La notte dei lunghi Coltelli: recensione di Morte a credito + videointervista a Karim Qqru

Dietro a La notte dei lunghi coltelli, in collaborazione con Izio Orsini, Ale Demonoid Lera ed altri, c’è la mente di Karim Qqru, batterista degli Zen Circus. Ma nel primo album, “Morte a credito”, non incontriamo nulla di ciò a cui la band pisana ci aveva abituati: poco più di trenta minuti travolgenti, a tratti devastanti, sperimentali, duri, infestati da fantasmi del Novecento –come già si può dedurre dal nome del progetto.

 La prima traccia, “La caduta”, prende il titolo da un’opera di Albert Camus e sin dalle prime, ripetute, parole (“L’urlo che precede l’urto”) si viene schiaffeggiati dai suoi echi punk/hardcore. Echi violenti, che caratterizzano anche altri notevoli pezzi, come la sporca e disperata “La neve marcia”, “Levami le mani dalla faccia”, che vede alla voce Aimone Romizi dei Fast Animals and Slow Kids, ed il primo singolo “Morte a credito”. Quest’ultimo, ispirato all’omonimo romanzo di Louis-Ferdinand Céline, auspica il massacro di un’umanità disprezzata, insultata senza mezzi termini.

Il disco viene percorso, con costante qualità, dai generi più disparati: in “J’ai toujours été intact de Dieu” si propone all’ascoltatore una lettura in chiave drum and bass di una poesia di Jacques Prévert, in lingua originale; “Ivan Iljc”, personaggio di Lev Tolstoj, assume la forma di un brano strumentale, un’interessante progressione elettronica con piccoli inserti elettrici; “DDR” (Deutsche Demokratische Republik?) è il vibrante e breve intro noise della title track. Momenti di grande suggestione si hanno con “D’isco deo”, avvolgente traccia drammatizzata dal rabbioso dialetto sardo, e “La notte dei lunghi coltelli”, in cui una voce sussurrata si chiede “Che cos’è un agnello sacrificale?”, con il contributo di una base di grande atmosfera alla quale contribuiscono strumenti differenti. Attenzione, infine, all’inquietantissima ghost track.

Il 2013 si apre, dunque, con un ottimo e polimorfico album, all’interno del quale svariati generi si fondono con maestria, senza mai annoiare, affrontando un percorso storico, violento, emozionale.

L’ennesima conferma dell’enorme fecondità creativa del mirabolante mondo dei progetti paralleli.

(Giada Arena)

La notte dei lunghi coltelli – Morte a credito

(Black Candy Records – 2012)

  1. La caduta
  2. J’ai toujours été intact de Dieu
  3. La neve Marcia
  4. Ivan Iljc
  5. DDR
  6. Morte a credito
  7. D’isco deo
  8. Levami le mani dalla faccia
  9. La notte dei lunghi coltelli

    karim

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