Elio Petri – Il bello e il cattivo tempo

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Che dire di un album che ha tra i suoi pezzi una canzone che parla di un tizio con la testa da uomo e il corpo da bruco, oppure con un pezzo intitolato “Blues” incentrato sulla descrizione di elettrodomestici? Scherzi a parte (anche se è tutto vero), l’album Il bello e il cattivo tempo di Emiliano Angelelli, in arte Elio Petri, prodotto da “Cura Domestica”, è un qualcosa che sicuramente non è fatto per i non amanti della musica alternativa e sperimentale. E’ un album che a primo ascolto può anche infastidire, tanti a volte sembrano essere i non sense, le incomprensioni, una voce che in maniera seriosa ti descrive cose di senso logico a volte incomprensibile. Ma, in tutto ciò, un secondo e un terzo ascolto, un po’ di attenzione in più aiutano sicuramente a trovare il filo dell’album.

Ciò fa capire che si tratta di un lavoro non immediato e che se non siete in vena di ascolti attenti e un pò sperimentali non è il caso di mettervici su. Comunque per i sofisticati, gli amanti del genere, coloro che vanno a caccia di particolarità ecco a voi “Il bello e il cattivo tempo”, un album che i testi fortemente non sense (a volte al limite con un apparente presa per il culo) accompagnano ad una parte strumentale molto interessante, e che sperimenta bene. Ottime quasi tutte le intro, i primi trenta secondi del pezzo “Il disprezzo” sembrano catapultare in un album dei Pink Floyd ai tempi di Syd Barrett, mentre in “Mascella” l’intro sembra essere uscita da “Great Gig in the Sky” (by Dark Side of the Moon chiaramente). Anche l’intro di “Vipera” – il testo è uno dei più incomprensibili dell’album – è molto apprezzabile. Tra i pezzi migliori sono da segnalare “Alga”, molto riflessivo, con sonorità intime, e poi “Ti farò soffrire”, che ha suoni molto rock (è il pezzo più “duro” dell’album), aggiunte di elettronica e parti sperimentali.

Diverse le collaborazioni, tra le quali spicca quella con Teho Teardo che compare in ben tre pezzi su otto di tutto l’album, oltre che quella con Marco Parente in “Capra astrale”. Elio Petri tira fuori un album abbastanza schizzoide, ma riflessivo, cantautorale ma che sembra non prendersi affatto sul serio. Insomma è un continuo mescolarsi di contrari, sicuramente interessante ma non facile da ascoltare, un’opera da mercato alternativo che forse difficilmente arriverà in superficie, anche perchè probabilmente non è questo il suo obiettivo.

(Davide Mirabello)

Elio Petri – Il bello e il cattivo tempo

(Cura Domestica – 2013)

Tracklist

1. Il disprezzo
2. Mascella
3. Vipera
4. Alga
5. Bruco
6. Ti farò soffrire
7. Blues
8. Capra astrale

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