Wolther Goes Stranger – Love can’t talk

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Love can’t talk”, l’amore non può parlare. L’amore è nell’impatto tra corpi sudati e sguardi suadenti ed è questa la sensazione che i Wolther Goes Stranger (progetto nato dalla collaborazione tra Luca Mazzieri, chitarrista degli A Classic Education, Massimo Colucci e Linda Brusiani) hanno voluto evocare nel loro primo album, non senza alcune pecche.

La prima traccia, “Darling”, dà il via al perpetuo battito electro (cardiaco?) che caratterizzerà tutto il disco ed è impreziosita dal suono di un sax languidamente 80s; la successiva “Your Name” vede un interessante bilinguismo italiano/inglese incontrarsi con accattivanti sonorità elettroniche, che lo rendono un perfetto pezzo da clubbing. A seguire è “I’m sorry”, in cui iniziano a far capolino le prime perplessità: il sound non si discosta da quello delle tracce precedenti sfiorando la monotonia, mentre il testo, scritto da Alessandro Raina, delude un po’ le aspettative. La perplessità tocca il suo apice con “Idol”: musicalmente notevole, contiene frasi come “L’amore ha regole e le sai/il sesso quelle che tu vuoi/ma se mi mordi il gusto è unico”, che gettano nello sconforto e richiamano alla mente il Malgioglio di “Sbucciami”.

A risollevare le sorti è “Sailor”, curioso intermezzo che scivola in “Jesus”, storia di un Cristo lussurioso. Il pezzo successivo, “Sometimes”, vede un’altra partecipazione eccellente: l’inconfondibile voce di Federico Fiumani riesce a distrarre l’ascoltatore dai discutibili testi, occultati dalla lingua inglese nella seguente “Sixteen”, che, con la collaborazione di Jonathan Clancy (A Classic Education, His Clancyness), rappresenta la situazione ottimale d’incontro tra la voce maschile e quella femminile. La sperimentale “Julesdormeinberlin” chiude il disco e la sua onirica rarefazione sorprende ed incarna il passaggio più intrigante di “Love can’t talk”.

I Wolther Goes Stranger, nel loro esordio ufficiale, elaborano un sound elettronico elegante, sensuale, perfetto per i dancefloor ed evocatore di scenari voluttuosi, ma deludono per buona parte dei testi: se l’amore non può parlare, facciamolo tacere. E se proprio vuole dire qualcosa, non lasciamo che rovini l’atmosfera.

(Giada Arena)

Wolther Goes Stranger – Love Can’t Talk
(La Barberia Records, 2013)

1. Darling
2. Your Name
3. I’m Sorry
4. Idol
5. Sailor
6. Jesus
7. Sometimes
8. Sixteen
9. Julesdormeinberlin

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