Pharm – Pharm

Una guida galattica per autostoppisti post-rock.

Caotica. Imprevedibile. Ardita. Sperimentale.

Una via in un primo momento impervia e ostica che con ripetuti ascolti, però, manifesta tutta la sua piacevolezza.

L’omonimo esordio dei romani Pharm, prodotto da Face Like a Frog, è questo. È un salto nel vuoto o un viaggio nello spazio. Decidete voi. In questo caso non riesco a fare classificazioni.

Una cosa però la so: Fabio Reeks Recchia non delude mai. E alle percussioni insieme a Cristiano ‘Defa’ De Fabritiis (batteria e live electronics), Claudio Mosconi (basso), Matteo d’Incà (chitarra) e Alessandro ‘Byruzz’ Rebecchi alle videomanipolazioni ha creato un collettivo che coniuga suoni e immagini riuscendo ad evocare sensazioni inimmaginabili. I nostri hanno dalla loro l’esperienza e collaborazioni con artisti del calibro di Niccolò Fabri, Alessandro Baricco, Zu, Germanotta Youth, Fabrizio Bosso e Okapi; c’è voglia di sperimentare, prendendo come muse ispiratrici gli americani Tortoise e Primus. Insomma, di materia prima ce n’è in abbondanza.

Il risultato? 7 brani dal sapore un po’ acre ma ben confezionati. Sono pezzi coraggiosi in cui spesso suoni contrastanti si uniscono in un amplesso bizzarro. È un miscuglio di jazz, post rock, elettronica e funk.

Tutto inizia con il basso martellante e le atmosfere seducenti e oscure di “Mrs Runciter”, seguiti dal funk di “Sorbetto” (che ricorda molto quello dei nostrani Calibro 35) e, sempre su questa scia, coniugata questa volta con jazz d’avanguardia, da “L’Africano”. Scenario alla “Mezzogiorno di fuoco” per “Western Machines” che risulta, a mio avviso, vagamente ripetitiva. Analogica e innovativa, “Joe Chip” ti scaraventa in un brutto sogno, tra alieni e clown sghignazzanti. A condire il tutto ci sono voci distorte e apocalittiche.

Molto interessante come esordio, non c’è che dire. Agghiacciante.

Quasi un viaggio nell’incubo, questo album è pieno di suggestioni che inquietano. E ve lo dice una che mentre sta scrivendo questa recensione è sola in casa e ha acceso tutte le luci possibili e immaginabili. I suoni metallici di “Buone Cose A Lei” mi stanno facendo sentire come una vittima dell’Enigmista.

Si sa, sono facilmente impressionabile. Capitemi.

(Raffaella Caravatta)

Tracklist:

  1. Mrs Runciter
  2. Sorbetto
  3. L’Africano
  4. Buone Cose A Lei
  5. Western Machines
  6. Joe Chip
  7. Q

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