L’Officina della Camomilla – Senontipiacefalostesso Uno

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L’Officina della Camomilla è la spocchiosa primogenita degli anni dieci. Durante l’ascolto dell’opera prima di questi cinque post-adolescenti meneghini, Senontipiacefalostesso Uno, il pensiero va a Lo Stato Sociale, Vasco Brondi, i Libertines, i Cani, Trucebaldazzi e qualche decina di imprecazioni.


Nelle tredici eterogenee tracce che compongono il disco, a dominare è il nonsense: verbale, musicale, esistenziale. La voce caratteristica e sincopata del frontman Francesco De Leo canta versi in perenne tensione tra il coraggio dell’avanguardia ed il baratro della velleità poetica, come “Ti bacerei sputandoti una cicca in bocca/ricorda, c’è la morte per colazione/sconfiggo gli stupidi con un kit da pasticcere”. Il tutto potrebbe essere giustificato dalla ricerca d’innovazione, dal flusso di coscienza o dalla rarefazione del surrealismo, ma di fronte ad un brano (“La tua ragazza non ascolta i Beat Happening”, collaborazione con Lo Stato Sociale) che per buona parte della sua durata ripete “Siamo pieni di droga”, si viene colti dalla sacrosanta sensazione di essere presi per il culo.
Le parole in libertà rappresentano l’unico elemento costante in una tracklist che, dal punto di vista prettamente musicale, di costante ha ben poco: si apre con un sound à la Libertines per poi procedere con elementi electro, ska (!), pezzi di tipica impronta neo-cantautorale, marcette al piano e persino un finale con qualche arco. Meritevole di attenzione è “Agata Brioches” con il suo interessante mix di sociopatia, psichedelia e reggae, mentre “Ho fatto esplodere il mio condominio di merda” è così pretenziosamente pseudo-punk da sembrare una demenziale parodia.
E’ dunque lecito parlare di nonsense esistenziale: qual è la ragion d’essere de l’Officina della Camomilla?
Probabilmente, il loro incarnare una perfetta creatura da hype. Per qualche mese, non dispiaceranno agli hipster (sì, esistono davvero), non dispiaceranno ai piccoli festival nostrani e non dispiaceranno neanche agli appassionati di poesia spicciola. Si spera nell’emancipazione di un eventuale Senontipiacefalostesso Due, che possa cercare l’avanguardia riuscendo ad essere meno borioso e velleitario.
(Giada Arena)

L’Officina della Camomilla – Senontipiacefalostesso Uno
(Garrincha Dischi – 2013)
1. Dai graffiti del mercato comunale
2. Morte per colazione
3. La tua ragazza non ascolta i Beat Happening
4. Agata Brioches
5. Un fiore per coltello
6. Città mostro di vestiti
7. Lulù devi studiare Marc Augé
8. Le mie pareti fluorescenti di Nord Africa
9. La provincia non è bella da fotografare
10. Ho fatto esplodere il mio condominio di merda
11. Pegaso disco bar
12. Ti porterò a cena sul braccio della ruspa
13. Senontipiacefalostesso

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