Molotoy – The Low Cost Experience

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Arte e tecnologia. Un terreno scivolosissimo. Una Patata bollente. Un rapporto burrascoso che può impostarsi in diverse maniere. Innanzi tutto, l’Arte può essere schiavizzata, sovrastata fino ad annullarsi in un delirio tecnologico fine a se stesso. Oppure, la tecnologia può essere concepita come semplice estensione di qualsiasi creazione artistica, un canale per potenziare la diffusione di quest’ultima.

Tuttavia, i Molotoy sembrano creare una terza prospettiva: Arte, in questo caso musicale, e tecnologia, possono convivere benissimo. Possono contaminarsi e scambiarsi di ruolo in continuazione. Attorno a questo gioco continuo di mescolanza si impernia The Low Cost Experience, primo album di una band veramente sui generis. I Molotoy, infatti, legano a doppio filo basi electro, archi e strumenti della tradizione rock in una matassa unica che si dipana con finezza lungo le dieci tracce dell’album. Il risultato è di gusto pregevole, raffinato, appunto da “Digital Bohemien”: orde di ragazzi che con una mano offrono una rosa e con l’altra brandiscono uno smartphone.

Kukkiko Ronf” e “Magical History Soup” seguono il solco della bedroom electronic music: atmosfere oniriche, chilling out alla Grimes o Computer Magic. “Digital Bohemien” odora di solitudine e profonda malinconia. Malinconia 2.0, beninteso. “We are the Volvo” è un brano molto più movimentato rispetto a quelli precedentemente citati. Tuttavia, rappresenta un’eccezione nel panorama musicale dipinto dalle altre tracce. Una scelta molto discutibile la sua elezione a primo singolo estratto dall’album.

Insomma, i Molotoy sembrano camminare con disinvoltura sulla border line che divide Arte e tecnologia. Voi, siete pronti alla grande prova di equilibrismo?

(Filippo Di Iorio)

 

Molotoy – The Low Cost Experience

(Modern Life – 2012)

Tracklist

1. Super Attack

2. Brain

3. We Are The Volvo

4. Holymount In The Rain

5. Kukkiko Ronf

6. Magical History Soup

7. Laqu

8. Mussaka

9. Werther

10. Digital Bohemien

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