Craxi – Dentro i battimenti delle rondini

Il nome “Craxi”, nell’immaginario collettivo, rievoca individui pingui, grossi occhiali, lanci di monetine, garofani rossi e tombe ad Hammamet: da oggi sarà anche il nome del vostro nuovo supergruppo del cuore.

“Dentro i battimenti delle rondini”, scritto nel 2009 e registrato nel 2010, nasce dallo straordinario incontro tra Alessandro Fiori (ex frontman dei Mariposa nonché proficuo solista), Enrico Gabrielli (Calibro 35, Mariposa), Luca Cavina (Calibro 35, Zeus!) ed Andrea Belfi (Rosolina Mar, Hobocombo); può essere considerato un album postumo, perché i Craxi oggi non esistono più. La loro prima e, quindi, ultima creatura inebria in un azzeccato mix di stili, atmosfere e suggestioni verbali, lasciando in chi ascolta un’ottima sensazione di sazietà sonora.

“Rosario”, la prima traccia, scorre delicata sui miagolii di Fiori, seguita dalla notevole “E tu non ci sei”, narrazione dell’amore attraverso la sua assenza: una chicca di tre minuti scandita da ipnotiche percussioni ed immagini evocative (“Per sempre qui in piazza Dalmazia, come due panchine, io e te, e quest’odore di lampredotto e questi sorpassi rischiosi, amore..”). Si procede con gli avvolgenti cori de “I diari dei kamikaze” e con i ritmi serrati di “Drive Inn”, pezzo accattivante ed amarcord anni ottanta, con versi che raccontano di un bambino seduto sulla lavatrice ed appassionato di Beruschi. Nel pezzo successivo, “Le ali di Alì”, si rincorre un riff assassino dal vago retrogusto Calibro 35, retrogusto presente anche nella seguente “Si appressa la morte, non ci è dato sapere cosa c’è al di qua”, dominata e colorata da un sax isterico.

Si cambia stile, poi, con “Santa Brigida”, probabilmente la più rock –nel senso classico del termine- del disco, con chitarre à la Gang of Four e surreali parole urlate; “Se me lo chiedi dolcemente”, invece, è la più dilatata e progressive. In seguito alla title-track, percorsa da un interessante ottovolante musicale, l’album si chiude ottimamente con la cruda e lineare “Sono il mio passeggero” e con i fiati stralunati di “Le mostre di pittura”.

“Dentro i battimenti delle rondini” è passione, sperimentazione, l’unione di quattro notevoli artisti che ci deliziano con storie a cavallo tra realismo e surrealismo, narrate dall’espressiva voce di Fiori in un perfetto incontro con le creazioni sonore di Gabrielli e Cavina e gli ipnotici ritmi di Belfi.

Il loro comunicato stampa li definisce “un insieme magico di pop stralunato, prog e postpunk”, ma quest’album è molto di più: uno dei migliori del 2012, quarantuno minuti di musica come non se ne sentiva da un po’, destinata a restare nelle orecchie dell’ascoltatore ancora a lungo.

Grande è l’amarezza dell’esser consapevoli di non poterli vedere live: Craxi, alzati e cammina!

(Giada Arena)

Craxi – Dentro i battimenti delle rondini

(Santeria – Tannen / Audioglobe)

  1. Rosario
  2. E tu non ci sei
  3. I diari dei kamikaze
  4. Drive Inn
  5. Le ali di Alì
  6. Si appressa la morte, non ci è dato sapere cosa c’è al di qua
  7. Santa Brigida
  8. Se me lo chiedi dolcemente
  9. Dentro i battimenti delle rondini
  10. Sono il mio passeggero
  11. Le mostre di pittura

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