Heavy Metal (Is The Law) – #4

Ultima puntata del 2012 e ultimo appuntamento prima dell’eventuale fine del mondo per Heavy Metal (Is The Law), la rubrica di Radio Bombay interamente dedicata al panorama più estremo del rock, ovverossia al Sacro Metallo. Dicembre è sempre tempo di bilanci sulle uscite migliori dell’anno, pertanto qui di seguito troverete una lista dei dieci dischi imprescindibili pubblicati nel corso del 2012 in ambito metal. Abbiamo volutamente evitato di stilare una classifica vera e propria, preferendo invece offrire una panoramica generale e tralasciando eventuali voti, per concentrarci sulla sostanza di quanto di imperdibile è stato offerto dal mondo metal nei dodici mesi appena trascorsi.

–          CONVERGE “All We Love We Leave Behind”: un concentrato perfetto di rabbia hardcore aperto a influenze prog, death e post-tutto. Il suono del futuro passa da qui.

–          TESTAMENT “The Dark Roots Of Earth”: il ritorno in pompa magna di Chuck Billy & Co. per la conquista definitiva del trono di Re del thrash.

–          ALCEST “Les Voyages De L’Âme”: il connubio perfetto tra black metal e shoegaze, un viaggio etereo e meraviglioso verso gli abissi più profondi del proprio io. En français, ça va sans dire.

–          PARADISE LOST “Tragic Idol”: il cammino compositivo degli inglesi continua, tra riscoperta delle proprie radici e nuovi orizzonti ancora da scrivere. Standard qualitativo elevatissimo.

–          MARDUK “Serpent Sermon”: blasfemia portami via. Il black metal è ancora affare di Mortuus e soci. Iconoclastia senza freni, garantisce l’“usato sicuro” svedese.

–          DYING FETUS “Reign Supreme”: una proposta riconoscibilissima ma sempre sopraffina. Death metal iperbrutale, per scapocciare in modo ignorante come se non ci fosse un domani.

–          KATATONIA “Dead End Kings”: emotività allo stato puro, senza dimenticare impatto e atmosfera. Questi sono i Katatonia del 2012, la colonna sonora ideale per l’uomo urbano del Terzo Millennio.

–          ENSLAVED “RIITIIR”: black metal norvegese sempre più progressive e tortuosamente affascinante. Vichinghi  invaghiti degli anni ’70, eternamente originali e sorprendenti.

–          WITCHCRAFT “Legend”: un ritorno atteso, hard rock settantiano meno retrò rispetto ai dischi precedenti. Con un piede nel passato e l’altro nel futuro.

–          RUSH “Clockwork Angels”: la storia del progressive rock alle prese con un concept album di pregiata fattura. Quarant’anni di carriera e non sentirli.

All’anno prossimo, buone feste metalliche a tutti voi.

STAY HUNGRY. STAY METAL.

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