Soviet Soviet – Fate

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Credo che nessuno abbia ancora capito perché, solo ed esclusivamente in Italia, a volte ci sia della strafottenza nei confronti di artisti che invece vengono osannati in tutti gli altri paesi: è il caso dei Soviet Soviet, che hanno avuto un importante successo in Russia e in Messico, ultimamente sono volati negli States, hanno suonato assieme agli A Place to Bury Strangers e sono stati scelti dal buon Johnny Rotten per aprire tutte le date italiane dei PIL. Saranno forse snobbati perché non cantano in italiano? Ma non cantano nemmeno in russo o in messicano, eppure..
Tralasciando questa breve polemica, concentriamoci adesso sui 10 pezzi che compongono “Fate”, pubblicato l’11 novembre, a due anni di distanza da “Summer, Jesus”.

Mantenute, maturate e reinterpretate le atmosfere cupe e post-rock che fin dal 2011 caratterizzano i tre pesaresi, il nuovo lavoro si apre con “Ecstasy”, da loro considerato il pezzo più scuro dell’intero album, caratterizzato da ritmi di batterie veloci ed un ottimo riff di chitarra che introduce l’inconfodibile lirica malinconica e bassa: un pezzo che esprime incertezza nel testo, ma che apre magnificamente all’ascolto del seguito. Seguono “1990” e “Introspective Trip”, generando una tripletta azzeccatissima che fa innamorare l’ascoltatore dei giri di basso insistenti, delle chitarre taglienti e della voce, che in questo disco è un tutt’uno con la parte strumentale, come se non si volesse dare maggiore importanza ad uno strumento specifico ma si volesse proporre un mix unico di note, battiti, voci, accordi ed effetti.

“Fate” si esprime allo stesso modo sia nella musica che nei testi: ogni frase, unita allo specifico frammento strumentale, riesce ad evocare esattamente questa particolare sensazione. Un album che è la conferma assoluta di un grande gruppo che, con pazienza ed esperienza, ha saputo incastrare perfettamente tutti i tasselli di un mosaico che evoca freddo, viaggi in autostrada, mille aerei decollati ed un successo che sta per esplodere nei luoghi più impensabili del globo. Una buonissima prova di maturità artistica, data da un’infinita esperienza live sia in madrepatria che all’estero.

(M. Stella Tavella)

Soviet Soviet – Fate
(Felte, 2013)

1. Ecstasy
2. 1990
3. Introspective Trip
4. Further
5. Gone Fast
6. No Lesson
7. Together
8. Hidden
9. Something You Can’t Forget
10. Around Here

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