Ufomammut – Oro: Opus Alter

Urlo, Poia, Vita. Tre elementi imprescindibili per un doom metal portato all’estremo compimento, loro tre sono gli Ufomammut e la loro ultima creatura porta il titolo di: “ORO: Opus Alter”, che esce solamente cinque mesi dopo la creatura gemella “ORO: Opus Primum” per la Neurot Recordings, e che va quindi a chiudere il capitolo di un concept album davvero ambizioso.

Opus Alter riparte dunque da dove Opus Primum si era concluso, la band piemontese ci aveva lasciati con Midomine: quel che vien fuori dalle cuffie, ha tutta l’aria di poter essere accostato ad un rito stregonesco, una maledizione trasformata in musica, figlia di gruppi come Melvins e Neurosise, se vogliamo, anche dei primi Pink Floyd, quelli più oscuri e psichedelici di fine anni sessanta.

Il trio sembra veramente coeso, almeno in studio. Batteria lenta e lamentosa, che riesce perfettamente a rendere quel senso di pesantezza e affaticamento, una chitarra che va a scandire l’aria come una campana della morte nel pieno della notte, potenti linee di basso e intelligente utilizzo di sintetizzatori, con suoni che ti attraversano letteralmente il cervello, passando da una cuffia all’altra in un perfetto gioco di psichedeliche allucinazioni per l’orecchio. Voci parecchio incomprensibili e lontane servono solamente a fare da cornice all’atmosfera apocalittica.

La band Piemontese ci lancia dunque quest’ultima chicca, in linea con gli standard a cui loro stessi ci avevano abituati: musiche complicate, ambiziose, pesanti, ossessive.

Le tracce non durano meno di 6 minuti, a volte anche 12, ma non c’è il pericolo che ci si perda dentro o che si perda il filo del discorso musicale: i brani sono intrecciati a dovere, con arrangiamenti impeccabili e, nonostante i vari cambi e stacchi, il tema fondamentale tipico per ogni traccia si riesce a scorgere fino alla fine. Tra i brani che più colpiscono possiamo citare Oroborus, che ha tutta l’aria di essere un pezzo che potrebbe accompagnare un rito sciamanico, poi la tachicardica Sulphurdew e, in ultimo, l’interstellareSublime.

(M. Stella Tavella)

Ufomammut– Oro: Opus Alter

(Neurot Recordings – 2012)

Tracklist

  1. Oroborus

  2. Luxon

       3. Sulphurdew

  1. Sublime

  2. Deityrant

Lascia una risposta