Weekly Music Express (ovvero come pescare dalla rete musica non convenzionale) – #9 Speciale classifica dei migliori album del 2012

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È dicembre e l’anno sta finendo , è doveroso, quindi, fare una selezione delle migliori uscite che hanno caratterizzato questo vivace 2012 musicale. Molte del band che cito sono già note al grande pubblico, questo vuol dire che il successo, a volte, può coincidere con la qualità artistica senza scendere a compromessi. Non perdiamoci in ulteriori chiacchiere e vediamo quali sono, secondo WME, i migliori dischi di quest’anno.

 

10) Thee Oh Sees – Putrifiers II

Questa iper-produttiva band californiana ha sfornato una delle sue migliori opere, un misto fra il rock stile anni ’60 e la psichedelia pura. Grande tecnica e idee innovative fanno di quest’opera un viaggio paradossale e tortuoso che sintetizza tutta la grandezza di questi ragazzi.

 Canzone emblematica: “Flood’s New Light”

9) Flying Lotus – Until the Quiet Comes

Un disco da ascoltare da soli, al buio, in orari improbabili, sotto le coperte. Pieno di fantastiche collaborazioni, è l’opera magna per capire l’elettronica contemporanea. Le canzoni si modellano sul tuo stato d’animo, ti atterranno o ti esaltano a seconda del tuo umore e non ti lasciano mai solo, è musica che si incolla allo spirito.

 Canzone emblematica: “All the Secrets”

8) Grimes – Vision

La giovanissima musicista canadese si diverte e sperimenta in uno dei dischi più interessanti dell’anno: voci squillanti e atmosfere da anni ’80 malati sono gli ingredienti principali del suo lavoro, Lady Gaga ha solo da imparare.

Canzome emblematica: “Oblivion”

7) Tame Impala – Lonerism

Non si esce vivi dagli anni ’70. Avrò pensato così questa giovane band australiana giunta al secondo album dopo l’esordio di due anni fa. Chitarre frullate da wah-wah e overdrive sono la loro passione,  riesumano echi psichedelici e rock puro e ci fanno rivivere un epoca che molti ancora rimpiangono.

Canzone emblematica: “Elephant”

 

6) Chromatics – Kill For Love

Hanno avuto l’onore di rientrare nella colonna sonora dello splendido film Drive, hanno avuto il coraggio di fare una meravigliosa cover di Neil Young, il disco è un opera immensa che spazia fra il sintetico e l’analogico e la voce di Ruth Radelet è cruda e secca in antitesi al calore dei suoni.

Canzone emblematica: “Back From the Grave”

5) Swans – The Seer

Un’opera monumentale, due cd per più di due ore di musica, tutta la ricerca sperimentale che adoro, dalle basi noise fatte di lamiere e stridii, alla calma più angosciante possibile. Una band in pace con se stessa che mostra tutto il suo potenziale e la sua creatività al massimo

Canzone emblematica: “The Seer”

4) Django Django

Li vidi live più di un anno fa e mi colpirono subito, quattro paffuti geek musicali che più che suonare giocano, stravolgendo ogni possibile definizione o etichetta. Suoni 8-bit e voci distorte su basi da dancefloor assicurano divertimento e immersione totale. In assoluto il miglior esordio dell’anno.

Canzone Emblematica: “Default”

3) Wild Nothing – Nocturne

Jack Tatum è un poeta moderno, lo immagino poco più che adolescente prendere appunti e dipingere versi su una vecchia moleskine. La sua creatura musicale bissa il successo di “Gemini” e ne affina le qualità. Queste perle di dream pop con arrangiamenti meravigliosi e testi strappa lacrime farebbero commuovere chiunque.

Canzone emblematica: “Nocturne”

2) Beach House – Bloom

Se Jack Tatum ha imparato qualcosa, sicuramente lo deve a loro. Il gruppo americano, ormai al quarto album, ci confezione la sua opera più completa. Atmosfere sospese e una voce che somiglia tanto a Nico sono gli ingredienti di un lavoro che è molto ricercato senza sembrarlo. Pare che i suoni escano con una naturalezza disarmante, guidati solo da una passione smodata.

Canzone emblematica: “Wild”

1) Dirty Projectors – Swing Lo Magellan

La destrutturazione della musica pop in tutte le sue forme, la ricerca della dissonanza come metafora, l’utilizzo di strumentazioni non convenzionali e nessun limite sullo stravolgimenti dei tempi e delle armonie. WME premia questa band per il continuo sforzo nel rinnovarsi, nel reinventarsi senza perdere la proprie identità. Qui dentro c’è Bjork mischiata con la musica folk americana, c’è il manierismo acustico e la profondità dei testi, c’è il futuro reinventato con gli strumenti tradizionali e un’infinita cultura sonora. Lavoro imprescindibile per capire in che direzione può svilupparsi la musica pop.

Canzone emblematica: “Just From Chevron”

(Edoardo Bruno)

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