Il Parto delle nuvole Pesanti – Che aria Tira

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Il folk si è sempre prestato alla denuncia sociale, soprattutto quello americano, c’è una lunga storia a riguardo che coinvolge artisti come Woody Guthrie e Bob Dylan. Ma nel 2013, in Italia, ecco che si fa luce un nuovo album folk di denuncia sociale, tutto in italiano e che musicalmente parlando va a scavare nelle radici della musica tradizionale calabrese. Due elementi che sono il marchio di fabbrica del Parto delle Nuvole Pesanti, ormai affermatisi a livello nazionale dopo le partecipazioni al 1 Maggio di Roma, quelle al Premio Tenco e la nomination al David di Donatello per “Onda Calabra”. L’ultimo lavoro della band calabro-bolognese s’intitola Che aria Tira, e non c’era modo migliore per definire l’aria che sta tirando qui in Italia ed in Calabria di questi tempi. Ogni traccia descrive un contesto diverso, affronta tutte le questioni sociali più importanti e offre testi di grande qualità. In un periodo in cui le arti più popolari, ovvero il Cinema e la Musica, dimenticano spesso di raccontare la crisi attaraverso canzoni o film ecco che Il Parto delle Nuvole Pesanti ci traccia una descrizione della realtà che più vera non poteva essere.

Si parte con la canzone che dà il titolo all’album “Che aria Tira”, che nelle sue parole e nella sua musica riassume tutto l’ultimo lavoro della band, ovvero musica folk calabra con testi spietati sull’analisi della realtà, ma che lasciano un poco di speranza, quella che si riflette nelle parole «Ma ci sarà un’altra primavera, nelle piazze canteremo ancora».
Subito dopo una critica alla politica, il titolo è eloquente: “La poltrona”, mentre con “Vento di scirocco” passiamo ad una poesia malinconica e arrabbiata. Non mancano i riferimenti alla Calabria, “Crotone” è l’emblema di una regione schaicciata da mafia e mala politica con «i bambini sull’amianto e le madri con il pianto». E poi un episodio di cronaca calabrese, ovvero quella “Nave dei Veleni” che ha gettato un’ombra sulle coste di quella che un tempo era la Magna Grecia. Presenti sono nell’album due temi di grande attualità: quello della dura realtà del carcere con “Vita detenuta”, e quello degli immigrati con “Alì Ochalì”. Gli ultimi due pezzi dell’album lasciano il folk calabro per prestarsi di più al pop italiano. “Qualcuno mi ha detto” non si lascia andare a banalità e sottolinea che «qualcuno mi ha detto c’è vita su Marte, ma intanto sulla Terra si semina la morte». E poi infine “Terapia sociale”, il pezzo sicuramente più orecchiabile e che augura «una terapia sociale, non un farmaco scientifico». Insomma, un album da ascoltare, ma soprattutto da leggere, che è consigliabile non solo agli appassionati di folk nostrano ma anche a quelli del cantautorato: testi impegnati e di valore senza prendersi troppo sul serio, è cosa rara ormai.

(Davide Mirabello)

Il Parto delle nuvole Pesanti – Che aria Tira

(Ala Bianca/Warner – 2013)

TRACKLIST
Che aria tira
Vento di scirocco
Crotone
Ho visto gente lavorare
La nave dei veleni
Vita detenuta
Alì Ochalì
Qualcuno mi ha detto
Terapia sociale
La poltrona

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