Heavy Metal (Is The Law) – #9

Deep_Purple_Now_What

Il mese di maggio, almeno qui a Roma, si presenta caldo e sereno, salvo violenti temporali occasionali. Al momento, nel panorama musicale più estremo la situazione è la medesima: tante nuove uscite di buon livello e, quando meno te l’aspetti, dei veri e propri fulmini a ciel sereno che ne alzano ulteriormente il livello qualitativo. Di lampi, tuoni e saette ne parliamo qui, a Heavy Metal (Is The Law).

Ascoltare i Deep Purple significa avere a che fare con la storia della musica mondiale (non solo rock). I loro pezzi sono dei veri e propri monumenti sonori e approcciare un loro album nuovo richiede sempre la giusta riverenza, accompagnata ovviamente da oggettività. “Now What?!”, realizzato dalla stessa line-up ormai saldamente coesa dal 2002, è un disco vero. Non un album pieno di riempitivi, né qualcosa di farlocco fatto esclusivamente per sfruttare il brand. La qualità è altissima per tutti i 56 minuti di durata, la classe scroscia a fiotti da ogni brano. Su tutti, la magnificenza di Don Airey che, con il suo Hammond, è la vera marcia in più dell’album. Hard rock dritto dai Seventies, soluzioni prog à go-go e, soprattutto, un suono del presente, per il presente. Non si vive di solo nostalgia. Stupefacenti.

Brano consigliato: “Hell To Pay”

I tedeschi Atrocity sono il classico esempio di una promessa mai mantenuta fino in fondo. Esordi eccellenti e poi tantissimi lavori artisticamente altalenanti o del tutto mediocri, passando alla storia per due dischi di cover metal di classici pop anni ’80 (“Werk 80” e “Werk 80 II”) o per essere la backing-band di Liv Kristine (ex-Theatre of Tragedy, nonché moglie del frontman Alexander Krull). Ingiusto, considerando le felici intuizioni che è possibile ascoltare in più punti della discografia dei crucchi. “Okkult” rappresenta per certi versi una nuova nascita della band, nonché il primo capitolo di una annunciata trilogia. Dire che le prime note del disco sorprendano è poco. Un inizio sinfonico ci introduce a brani cattivi, con un blast-beat a perdifiato e riff che ricordano gli esordi death metal. Ci sono anche momenti più malinconici e un pezzo come “Satan’s Braut” che ricorda (volutamente?) i Rammstein. La sensazione generale, fortunatamente, è che gli Atrocity abbiano finalmente qualcosa da dirci. Ad alti livelli.

Brano consigliato: “Death by Metal”

Insieme a Toxic Holocaust e Municipal Waste, gli irlandesi Gama Bomb sono stati i protagonisti di un ritorno in auge delle sonorità thrash metal del passato, fatto con devozione verso i nomi storici e soprattutto con una ineguagliabile attitudine al cazzeggio, senza disdegnare incursioni felici nel punk/hardcore. A quattro anni di distanza dal precedente album, i cinque cazzari ritornano con “The Terror Tapes”. Niente di nuovo sul fronte occidentale, a livello stilistico, ma l’impatto adrenalinico è quello di sempre, con assoli velocissimi e un cantato di incisiva varietà. L’headbanging è garantito. A conferma del fatto che, quando si parla di thrash classico e ironia, i Gama Bomb non si tirano mai indietro.

Brano consigliato: “Terrorscope”

Rob Zombie è un personaggio che sa come far parlare di sé. Tornato da poco nelle sale cinematografiche con il suo “Lords of Salem” (a detta di molti un gran bel film), il regista e musicista americano fa capolino anche nei negozi di dischi con il nuovo “Venomous Rat Regeneration Vendor”. Nonostante i suoi lavori da solista non sempre siano stati imprescindibili, l’ultimo album di Rob è davvero magistrale. Riff hard rock di sicuro effetto (c’è John5 alla sei corde, mica pizza e fichi), elettronica di stampo industrial, il grand-guignolesco immaginario horror splatter americano a cui da sempre il nostro ci ha abituati, la commistione perfetta di attitudine blues e punk. Soprattutto, ci sono le canzoni: efficaci, indovinate, memorabili. Il disco top di un artista al top.

Brano consigliato: “White Trash Freaks”

Al prossimo appuntamento, metallari e non.

STAY HUNGRY. STAY METAL.

(Livio Ghilardi)

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