Vito Ranucci Ensemble – Dialects

Dialects è il titolo di una nuova pubblicazione discografica nata dalla mente di Vito Ranucci, saxofonista e compositore napoletano la cui carriera è legata a doppio filo con il cinema ed il teatro, avendo collaborato alla realizzazione delle musiche per il compianto regista Mario Monicelli e per il drammaturgo Renato Giordano.

E’ molto difficile recensire questo lavoro, sia perché si è di fronte al lavoro di un grande artista i cui brani trovano spazio in svariate compilation in compagnia di gente del calibro di Morricone e Piovani, sia perché questi dieci brani sono molto complessi e necessitano di svariati ed attenti ascolti per essere al meglio assimilati.

In generale, si può affermare che la ricetta sonora di Ranucci ha come ingredienti il passato ed il presente della world music; un calderone di generi apparentemente incompatibili ma che grazie all’esperienza ed alla competenza dell’ensemble si amalgamano alla perfezione in questo concentrato di sperimentazione ed innovazione sonora.

E’ appunto il discorso della contaminazione dei suoni, il volersi porre a metà strada tra Oriente ed Occidente, ciò che più fa apprezzare questo disco. Fin dalla prima traccia, Dans le Regard, siamo immersi in questo clima multiculturale, con l’intreccio di vocalizzi orientaleggianti e tenui sussurri in lingua francese, il tutto su base elettronica. Un discorso che verrà sviluppato in maniera più complessa in Choral, rielaborazione di un corale tratto da “La passione secondo Matteo” di J.S. Bach, all’interno del quale una preghiera araba si interseca con testi evangelici protestanti.

L’elettronica è, forse, l’elemento costante di questo lavoro: campionamenti, sintetizzatori, bassi dub (Poison) si trovano pressoché dappertutto in queste dieci tracce. Non mancano altresì omaggi alla terra di Ranucci, con Carmela, minimalista e struggente cover di un brano di Sergio Bruni, o Onde, delicata canzone d’amore in dialetto napoletano, ma io aggiungerei anche Terra di lavoro, dove l’intreccio chitarre classiche/pianoforte potrebbe riportare alla mente qualche episodio della discografia di Pino Daniele.

Una nota a parte meritano quelli che, a mio avviso, sono i brani più sperimentali del disco: Impunity, ai limiti della new age, e Lullaby for Camilla, ipnotica ed intricata ninnananna.

Vito Ranucci ed il suo Ensemble hanno capito che la via della contaminazione è l’unica strada per poter dare vita a formule sonore originali ed innovative. Se cercate un disco che sia davvero “sperimentale”, questo Dialects saprà soddisfarvi ed il vostro apparato uditivo avrà di che godere!

(Salvatore Schinello)

Vito Ranucci Ensemble – Dialects

(MK Records/Venus-Pirames – 2012)

Tracklist:

1. Dans le Regard

2. Poison

3. World Trade Center

4. Carmela

5. Terra di Lavoro

6. Impunity

7. Onde

8. Choral

9. Lullaby for Camilla

10. Napoli Hard

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