Heavy Metal (Is The Law) – #6

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Con gennaio e l’inizio del 2013 avevamo annunciato alcune delle uscite più importanti in ambito metal che avrebbero segnato i primi mesi del nuovo anno.

Adesso, con l’arrivo di febbraio, per Heavy Metal (Is The Law) è giunto il tempo di valutare i primi dischi pubblicati nei giorni di Capricorno e Acquario. In attesa dei prossimi astri da rimirare nell’orizzonte musicale più estremo.

Aspettavamo con ansia la nuova fatica dei Cult Of Luna, consci del fatto che la band di Johannes Persson difficilmente ha sbagliato nella propria prolifica carriera. “Vertikal” è la conferma di quanto imprescindibile sia confrontarsi ogni volta con la musica del gruppo svedese. Un album maturo, per certi versi innovativo ma sempre dal trademark riconoscibile. Post-metal, post-hardcore, post-tutto, i Cult Of Luna riescono ancora una volta a superare se stessi, dipingendo in poco più di un’ora panorami desolati ed emozionali della società post-industriale di oggi. Moderni quanto mai, dal fascino sempiterno.

Brano consigliato: “I, The Weapon”

In campo power l’uscita sulla quale si è concentrata maggiormente la nostra curiosità è certamente “Straight Out Of Hell” dei tedeschi Helloween. Diciamocelo francamente, sebbene alla band di Amburgo bisogna certamente ascrivere il merito di aver inventato il power metal, erano anni che le loro pubblicazioni si attestavano sempre sulla sufficienza, con pochi ma decisivi picchi verso l’alto e molti momenti decisamente di qualità più discreta. Fortunamente e sorprendentemente “Straight Out Of Hell” si rivela un album di grandissimo spessore, sicuramente il punto più alto che la band ha raggiunto nell’ultimo quindicennio. Ce ne fossero più spesso di sorprese così piacevoli.

Brano consigliato: “Nabataea”

Jamey Jasta è ormai sempre più un protagonista di primo piano della scena metal, a buona ragione. E non solo per i suoi innumerevoli progetti, ma anche e soprattutto per le capacità con cui porta avanti, con passione e perseveranza, gli Hatebreed, uno dei tentativi meglio riusciti di far incontrare metal e hardcore in un’unica, dinamitarda proposta. “The Divinity Of Purpose” è, proprio come dice lui, “all pit no shit”. Un album sanguigno, sudato, energico, che non sposta di una virgola le coordinate stilistiche della band ma conferma che nel genere i migliori sono loro. E chiacchiere non ce ne vogliono.

Brano consigliato: “Honor Never Dies”

Il black metal ha vissuto negli ultimi anni evoluzioni convulse. I tempi di Euronymous ormai sono davvero lontani e per chi tratta la materia più nera del metal non è mai facile riuscire a convincere pienamente, soprattutto se si vuol restare fedeli ai paradigmi del genere e non discostarsene nemmeno di una virgola. In questa avvincente sfida, i Koldbrann possono essere considerati dei vincitori. Il genere è il black metal più ortodosso, che se ne frega di trigger, produzioni bombastiche e avanguardie e va a riscoprire la lezione dei primi Darkthrone, dei Gorgoroth e degli altri grandi della Norvegia nera anni ’90. Senza scrivere pagine epocali, ma stagliandosi con bravura sui diretti competitors, gli scandinavi con “Vertigo” hanno realizzato un più che buon album, onesto e classico senza rischi di plagio. Di questi tempi vuol dire tanto.

Brano consigliato: “Totalt Sjelelig Bankerott”

Cos’altro ci aspetta?

Lo scoprirete nelle prossime settimane, con Heavy Metal (Is The Law).

STAY HUNGRY. STAY METAL.

(Livio Ghilardi)

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