Calibro 35 – Traditori di tutti

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Riuscire a mantenere alti livelli qualitativi album dopo album, rimanendo se stessi ed allo stesso tempo aggiungendo ogni volta nuove frecce al proprio arco, non è un’operazione facile. A meno che la tua band non si chiami Calibro 35.

Sarebbe stato legittimo infatti pensare che, dopo la colonna sonora del pulp movie “Said”, il gruppo milanese fosse arrivato a compimento del suo percorso artistico. Niente di più sbagliato: con “Traditori di tutti” Enrico Gabrielli e soci ritornano a brevissima distanza temporale dall’ultima uscita e hanno il merito di aver composto un album che non solo non ha nemmeno lontanamente la deprecabile intenzione di battere il ferro finché è caldo, ma ha successo nell’intento di spingere più in là il discorso musicale intrapreso nel lontano 2009 con l’esordio omonimo. Lo stile musicale, in fondo, è immutato e il marchio di fabbrica Calibro 35 è ormai riconoscibile con facilità: beat, funk, psichedelia, ritmi serrati, momenti ad alta tensione, pochissimi inserti vocalici catchy (“The Butcher’s Bride” e “Miss Livia Ussaro” sono ad appannaggio dell’ospite Serena Altavilla). A cambiare è la fonte di ispirazione. Per la prima volta, più che al mondo cinematografico “poliziottesco” a loro caro, la band si tuffa nella messa in musica dell’opera letteraria “Traditori di tutti” del grande scrittore milanese Giorgio Scerbanenco, maestro del noir all’italiana.

Il risultato è, ancora una volta, sorprendente. Dall’intreccio deflagrante di chitarra e sax in “Stainless Steel” alla psichedelia dopata di “Mescaline 6” (nomen omen), dall’inquietudine di “One Hundred Guests” (con il basso di Luca Cavina in evidenza) al farfisa di “The Butcher’s Bride”, tanti i brani destinati a diventare nuove hit da concerto. Vengono inseriti anche nuovi strumenti: il mellotron, l’organo Philicorda. La qualità tecnica dei musicisti è, ancora una volta, impossibile da mettere in discussione ed è sempre a umile disposizione della resa finale dei pezzi. Mai un assolo diventa il pretesto per un facile esibizionismo a cui sarebbe ingenuo concedersi, tutto serve ad arricchire di sfumature ogni passaggio dell’album. L’impressione, in più punti, è che a questo giro i Calibro abbiano voluto maggiormente calcar la mano sul lato più tenebroso della propria musica. Più Dario Argento e meno Steno, più Goblin e meno Micalizzi, più thriller e meno azione.

È ancora una volta un nuovo sviluppo della musica dei Calibro, l’evoluzione di un percorso coerente ed irresistibile che riesce a porre l’accento, disco dopo disco, su diverse sfaccettature della stessa materia, con talento puro e sopraffino ingegno. Gabrielli, Rondanini, Cavina, Martellotta, Colliva: il dream team italiano ha vinto ancora una volta. Senza tradire nessuno, ma soprattutto senza tradire se stessi.

(Livio Ghilardi)

CALIBRO 35 – Traditori di tutti
(Record Kicks, 2013)

1. Prologue
2. Giulia Mon Amour
3. Stainless Steel
4. One Hundred Guests
5. Mescaline 6
6. The Butcher’s Bride
7. Vendetta
8. You Filthy Bastards!
9. Traitors
10. Two Pills In A Pocket
11. Miss Livia Ussaro
12. Annoying Repetitions

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