Boxerin Club – Aloha Krakatoa

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Ogni mattina faccio colazione utilizzando una tazza dei Nirvana, chiaro segnale della mia scarsa tolleranza nei confronti di band che propongono allegria artefatta e zucchero filato.

Questo non è il caso dei Boxerin Club.

Il buonumore trasmesso dai cinque capitolini è onesto, contagioso, e deriva dal loro gradevole mix di entusiasmo esotico ed oggettivo talento musicale: “Aloha Krakatoa”, primo full-lenght prodotto da Marco Fasolo dei Jennifer Gentle, ne è una lampante dimostrazione.
In più di un’occasione hanno definito il loro lavoro “world pop”, definizione decisamente appropriata per la cascata di percussioni, cori, fiati e riff assassini che caratterizza il disco; i ragazzi sono cresciuti a pane e ritornelli, è palese l’influenza di band come Vampire Weekend e, andando a ritroso, Beach Boys e Talking Heads, ma la loro orecchiabilità non è mai stucchevole. I Boxerin Club riescono anche nel difficile intento di evitare tropicalismi di cartapesta da villaggio turistico ed omaggiare con maturità artistica ritmi e suggestioni di terre lontane.

“Aloha Krakatoa” si apre con “Bah Bah”, uno dei pezzi più catchy e curati dell’album, seguito dal primo efficace singolo “Caribbean Town”. Per comprendere l’evoluzione della band, consigliato è l’ascolto di “It Takes Two To Tango”, “Hedgehogs” (adorabile cavallo di battaglia) e “Golden Nose”: contenute anche nel più acerbo EP di esordio “Tick Tock (Here It Comes)”, datato 2012, qui assumono una nuova consapevolezza, ricchezza nelle sonorità, ed il paragone con le versioni precedenti sorprende. Ulteriore potenziale singolo è “(Boys Are Too) Lazy”, ma la vera anima dei Boxerin Club è nelle fresche e carnevalesche “Clouds’ll Roll Away” e “Black Cat Serenade”, quest’ultima impreziosita da una ricca coda caraibica a chiudere il disco.

Unica pecca: la durata, undici tracce potrebbero essere troppe per un album che presenta un’estrema omogeneità stilistica, ma non si può non sostenere che questo sia un ottimo esordio e che la band prometta estremamente bene, anche fuori dai confini nazionali.

Insomma, ogni mattina faccio colazione utilizzando una tazza dei Nirvana, ma quando ascolto i Boxerin Club mi viene voglia di ballare indossando un gonnellino di paglia del cazzo.

(Giada Arena)

Boxerin Club – Aloha Krakatoa
(Bomba Dischi, 2014)

1. Bah Bah
2. Caribbean Town
3. It Takes Two To Tango
4. Clown
5. (Boys Are Too) Lazy
6. Northern Flow
7. Hedgehogs
8. Clouds’ll Roll Away
9. Try Hocket
10. Golden Nose
11. Black Cat Serenade

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