Marta Sui Tubi – Cinque, la luna e le spine

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Perché Sanremo è Sanremo. Soprattutto per quelle band “indie” (per quanto possa significare oggi questa parola) che decidono di fare un salto sul palco dell’Ariston, davanti a un pubblico che probabilmente prima non li conosceva e spiazzando gli aficionados di sempre, con annessa corsa a chi è più veloce a scrivere critiche sulla scelta fatta. Fortunatamente, l’esperienza sanremese dei Marta Sui Tubi è stata fiancheggiata da tanti dei loro sostenitori e ha visto la band esibirsi con brani di qualità (“Dispari” e la più prevedibile “Vorrei”) in un contesto decisamente più aperto alla varietà musicale rispetto alle edizioni precedenti del festival più amato/odiato dagli italiani.

Cinque, la luna e le spine”, il nuovo album del quintetto (ex-duo) di origine siciliana, è un’opera che si carica di vari significati, a partire dal titolo che, oltre a far riferimento alla formazione del gruppo e al numero di dischi raggiunti, evoca il quinto comandamento e una leggenda medievale su Caino. Insomma, non pizza e fichi.

I brani rientrano pienamente nello stile più classico dei Marta, fatto di ritmi sghembi, arpeggi acustici, sperimentazioni e digressioni simil-prog qua e là e, soprattutto, la meravigliosa voce di Giovanni Gulino, sempre in bilico tra scioglilingua, talking e ritornelli che si stampano in testa senza esser mai banali. Pezzi catchy nella loro varietà, senza il rischio di snaturarsi e più che mai senza paura di esplorare in lungo e in largo i propri orizzonti sonori che ora filtrano con una certa elettronica (“I nostri segreti”), ora scoprono l’inglese (“Vagabond home”, primo esperimento non in madrelingua, tutto sommato rivedibile), ora recuperano con sagacia e ironia un certo gusto blues (la bellissima “Tre”). Un panorama ricco, come sempre. Qualità confermate, ancora una volta.

Manca il guizzo che ti spettina, manca quel quid che fa gridare al “genio”, ma va bene così, e non è un semplice accontentarsi.

Cinque, la luna e le spine” è un disco che farà conoscere al meglio i Marta Sui Tubi ad un pubblico non avvezzo alle loro sonorità, riuscendo finalmente ad allargare il bacino di ascoltatori così come giustamente si confà ad un gruppo della loro bravura. Per chi li conosce già, un album che non aggiunge nulla di nuovo a quanto già fatto, ma conferma le capacità artistiche di Gulino & co., fornendo peraltro un buon numero di pezzi da andare a cantare dal vivo.

Resta, tra le altre cose, il piacere e la soddisfazione di aver potuto ascoltare una band italiana di tutto rispetto citare i Motorpsycho sul palco dell’Ariston. E scusate se è poco.

(Livio Ghilardi)

 

Marta Sui Tubi – Cinque, la luna e le spine
(BMG – 2013)
Tracklist
1- Il Primo Volo
2- Dispari
3- I Nostri Segreti
4- Vorrei
5- Vagabond Home
6- Il Collezionista di Vizi
7- Tre
8- La Ladra
9- Maledettamente Bene
10- Grandine
11- Polvere sui Maiali

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