Kutso – Decadendo (Su un materasso sporco)

Cover_decadendo

Ad un primo, disattento e superficiale ascolto, “Decadendo (Su un materasso sporco)”, primo full-lenght dei Kutso, potrebbe sembrare un’operetta di stucchevole allegria, l’esercizio di stile di una band dotata del sacro dono dell’orecchiabilità.

Ma, dedicando più concentrazione alle parole, ai significati espressi in un tripudio di vocalizzi dal talentuoso frontman Matteo Gabbianelli, si incontra un’inaspettata verità: questo è uno degli album più colmi di disagio e nichilismo che potrete mai ascoltare.

Ad aprire il disco è “Alè”, forse la traccia più riuscita, tra sonorità à la Weezer ed istinti suicidi elaborati con un azzeccato sarcasmo; si procede con “Siamo tutti buoni”, che coniuga un riff gioiosamente radiofonico a versi come “Sento nell’aria odore di morte”, e la dedica romantica di “Marzia”. Il quarto brano, “Lo sanno tutti”, è un trionfo di egocentrismo cantato con un caricaturesco accento padano: per capire il perchè, è vivamente consigliata la visione dell’esilarante video realizzato in collaborazione con la crew di comici romani The Pills. I pezzi seguenti, “Questa società” e “Via dal mondo”, contengono critiche di più ampio raggio alle convenzioni ed al potere, incarnando i passaggi più banali e meno pungenti di questo bel disco, che torna ad essere tale con una sorprendente versione della “Canzone dell’amor perduto” di Fabrizio De Andrè. Successivamente, si viene inghiottiti dalle nichiliste -ma non per questo meno catchy- “Eviterò la terza età”, “Stai morendo” e “Precipiti più giù”, seguite dall’interessante “Perso”, nella quale si percepisce l’influenza della buona tradizione leggera nostrana. “Decadendo (Su un materasso sporco)” si chiude con “Aiutatemi” e “E mi eccito”: la prima, già title-track del precedente EP, rielaborata in compagnia di Fabrizio Moro, Pierluigi Ferrantini, Pier Cortese e Adriano Bono, è un valido esempio di irriverenza capitolina (“Aiutatemi, vi ringrazierò/Indicatemi la via, la seguirò, decidete voi per me/Perché me sò rotto er cazzo”), mentre la seconda contiene cristalline riflessioni sulla vita sessuale dell’autore.

Provocazioni, ironia, disprezzo e desolazione accompagnati da un energico, orecchiabile e già riconoscibile mix di rock, funk e pop: questo disco è un concentrato di allegra disperazione e frizzante tragedia, un singolare, enorme, ossimoro.

Non credevo che si potesse sentir parlare di autodistruzione battendo il piede a tempo.

(Giada Arena)


Kutso – Decadendo (Su un materasso sporco)
(22R/Cosecomuni, 2013)

1. Alè
2. Siamo tutti buoni
3. Marzia
4. Lo sanno tutti
5. Questa società
6. Via dal mondo
7. Canzone dell’amor perduto
8. Eviterò la terza età
9. Stai morendo
10. Precipiti più giù
11. Perso
12. Aiutatemi
13. E mi eccito

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