Elettrofandango – Achab

Achab, questo il titolo del nuovo album degli Elettrofandango uscito nel Maggio scorso e prodotto dalla Blinde Proteus. Sette pezzi per un totale di ventotto minuti, il disco si apre con un intro da paura nel senso letterale del termine direi: latrati di cani registrati di notte in un canile di Venezia, presagio di sventure, gli stessi cani che biblicamente sbranarono Achab. Paura, violenza, inquietudine e senso di ossessione pervadono l’intero album. È come sentirsi persi nella “selva oscura”, ma non si tratta di un bosco bensì di un mare in tempesta, “Mi ha preso il male solo perché col sale in gola tutto è immobile”, Achab è, infatti, il brano che riassume bene l’intero album.

Sulla stessa scia è Nessuno, “Ti vorrei come il male griderò”, intrappolati tra le onde di un mare in tempesta orrore, violenza e paura ancora una volta la fanno da padrone. “Su la vita che la fine non è ancora qui” (Denti), un senso di oppressione per la fine del mondo che si fa ancora più forte nella lenta Polare, dove si riprende fiato per un istante, nel brano è come se il vecchio capitano desse voce alle sue disavventure e alla sua impresa impossibile; il famoso capitano di Moby Dick, in mare per catturare la balena, alla guida di un folle equipaggio di cui siamo solo ostacoli. I silenzi, le trombe pressanti, i tamburi pesanti e i riff di chitarra che chiudono il pezzo sono presagio del fallimento dell’impresa. In un crescendo verso le profondità degli abissi c’è Relictual e in chiusura Vertigo, giù giù sempre di più, travolti da una tempesta vorticosa e, infine, il silenzio. C’è buio, avvolti da onde travolgenti, affoghiamo, non c’è speranza per anime dannate alle quali Caronte riserva solo l’ingresso dell’Inferno! Un mix di heavy-grunge anni ’90, elettronica e rock progressive, melodie minacciose che coinvolgono, rapiscono, nonostante testi non sempre originali e brillanti. Quattro irrefrenabili “ragazzacci” veneti, Francesco Montagner alla batteria, Stefano Scattolin al basso elettrico, Marco Giusto e Nicolò Mazzonetto alle chitarre, Giovanni Battista Guerra alla voce e sintetizzatori. Musica pesante, live da concerto rave, video proiezioni, passione per il noiserock anni novanta (Melvins, Helmet e Shellac) e il cantautorato italiano alla Giorgio Canali e Teatro degli Orrori. Il disco è stato masterizzato niente poco di meno che a Brooklyn (New York) presso il Joe Lambert Mastering, lo stesso studio che ha conosciuto gruppi come The National, Animal Collective, Arcade Fire e molti altri. “Arrivare alle orecchie di tutti e farli affogare” è questo l’obbiettivo del disco; dunque tutti a bordo della nave degli Elettrofandango…paura, eh?

(Eleonora Rollo)

Elettrofandango – Achab

(Blinde Proteus – 2012)

Tracklist:

1. Antro di Achab

2. Achab

3. Denti

4. Nessuno

5. Polare

6. Relictual

7. Vertigo

Lascia una risposta