Efrem – Con le nostre carni strette

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La rabbia è uno dei moventi più primitivi della nobile arte del rock ‘n roll. Un sentimento crudo ed indomabile, che può essere proposto in forma grezza o leggermente levigata: “Con le nostre carni strette”, secondo album degli Efrem (progetto emiliano che nasce dalla mente di Marco Lombardi Satriani), vede un’ottima unione tra dura elettricità e cura nella scelta delle parole, caratterizzate da ispirazioni poetiche che vedono la loro origine del caos, nell’alienazione, nel turbamento ed, appunto, nell’ira.

Gli Efrem si allontanano, forse volontariamente, da ogni tipo di leggerezza. I brani, la cui durata media supera i quattro minuti, aderiscono ad un sound elettrico non lontano da quello dei Ministri, senza rinunciare ad alcune suggestioni tipiche di band come gli Interpol e dell’ondata post-punk revival. Particolare attenzione meritano i titoli della tracklist, ricchi di citazioni che vanno da Orazio a Vanishing Point, passando per Eva Braun e la straziante canzone d’amore a lei ispirata. I picchi dell’opera vengono raggiunti con “Dadaista è Lucifero!”, sei minuti di claustrofobia e violenza, e “Hellas”, che con i suoi cambi di ritmo trascina l’ascoltatore in un collerico disordine.

“Con le nostre carni strette” non è un album perfetto, ma è un album stilisticamente, poeticamente ed emotivamente onesto: con la sua tesa e furiosa estensione, non potrà che colpire al cuore chi vorrà dedicargli un mucchio di minuti ed una cascata di inquietudine.

(Giada Arena)

Efrem – Con le nostre carni strette

(Autoproduzione – 2013)

  1. L’amore per la banca e Gesù Cristo
  2. Spiriti della sovversione spiriti del possesso
  3. Il fattore umano
  4. E’ dolce ed onorevole morire per la patria
  5. Hellas
  6. Il re del Siam
  7. Eva Braun
  8. Dadaista, è Lucifero!
  9. Kowalski

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