Heavy Metal (Is The Law) – #3

Il freddo pian piano sta riconquistando lo Stivale. Quale nome più metal di Attila per la perturbazione che sta imperversando in questi giorni? A voi scegliere se il riferimento sia al re degli Unni o ad Attila Csihar dei Mayhem.

Il ritorno dei Neurosis è stato atteso a lungo e con curiosità da fans e addetti ai lavori. D’altronde stiamo parlando di una di quelle band che, in oltre due decenni di carriera, hanno contribuito a spingere più in là la soglia dell’avanguardia nei suoni metal. Post-metal, post-rock, post-hardcore non possono prescindere dalla loro storica lezione. “Honor Found In Decay” è un discone: impressionante nella sua creatività, raffinato nei suoi arrangiamenti, curato nella produzione, capace di aggiornare le sonorità della band pescando anche da elementi più classici e tradizionali (blues, doom, folk rock). Se pensiamo che il disco è stato registrato in soli 10 giorni, non possiamo non incensare le capacità di un gruppo fondamentale.

Brano consigliato: “At The Well”.

 

Passiamo in Gran Bretagna, dove i Crowned In Earth hanno appena pubblicato il loro secondo disco, “A Vortex Of Earthly Chimes”. Un ulteriore, piccolo gioiello in una carriera che, seppur brevissima, li ha visti capaci di esprimersi ad alti livelli nel mondo del doom metal. Non solo la band si candida in quella lista di artisti che vuole riempire lo scranno lasciato vuoto dai Cathedral, ma riescono anche ad arricchire quelle sonorità care a Lee Dorrian con un gusto neo-prog vagamente psichedelico e con una ripresa originale di un certo dark settantiano. Paradossalmente, in questo album sono i brani più lunghi quelli riusciti meglio. Devono migliorare sulle parti più sintetiche, ma il risultato è egregio.

Brano consigliato: “Ride The Storm”.

La telenovela black metal è giunta a compimento. I Gorgoroth di Infernus sono ormai sulla loro strada, mentre King Ov Hell e Gaahl hanno dato vita ai God Seed, realizzando un’ottimo disco come “I Begin. Un nuovo inizio, una nuova avventura che parte dai meandri più battuti del black metal, con riffing affilato e caos primordiale, per raggiungere un tocco più avantgarde, quasi progressive. La lezione degli Enslaved è stata recepita pienamente, ma tra demoni e divinità pagane gli ex-Gorgoroth continuano a scegliere, inesorabilmente, i primi.

Brano consigliato: “Alt Liv”.

L’Italia è sempre stata attenta ai suoni del black metal. Un buon numero di ascoltatori, ma soprattutto tante bands che, chi in maniera più originale, chi scimmiottando i classici stilemi del genere, ha portato avanti le sonorità più oscure e sataniche della scena estrema. Lord Agheros, con il suo terzo disco “Demiurgo”, realizza un’opera in cui il black metal si fonde a perfezione con l’ambient, senza risultare mai barocco o pacchiano. Un’ora mai noiosa di contemplazione cosmica e sovrannaturale, con una ricca cura dei suoni di pianoforte e invero poche parti cantate. Ammaliante e convincente.

Brano consigliato: “Thanatos”.

Restiamo in Italia, ma passiamo alla materia progressive e power. È appena uscito il nuovo album dei Secret Sphere, storica band che ormai non è una più una sorpresa nel panorama musicale italiano ed europeo. La grande novità è l’innesto alla voce di Michele Luppi, noto soprattutto per la sua esperienza di successo con i Vision Divine di Olaf Thorsen. La sua prova camaleontica è certamente l’elemento che più arricchisce un disco come “Portrait Of A Dying Heart”, in cui la materia progressive è trattata con sapienza e varietà, senza mai tralasciare le radici power della band, le quali sono ben presenti e si avvertono (basti pensare al drumming). Possiamo davvero andarne fieri.

Brano consigliato: “X”.

In tema di raccolte, i brasiliani Angra hanno pubblicato un’ottima summa di quanto realizzato in questi vent’anni di carriera con “Best Reached Horizons. Venti tracce equamente divise tra quelle cantate da André Matos e quelle interpretate da Edu Falaschi, tutti brani che hanno fatto grande il power metal e contribuito a scriverne le pagine più importanti. In attesa di scoprire quali saranno gli sviluppi futuri della band, un ottimo ripasso.

Brano consigliato: “Kashmir” (Led Zeppelin cover).

In chiusura, un live da ripescare: “One Night In Bangkok” dei Sodom. Nella scorsa puntata avevamo parlato di thrash metal tedesco. Quale modo migliore, quindi, per riscoprire i trascorsi di questo trio se non con un doppio live distruttivo ed esaustivo, in cui c’è spazio anche per una cover di “Ace Of Spades” dei Motörhead. D’altronde, i tre crucchi son sempre stati un po’ i Motörhead del thrash metal europeo. Miglior complimento certamente non avremmo potuto farlo.

Ci vediamo tra due settimane!

STAY HUNGRY. STAY METAL

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