Weekly Music Express (ovvero come pescare dalla rete musica non convenzionale) – #4

Rettifico quanto detto nella precedente rubrica: il freddo ci ha illuso ed il sole è ritornato come un amante prepotente nelle nostre giornate di fine ottobre. Rimedi contro l’ultimo caldo? Naturalmente chili di Angurie! I Peace devono aver pensato proprio a questo. Band  Inglese che ha pubblicato l’EP “Delicious” la cui copertina raffigura il gigantesco frutto con l’incisione del simbolo della pace. Mischiano ritmi tropicali e chitarre arpeggiate alla Foals per una sensazione di freschezza assicurata, meno ballabili dei Two Door Cinema Club ma molto più personali nella ricerca delle sonorità: “Bloodshake” miglior pezzo dell’EP.

Sullo stesso frangente di genere troviamo gli A Lull, quintetto di Chicago che ha già all’attivo un LP e che ha fatto uscire un ulteriore EP quest’estate dal titolo “Meat Mountain”. Percussioni tribali e synth fumosi accompagnano chitarre acide e la voce malinconica del frontman, ma quando mettono l’acceleratore non si può resistere ai loro ritmi: “Summer Dress” ne è un esempio perfetto.

 

Se da noi a breve inizierà l’inverno, nell’altro emisfero attendono l’estate. Dall’Australia arrivano gli YesYou, duo formato da Jono Kirkham e Gav Parry che ha appena fatto uscire il loro EP d’esordio dal titolo omonimo. Riprendono l’electro-pop più scanzonato e ruffiano del pianeta, come se i Cut Copy si ubriacassero di Alcool-pop stile quindicenni in discoteca. Ci fanno divertire senza impegno, in maniera frivola, esattamente come spiega il loro singolo “Frivolous Life”.

Passando a suoni molto più ricercati è notevole il lavoro del duo TNGHT nel loro EP d’esordio. Quattro canzoni assolutamente non per tutti, mischiano vetri rotti, cascate di cristalli, urla scomposte e ritmi sincopati su synth sintetici, se volete l’elettronica per ballare andate su altri porti, qui c’è solo da sedersi e riflettere sulla purezza del suono. Il singolo “Bugg’n” vi farà capire se siete pronti a questi suoni o meno.

Più calmi ed evocativi sono i Gathered Ghosts, creatura dell’argentino naturalizzato americano Javier Suarez. Creano un pop semplice ed efficace, che rimanda a gruppi come Wild Nothing e Thieves Likes Us, ma il punto di forza risiede nella poliedricità della composizione artista, si passa da bravi con chitarre alla Vampire Weekend a ballate col pianoforte con una naturalezza ed una sicurezza invidiabili; le tastiere del brano “Gasoline” fanno immaginare che suono avrebbe uno xylofono se le bacchette colpissero le lontane stelle nel cielo.

Più quadrati e vitali sono The Hoot Hoots, quartetto di Seattle che riprende il power pop più aggressivo e graffiante, nel 2011 sono usciti ben due LP: “Appetite For Distraction” e “Silly Lecture Series” ed è da poco disponibile sul loro sito un’anticipazione della loro prossima opera “Fell the Cosmos”: il brano “Home” che si apre con una scaletta stile 8-bit per poi esplodere nel loro classico stile energetico e vitale, consiglio l’acquisto dell’incisione a occhi chiusi.

Al prossimo venerdì.

(Edoardo Bruno)

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