Movie Star Junkies – Son of the dust

Un sigaro, un revolver, un coltello negli stivali, e ancora: luci soffuse, birra versata sul bancone, porte che sbattono. Una storia di malinconia, sangue e disperazione d’altri tempi, avvolta da un’acidità blues/jazz da far contorcere anche gli stomaci più basici. Son of the dust significa letteralmente “figlio della polvere”. Già , il paesaggio musicale è di ipnotica desolazione, le atmosfere sono cupe, sospese, quasi noir. Via i sintetizzatori, via le vocine surf pop, via tutto il superfluo.

Solo strumenti classici e un gusto raffinato d’altri tempi, precisamente anni ’20: i cori e il fraseggio di chitarra che si intrecciano lungo tutte le tracce dell’album, costituendone la cifra stilistica, ci riportano nell’America profonda in cui avveniva il riscatto artistico del popolo afroamericano. Ma non abbiate paura: i Movie Star Junkies non hanno alcuna intenzione di portare a termine una stanca rievocazione del passato, non si tratta di un album per addetti ai lavori delle noiose operazioni nostalgia. Il gruppo torinese, piuttosto, mescola la migliore tradizione blues americana con piccole perle del Vecchio Continente: Portishead, Calibro 35, Casino Royale. Magari anche Gogol Bordello, però più algidi e con meno irruenza esecutiva.

Premete play e lasciatevi trasportare dal ritmo blues, magari con un buon bicchiere di whisky in mano. Tranquilli, non c’è pericolo di macchiarsi il vestito, con quest’album non si balla, si ondeggia con delicatezza.

(Filippo Di Iorio)

Movie Star Junkies – Son of the dust

(Outside Inside Records – 2012)

Tracklist

01. These woods have ears
02. In an autumn made of gold
03. Son of the dust
04. Cold stone road
05. The damage is done
06. There’s a storm
07. A long goodbye
08. This love apart
09. End of the day
10. How it all began

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