalla palestra alla serata di gala.
Per la serata elegante si possono indossare un paio di pantaloni verde militare con un giubbotto nero, in abbinamento con una pochette nera con finiture oro.

Per l’uomo: in estate un abbinamento perfetto sono bermuda verde militare con una t-shirt nera con lo scollo a V. Qualche accessorio a completare l’outfit, come ad esempio qualche bracciale in cuoio e gli occhiali da sole e si è pronti per il mojito in spiaggia. In alternativa per una giornata in spiaggia, il costume a slip verde militare è molto fashion specie se abbinato con pantaloncini color sabbia e una camicia in lino bianca. Insomma, il colore verde militare si adatta con facilità a molti stili e abbinamenti di colore, per avere outfit sempre alla moda!

Tantra Yoga come percorso spirituale

La pratica del Tantra Yoga si rivela particolarmente adatta nel caso in cui ci si trovi a vivere un periodo di forte stress. Quante volte vi è capitato di non riuscire a godervi quei piccoli momenti insieme alla vostra famiglia o agli amici?

La frustrazione che si crea porta, inevitabilmente, a sviluppare depressione e disturbi a questa connessi, quali ansia e insoddisfazione. Per questo è fondamentale ritornare a occuparsi della propria mente, così come del corpo che diventa un mezzo per arrivare al divino.

I rituali che caratterizzano il Tantra Yoga sono infatti pensati per agire sul nostro umore, migliorandolo e riducendo di conseguenza gli elementi di stress.

Risulta quindi fondamentale comprendere come funziona questa particolare disciplina, solo così se ne vedranno i risultati nella quotidianità.

Quali sono le basi del Tantra Yoga?

Nella pratica del tantra yoga vengono distinte le vie della mano destra e quelle della mano sinistra. Se le prime fanno riferimento a un’unione del principio maschile e femminile dal punto di vista energetico, quelle della mano sinistra si fanno coincidere con il rituale sessuale.

I benefici sul corpo sono vari, sicuramente i muscoli si presentano rilassati e le tensioni svaniscono ma è la parte psicologica a ritrovare la sua dimensione originaria. La depressione e la tristezza, riflesso di un periodo dove è lo stress a dominare, affievoliscono in nome di un ritorno alla normalità necessario.

Tantra yoga e il rapporto con l’estasi

L’energia che si libera dopo la pratica del Tantra Yoga connette mente e corpo. Il Tantra Yoga viene anche chiamato yoga dell’estasi e trova le sue origini nel buddismo e nell’induismo.

In realtà l’associazione con la dimensione sessuale non è ciò che è alla base di questo rituale, piuttosto lo è la ricerca del benessere su mente e corpo.
Nel Tantra yoga si cerca la salvezza dello spirito, il ritorno a un equilibrio ormai dimenticato a causa di un periodo di stress o di pensieri invalidanti.

La psiche è molto più importante della dimensione sessuale, ridurre il Tantra Yoga a questo è una mera semplificazione che non ne valorizza gli aspetti che realmente lo rendono di utilità per l’uomo. Una tradizione antica che si basa su testi sacri e nella pratica il corpo non viene concepito come limite ma come mezzo per arrivare al divino.

Perché praticare Tantra Yoga?

Ritrovare il proprio benessere psicologico è essenziale per riuscire a vivere la quotidianità e riprendere in mano la vita come vissuta prima di un periodo di forte stress. Grazie alla connessione tra mente e corpo e l’avvicinamento alla dimensione divina, i risultati arriveranno in breve tempo. Sono però necessari dedizione, costanza e impegno e soprattutto il desiderio di esplorare la psiche.

Per approfondire la disciplina del Tantra Yoga e conoscere i servizi relativi, potete visitare il sito Tantralux.com e rimanere aggiornati sui benefici della pratica e su nuove tecniche per apportare un concreto miglioramento al vostro stile di vita.

Non dimenticatevi che i periodi di stress passano nel momento in cui siamo disposti a dedicare tempo alla nostra dimensione spirituale, intesa come connessione tra mente e corpo e non come religione o credo.

Praticare Tantra Yoga è la scelta migliore per riprendere in mano la vita e abbandonare quello stress che potrebbe rovinare momenti che, invece, vale la pena vivere.

Come si manifesta la dermatite da stress?

La dermatite da stress è l’effetto della somatizzazione dello stress che si manifesta a livello epidermico ed è diagnosticabile procedendo per esclusione in quanto, presenta sintomi del tutto simili a quelli di altri tipi di dermatiti. L’infiammazione della pelle, il prurito insistente, il rossore e la comparsa di macchie e di ponfi possono comparire sul collo, sugli arti superiori, sul cuoio capelluto e su mani e piedi e, per questa ragione, la dermatite da stress potrebbe essere confusa con un eczema allergico o da contatto. Si rivela indispensabile, quindi, sottoporsi a specifici test onde avere la certezza dell’origine del problema, in modo da poter intervenire a ragion veduta sull’accumulo di stress.

DERMATITE DA STRESS, QUESTI I SINTOMI

Abbiamo accennato al fatto che questo tipo di dermatite, evidenzia sintomi molto problematici da gestire che potrebbero causare invalidanti inestetismi come la presenza dell’acne sul volto anche di adulti.

I sintomi che possono annoverarsi come tipicità della dermatite da stress sono:

– infiammazione della pelle

– desquamazione derivante da eccessiva secchezza della cute

– rossore

– comparsa di bolle, puntini rossi, foruncoli

– prurito.

Sicuramente consigliabile alla comparsa di primi sintomi del genere, di recarsi da un dermatologo per sottoporsi ad una visita atta a chiarire la natura del problema e capire se ciò è dovuto ad un fungo, ad un’allergia da contatto oppure allo stress.

LO STRESS

Per quanto possa apparire come una conseguenza desueta dello stress, questo tipo di dermatite abbisogna di essere affrontata e combattuta in modo adeguato in quanto, troppo facilmente viene valutato quanto di negativo possa portare lo stress anche a livello neurovegetativo.

Questo fenomeno colpisce indistintamente donne e uomini e giunge improvvisamente soprattutto quando si sta vivendo un periodo caratterizzato da un significativo affaticamento psicofisico.

INNANZITUTTO OCCORRE COMBATTERE LA CAUSA

Quando si ha la conferma che si tratta realmente di dermatite da stress, quello che bisogna immediatamente fare è intervenire in maniera duplice. Infatti è fondamentale sia lenire i fastidiosi sintomi, che preoccuparsi di eliminare in modo efficace l’origine del problema, ossia lo stress. Non sempre questo aspetto è di facile soluzione in quanto potrebbe essere causato da tensioni ed affaticamenti di non veloce risoluzioni e, in questi casi, bisogna dirottare i propri sforzi verso quelle risorse che potrebbero facilitare la gestione dello stress.

Ad esempio, sia lo sport che le tecniche di meditazione possono influire non poco a rasserenare il personale contesto e di allentare la pressione causata dallo stress.

Occorre anche aiutare questo processo con una certa cautela anche a livello alimentare, scegliendo quegli alimenti che presentano nelle loro caratteristiche, elementi antistress come il ferro, il calcio, il magnesio e il potassio. Possibilmente ridurre – laddove possibile, eliminarle totalmente – tutte quelle sostanze eccitanti come alcol e caffè.

Per coloro che ne avessero la possibilità, sottoporsi alla psicoterapia cognitivo-comportamentale oppure frequentare un corso di training autogeno, possono essere strade che aiutano nella gestione del proprio stress.

AIUTARE LA PELLE

Fondamentale risulta essere l’aiuto di un dermatologo che può stabilire un certo percorso medicale basato su sostanze topiche sicuramente evitando quelle dov’è presente il cortisone che, contrariamente alle aspettative, potrebbe far peggiorare la situazione.

Vanno evitati i rimedi fai-da-te o quelli suggeriti dal conoscente di turno in quanto potrebbero, oltre che risultare inutili a livello di guarigione, addirittura dannosi.


Lenire l’epidermide con pomate ed unguenti specifici, prescritti dal dermatologo, è cosa da fare per evitare peggioramenti e per ridurre l’infiammazione a livello cutaneo, ricordandosi di abbracciare uno stile di vita capace di resettare lo stress presente e, conseguentemente, gli effetti dello stesso.

Reddito di cittadinanza 2022: come funziona?

Il reddito di cittadinanza è una forma di sussidio che nasce nel 2019, con uno scopo preciso: migliorare la situazione lavorativa in Italia e contrastare la povertà. Nel 2022 si presenta con una veste leggermente diversa sotto alcuni aspetti.

La nuova legge di bilancio, ha previsto parametri più rigidi, per far in modo che l’inserimento nel mondo del lavoro, per i percettori di reddito si concretizzi. Vediamo nel dettaglio quali sono i cambiamenti apportati.

Reddito di cittadinanza 2022: nuove misure

Il primo punto riguarda la possibilità di rifiutare l’offerta di lavoro. I percettori infatti erano tenuti ad accettare almeno una delle tre offerte di lavoro congrue, perdendo al terzo rifiuto il sussidio. Nel 2022 al primo rifiuto viene decurtato 5 euro al mese dal reddito percepito, il secondo rifiuto determina la revoca del beneficio. Altra modifica apportata riguarda il concetto di ” congruità dell’offerta”.

Un’ offerta per essere congrua, deve essere coerente con le competenze del candidato, e non superare una determinata distanza tra luogo di lavoro e domicilio del beneficiario. La distanza deve essere entro gli 80 Km, mentre prima erano 100, inoltre deve essere raggiungibile massimo in cento minuti con i mezzi di trasporto pubblico. Questo è ciò che concerne la prima offerta di lavoro, infatti la seconda non ha limiti di distanza, basta che sia in Italia.

Altro elemento introdotto è l’obbligo di partecipare ad attività e colloqui almeno una volta al mese. Inoltre è stato eliminato il limite di tempo ossia 12 mesi, per ricevere offerte di lavoro congrue.

Chi sono i percettori del RdC : requisiti

Per essere idonei a percepire il reddito bisogna rispondere a tutta una serie di requisiti, pena l’esclusione. Bisogna possedere e conservare per tutta la durata di erogazione del beneficio alcuni elementi determinanti, che riguardano l’aspetto relativo alla cittadinanza, residenza e soggiorno, all’ assenza di condanne penali definitive negli ultimi 10 anni , inoltre l’isee e i beni immobiliari non devono superare un determinato tetto.

Per ciò che riguarda l’aspetto economico

L’isee non deve superare 9.360 euro, e se si possiedono altri immobili rispetto all’abitazione , non devono superare i 30.000 euro, ciò riguarda anche proprietà estere.

Il patrimonio mobiliare non deve essere superiore a 6.000 euro per il soggetto singolo, questo valore aumenta in base al numero dei componenti familiari.

Poi vi sono requisiti riguardanti il possesso di automobili o altri veicoli. Infatti non bisogna possedere autoveicoli che sono stati immatricolati per la prima volta nei sei mesi prima della richiesta di reddito o di cilindrata superiore a 1.600 cc oppure motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei 2 anni precedenti, inoltre non si possono possedere imbarcazioni da diporto.

Sussidio economico: di cosa si tratta

L’importo che viene erogato al nucleo familiare a cui spetta il reddito di cittadinanza, varia per diversi aspetti, tra cui, il numero di componenti del nucleo familiare, se vi è la presenza di persone con disabilità di vario grado, dall’ammontare dei redditi percepiti dalla famiglia se ve ne sono.

Il sussidio economico in sintesi, per una categoria di beneficiari, è un importo che va ad integrare il reddito familiare fino a 6.000, che vanno moltiplicati per la scala di equivalenza.

Chi invece è in affitto, ha un incremento del beneficio, pari al canone di locazione, per una somma che può raggiungere massimo i 3.360 euro. L’importo complessivo per questa categoria di percettori di reddito, può essere massimo di 9.360 euro annui, moltiplicati per la scala di equivalenza.
Il reddito di cittadinanza viene erogato mediante una carta elettronica preposta, con la quale è possibile acquistare solo beni di prima necessita, e pagare le utenze.

Rinnovo del Reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza viene erogato per 18 mesi, se dopo questi mesi vi sono ancora i presupposti per riceverlo, è possibile rinnovarlo, ma per un mese il beneficio sarà sospeso.

Nel caso in cui viene rinnovato, i percettori dovranno accettare la prima offerta di lavoro, che potrà essere collocata ovunque in Italia, se viene rifiutata il sussidio cesserà.

In ultimo è importante rispettare alcune clausole fondamentali, per non incorrere nella perdita del sussidio.

Tra queste ne citiamo alcune:

  • Effettuare la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro
  • Partecipare alle iniziative formative o di riqualificazione
  • Aderire a progetti di utilità collettiva organizzati dal comune di residenza.

Ritiro del diploma di maturità: quello che c’è da sapere per richiederlo

A cosa serve ritirare il diploma di maturità

Una volta fatto l’esame di maturità deve essere ritirato l’attestato dello stesso. Può servire essere in possesso del diploma cartaceo per iscriversi all’università, per poter partecipare ad un concorso pubblico oppure in generale per cercare lavoro.
E’ di particolare importanza inserire il diploma di maturità nei curriculum o in generale è un documento che attesta la partecipazione e la riuscita di un percorso di cinque anni ormai concluso. E’ importante dimostrare il voto preso e presentarlo ad esempio al momento dell’iscrizione all’università assieme ai relativi documenti.
L’attestato si ritira abitualmente circa un anno dopo l’esame di maturità. Una volta richiesto alla segreteria della scuola si deve poi pagare una tassa per il rilascio dello stesso di circa 15 euro.
Il diploma di maturità viene stampato anno per anno dall’istituto poligrafico della nazione italiana e poi viene inviato verso gli uffici delle regioni che poi saranno mandati ai diversi istituti scolastici di secondo grado, della scuola superiore.

Come si ritira il diploma di maturità

E’ consigliabile ritirare il diploma di maturità subito dopo l’esame di stato perché poi con il passare degli anni sarà sempre più difficile ottenere il documento.
Deve essere per prima cosa richiesto e poi bisogna aspettare per un lasso di tempo che viene indicato dalla segreteria dai trenta ai quaranta giorni.
Per ritirare l’attestato di maturità ci si dovrà recare verso la propria scuola e mostrare il documento di identità oppure serve una delega in caso non la si possa raggiungere personalmente.
L’attestato può contenere però degli errori, dei dati non corretti come ad esempio il voto sbagliato; sarà necessario in questi casi fare riferimento alla segreteria e segnalare l’accaduto.
Se non ritirato nei primi anni dopo il diploma possono aggiungersi giorni per l’attesa una volta effettuata la richiesta e bisognerà pagare anche una tassa di rilascio del diploma.

Può capitare però che il diploma non si trovi, per diverse ragioni, quali: furto, smarrimento oppure danneggiamento. In tal caso bisognerà prima di tutto contattare l’eventuale ateneo universitario perché in alcuni casi il passaggio dell’attestato dalla scuola secondaria all’università è automatico oppure nei casi più gravi o se comunque continua a non trovarsi bisognerà:

  • esporre denuncia alle autorità per il furto, lo smarrimento o la distruzione del diploma di maturità per poi farsi rilasciare un documento ufficiale che attesti l’avvenuto esame di stato e il verbale che riporti i fatti accaduti;
  • fare domanda per un duplicato dell’attestato originale al dirigente scolastico regionale che varia a seconda della regione in cui si trova l’istituto frequentatosi e il titolo conferito dal denunciante;
  • al momento del ritiro del duplicato bisognerà far presente il verbale originale della denuncia alle autorità e la domanda per ottenere il duplicato.

In questi casi si potrà ottenere anche un eventuale documento temporaneo che vada a sostituire l’originale, ha lo stesso valore legale ma non è il documento di partenza in sè. Questo perché, specialmente se richiesto dopo parecchi anni, può essere andato perso o può aver subito danni.
La scuola conserva il diploma dei suoi alunni per circa sei anni dall’esecuzione dell’esame e poi verranno archiviati in archivi specifici.
Se passati questi sei anni si vuole ritirare il diploma servirà un permesso speciale e i tempi di attesa saranno più lunghi. Leggi l’articolo completo su isucentrostudi.it

Le canzoni per il matrimonio vintage: i 30 brani irrinunciabili per la tua playlist

Stai pensando alla playlist per il tuo matrimonio vintage? Segui questo nostro articolo e prendi gli spunti giusti per realizzare un’atmosfera musicale degna di nota, perfettamente a tema e che, perché no, i tuoi invitati potrebbero anche richiederti. Le idee sono veramente molte e qui troverai i consigli di Eleonora Tredici, esperta di settore del sito Insiemeonline.it, blog dedicato al matrimonio e agli sposi a 360 gradi.

Le canzoni degli anni ’40, ’50, ’60

Lo sapevi che i brani degli anni ’40, ’50 e ’60 hanno tutti temi romantici? Sì, sono le canzoni più adatte al tuo matrimonio vintage e, appunto, parlano proprio d’amore. Ne troverai tantissime tra le quali scegliere le tue preferite e, perché no, potrai anche ingaggiare una cover band, magari che abbia anche un look perfettamente a tema.

Ci sono molti gruppi rockabilly che potrebbero fare al caso tuo, altri specializzati in brani ad esempio di Elvis Presley, altri di Johnny Cash, di Frank Sinatra, di Ella Fitzgerald, ecc. Se invece vuoi risparmiare componi tu la tua playlist, assicurati che l’impianto audio sia funzionante e adeguato e inserisci la tua chiavetta o il tuo CD e che la musica abbia inizio.

Assicurati anche di inserire tanti brani, ne servono molti se la festa durerà alcune ore, non fare figuracce e far ripetere sempre le stesse 4-10 canzoni, gli ospiti se ne accorgerebbero e tutto risulterebbe anche monotono.

Il matrimonio a tema musicale: idee da copiare subito

E che ne dici di un matrimonio a tema musicale? Come realizzarlo? Beh, stai sempre sul tema vintage, così potrai anche sfruttare idee decorative davvero vincenti come gadget tematici rockabilly retro, oppure scegliendo pure abiti nuziali e macchina degli sposi degli anni ’40,’50 o ’60. Qualche idea pratica per il matrimonio a tema musica? Ecco alcuni utili suggerimenti:

  • utilizzare simboli a tema, quindi note musicali di pasta di zucchero o cioccolato sulla torta, sui dolcetti, sparsi tra le decorazioni, come segnaposto, ecc. ma senza costipare troppo l’atmosfera;
  • regalare agli invitati il CD o la chiavetta con la playlist del matrimonio, potrebbe essere un segnaposto da portare a casa, oppure una bomboniera low-cost, perché no;
  • dare nomi a tema musicale ai tavoli nel tableau, per esempio puoi scegliere i nomi degli artisti di un’epoca precisa, oppure le canzoni di uno specifico album, o ancora optare per i generi musicali, rock, pop, classica, hip hop, ecc.
  • realizzare una colonna sonora perfetta, magari con l’aiuto di un esperto;
  • invitare un gruppo adeguato che faccia animazione live in modo impeccabile;
  • far realizzare discorsi a tema personalizzati, magari farti aiutare da un esperto, come quelli di Insiemeonline, per redigere le promesse nuziali, per realizzare anche una cerimonia laica ad hoc, anche esclusiva e solo tua a tema musicale o meno.

Le canzoni per il tuo matrimonio retro: ecco tante idee per la playlist perfetta

Quali sono le canzoni ideali per il tuo matrimonio vintage? Ce ne sono tantissime, veramente un’infinità e ci sono pure giovani artisti e cantautori che ne realizzano di meravigliose. Potrai, come detto infatti, anche ingaggiare gruppi vintage, anche solo nel look e che propongono canzoni uniche, mai sentite prima dagli ospiti.

Qualche esempio di canzone vintage da usare come pezzo forte del vostro matrimonio retrò? Senza fine di Gino Paoli, Il cielo in una stanza di Mina, Io che amo solo te di Sergio Endrigo, Una canzone per te di Vasco Rossi, The man I love di Billie Holiday, ecc.

Trucchi e consigli per la posa del laminato

La posa di un pavimento in laminato non è sempre facile, specialmente se si intende eseguire tale operazione in autonomia.

Per coloro che desiderano accingersi nel miglior modo possibile, ecco alcuni accorgimenti e consigli utili.

Come posare un pavimento in laminato da soli

Sebbene la posa di un pavimento in laminato in autonomia possa sembrare un’impresa alquanto ardua, in realtà è più semplice di quanto si possa pensare.

Infatti, grazie alla posa a scatto, l’installazione di questo articolo può essere fatta in tempi rapidi anche da parte di coloro che non hanno molta dimestichezza con il fai da te.

Ecco dunque una lista di suggerimenti e consigli capaci di facilitare il lavoro.

  1. Predisporre il pavimento dove si vuole posare il laminato

Prima di iniziare a posare le assi del laminato, occorre predisporre il pavimento nel miglior modo possibile, in quanto una base pulita e solida rappresenta uno degli elementi chiave dell’intera operazione.

Molte aziende produttrici, al fine di aiutare i consumatori, mettono a loro disposizione dei video tutorial in cui spiegano i fattori da verificare e come pulire la base.

Al fine di evitare problemi, occorre tenere a mente che il pavimento deve essere del tutto libero da residui da lavorazioni antecedenti e perfettamente livellato.

Inoltre, per avere un suolo silenzioso, si consiglia di installare un tappetino fono assorbente prima di installare le doghe.

I tappetini possono essere acquistati a prezzi convenienti, anche a parte, e permettono sia di aumentare il comfort in casa, sia di diminuire il rumore dei passi.

  1. Avere un progetto ben dettagliato

Anche se sembra un concetto scontato e banale, non lo è affatto; avere le idee ben chiare riguardo il disegno da realizzare, permette di iniziare la posa delle lastre in poco tempo.

Non bisogna inoltre dimenticare che, se si installa in maniera sbagliata un pavimento, non solo è più facile danneggiarlo, ma anche perdere l’assistenza della garanzia.

  1. Controllare accuratamente le pareti del locale

Non tutte le stanze sono quadrate e possiedono gli angolo a novanta gradi, anzi il più delle volte vi sono spazi fuori squadra e tubature da prendere in considerazione prima di posizionare le lastre del laminato, così da sapere in quali punti si riscontrano maggiori difficoltà.

Come scegliere un pavimento laminato

Prima di acquistare un pavimento laminato, si consiglia di prestare attenzione ai seguenti particolari:

tipologia di ambiente: se si desidera installarlo in una stanza umida come un bagno oppure una cucina, è bene optare per un prodotto dotato di apposito trattamento capace di soddisfare egregiamente tale esigenza;

dimensioni delle singole lastre: le lastre, una volta posizionate sul pavimento, devono lasciare uno spazio di almeno otto millimetri per permettere la dilatazione periferica.

Inoltre, se il prodotto tocca un altro elemento (un muro, lo stipite di una porta e via discorrendo), rischia di staccarsi in men che non si dica;

sistema di assemblaggio: oggi è possibile trovare laminati installabili con semplici click e senza bisogno di collanti;

prezzo: sebbene si abbia un budget prestabilito, adottare una certa flessibilità sulla somma di denaro da spendere potrebbe davvero fare la differenza, poiché consente di aggiudicarsi il pavimento perfetto per le proprie esigenze.

Esso deve infatti essere considerato come un vero e proprio investimento volto a durare nel tempo.

Come conservare i giocattoli dei bambini in casa

Ogni genitore sa che conservare bene i giocattoli per bambini permette di mantenere la casa ordinata e la loro sanità mentale intatta.

La necessità di riporre i giocattoli in modo ordinato non si limita solo alle camere da letto dei bambini. Il soggiorno, le cucine e persino i corridoi hanno spesso bisogno di angoli e fessure intelligenti per nascondere i giocattoli che inevitabilmente si fanno strada attraverso la casa.

In quest’articolo vediamo insieme qualche idea originale sul come conservare i giocattoli dei bambini in casa.

Posizionare Mensole e Armadi ad un livello inferiore

Mentre in cucina vorrai posizionare mensole, scaffali o armadi al di fuori dalla portata dei bambini, in altre zone della casa vorrai fare l’opposto quando riponi i giocattoli.

Come a noi adulti ci viene naturale sistemare oggetti sugli scaffali poiché posizionati alla nostra altezza, se installiamo scaffali e mensole per cameretta ad altezza bambino, facilitiamo ai nostri figli il raggiungimento di scaffali e armadietti incoraggiandolo a tenere in ordine lo spazio autonomamente.

Scegli uno spazio di archiviazione modulare

Scegliere di acquistare i cosiddetti “mobili senza tempo”, quando si arreda la stanza dei nostri figli, è davvero una genialata.

Man mano che i bambini crescono, le loro esigenze cambiano e con loro il disordine può farsi sempre più intenso (principalmente se entriamo nell’età adolescenziale).

Con un sistema di scaffalatura modulare si ha la flessibilità di creare una configurazione che cresce con il bambino e con la sua collezione di giocattoli che cresce e cambia di dimensioni.

I sistemi modulari sono perfetti anche per idee di stoccaggio in piccole cucine dove lo spazio è ristretto, permettendoti di adattarti facilmente alle mutevoli esigenze della tua famiglia.

Mantieni discreta l’archiviazione in soggiorno

Un luogo ideale per far giocare i bambini, ma anche per permettere ai genitori di tenerli d’occhio è il soggiorno, uno spazio fondamentale per moltissime famiglie.

Riporre i giocattoli nel soggiorno richiede molta attenzione, perché è necessario far sentire i nostri bambini a loro agio, in un ambiente sostanzialmente destinato agli adulti.

Per una soluzione di stoccaggio che si fonde perfettamente con l’arredamento esistente, i genitori dovrebbero optare per una scatola di giocattoli in un colore neutro, per esempio bianco, in vimini o in legno; questo permetterebbe di mantenere i pavimenti in ordine senza trovarsi giocattoli ovunque.

Sfrutta lo spazio sotto i letti

Sfruttare lo spazio sotto il letto è un’idea efficace quando si tratta di sistemare oggetti per adulti.

Quando si tratta dei giocattoli per bambini, considerate la scelta di un letto dotato di un ampio spazio sotto il materasso o, per i letti esistenti, procuratevi dei cassetti su rulli che possono essere posizionati al di sotto dei letti.

In alternativa, puoi acquistare un letto a soppalco.

Un letto a soppalco è una grande opzione per le famiglie che hanno poco spazio, grazie al fatto che la parte sottostante può essere sfruttata sia come un’area utile per conservare i giocattoli sia come uno spazio per giocare quando i bambini sono molto piccoli.

La parte sottostante può poi essere facilmente trasformata in un’area funzionale per l’apprendimento e lo studio quando i bambini diventano più grandi.