Backdoor Honey – Backdoor Honey

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Il santo Dio del Rock si manifesta con godimento ogni volta che qualche strumento e gruppo di ragazzi con buone idee riescono a riportarlo in vita. L’Italia, per quanto alcuni critici dicano che non è il posto più adatto per fare rock, è sempre stata una grande patria di rockettari: certo, pochi sono stati i gruppi di successo nel genere, e quasi nessuno è riuscito ad arrivare ad avere una notevole visibilità internazionale (se non, in parte, i Lacuna Coil). I Backdoor Honey seguono la scia del grande rock anni ‘70 e ‘80, sono italianissimi (precisamente romagnoli) ed il loro ultimo EP omonimo è composto da sei tracce che variano dall’hard rock al grunge. I pezzi non sono male, l’amalgama tra strumenti e voce è ottima, il cantante Leonardo Bonfanti nelle sue linee vocali riesce ad evocare voci metal e hard rock da olimpo della musica -anche se tenendo le dovute distanze.

C’è talento e potenzialità nei Backdoor Honey: l’EP si apre con “Wild”, un pezzo in stile hard rock anni ‘80, con un bell’arpeggio iniziale ed una linea vocale un po’ alla Ozzy Osbourne, un po’ alla Bruce Dickinson. Il cantante della band ha buone doti, un timbro interessante, trova linee di gusto ma a volte manca un po’ d’incisività, potrebbe essere più aggressivo. Il pezzo “Flame” ha dei buoni accordi nell’intro e sa di hard rock statunitense: in questo pezzo Bonfanti sembra essere più espressivo rispetto ad altre canzoni. Nel complesso possiamo parlare di “Flame” come di un potenziale singolo.
“Grungy Woman” ricorda i Deep Purple, mentre “Political Man” svaria più sull’Heavy Metal, e qui l’espressivita del cantante Bonfanti tocca il picco più alto di tutto l’EP; in “Shout King” le doppie voci creano un buon effetto, anche se nei chorus ci si aspetterebbe di più. “Backdoor Honey” si chiude con “Dark Serpent”, potente e con buona ritmica, semplice ma che accompagna bene la chitarra ed il cantato.

I Backdoor Honey dimostrano potenziale, buone idee e sicuramente, quando suonano, riportano in vita il Dio del Rock. Una pecca di questo EP è la qualità delle registrazioni, che in alcuni passaggi sembrano troppo amatoriali e di non grande livello, ma tutto ciò è giustificato dal fatto che si tratti di un autoproduzione. La band romagnola ha comunque dalla sua qualità ed idee per fare un buon rock ed animare nottate con suoni distorti e potenti.

(Davide Mirabello)

Backdoory Honey- Backdoory Honey
(Autoproduzione, 2013)

1.Wild
2.Political man
3.Flame
4.Shout king
5.Grungy woman
6.Dark serpent

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