Vince – Lividi

cover lividi vince

Si dice spesso che il secondo album sia una dura prova, quella in cui mostrare il proprio effettivo valore, la propria maturità artistica ed intellettuale. Vince, aka Vincenzo Pastano, raccoglie la sfida: dopo il debutto di “Invisibili Distanze” torna sulle scene con il più studiato “Lividi”, prodotto dall’etichetta Liquido Records, di cui è co-fondatore.

In realtà questo non è il lavoro di un solo artista (e che artista! Compositore, chitarrista, produttore artistico, ha collaborato con Pino Daniele, Luca Carboni, Roy Paci, Vasco Rossi, Finardi, Sinigallia ed il sempre compianto Lucio Dalla), ma di un vero e proprio collettivo che comprende più di un nome illustre. Ignazio Orlando, ex produttore dei CCCP, al basso; Max Messina, alla batteria e alle percussioni; Antonello D’Urso; Silvia Manigrasso alla voce; Alice Lerco ai testi e Grazia Verasani (scrittrice conosciuta dalle masse per il celebre “Quo Vadis, Baby?”) per la stesura del brano “Al buio”.
Le musiche, invece, sono interamente farina del sacco di Vince, ad eccezione del pezzo conclusivo, creato col progetto “Past The Mark” di Marc Urselli e già pubblicato nell’album “Harkhel Tribulation” (2011).

Degna di nota è l’acustica “Al buio”, una ballata che è quasi un sogno: le atmosfere oniriche sono tratteggiate da giri di chitarra e tastiera ipnotici, i suoni ovattati creano immagini mentali che raccontano una storia fantastica; segue la cupa “Il sole dell’inferno”, violenta ed incisiva come un martello pneumatico, attraversata da inquietanti distorsioni. In questo lavoro, c’è anche del dub: “Black Propaganda” ne è un esempio, anche se non riesce a colpire allo stomaco come dovrebbe. A tratti le liriche dovrebbero essere più ricercate, ma ciò passa in secondo piano appena Silvia Manigrasso fa la sua apparizione: la sua voce soave, versatile e piena è un vero piacere per le orecchie.

In generale “Lividi” è un buon album, a cui si chiede, però, di fare di più. Si percepisce l’influenza della Liquido Records soprattutto nella genesi di gruppo, è apprezzabile la cura nei dettagli mostrata da Vince, ma manca qualcosa. Avete presente quel vago senso di insoddisfazione che vi lascia un prodotto buono, molto buono, ma non eccelso? Ecco. Proprio quello.

(Raffaella Caravatta)

Vince – Lividi
(Liquido Records, 2013)

1. Lividi
2. Fuzz dub
3. Sonnambuli
4. Black Propaganda
5. In questo inferno vero dub
6. Atto di dolore
7. Al buio
8. Il sole dell’inferno
9. Vetro cieco
10. Dawn moon glow (feat. Past The Mark)

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