Eight Days a Week – 02×01

Musica, ricchi premi e cotillon

Questa rubrica torna dopo una lunga vacanza, con l’intenzione di continuare a raccogliere per voi le notizie più interessanti del mondo della musica indipendente. Mi piacerebbe iniziare con un riepilogo di quello che è successo dalla chiusura, ma a dire il vero negli ultimi mesi gli eventi significativi sono stati veramente pochi: Lo Stato Sociale sono diventati definitivamente i nuovi Cani (a proposito, hanno pubblicato un nuovo video http://bit.ly/R4vcug), gli hipsters sono sempre alla ricerca della next big thing e la musica live è, purtroppo, sempre più in crisi.

Guardando invece all’attualità, lunedì 15 sono stati resi noti i nomi dei vincitori sia del premio Tenco sia del Premio Italiano Musica Indipendente a cura del Mei, che, nei loro risultati in gran parte concordanti, forniscono un interessante spaccato del mercato discografico nell’anno 2012.

Il disco più apprezzato è stato, nonostante qualche borbottio di una parte dei fan, Padania degli Afterhours, che portano a casa sia il PIMI come miglior gruppo, sia il la Targa Tenco per l’album dell’anno, a pari merito conCome il suono dei passi sulla neve di Zibba & Almalibre.

Risultato sorprendente quello di Zibba & Almalibre, che, nonostante un album sicuramente interessante, impreziosito da partecipazioni illustri (tra cuiEugenio Finardi Roy Paci), partivano sicuramente da una minore notorietà rispetto agli altri artisti in gara.

Nella categoria riservata agli esordienti è unanime il consenso per Colapesce, il progetto solistico di Lorenzo Urciullo, che dopo un tour di grande successo, porta a casa sia il Tenco per la migliore “opera prima” sia il PIMI per il Miglior Esordio.

Le altre due Taghe Tenco sono andate adEnzo Avitabile per Black tarantellacome miglior album in dialetto e a Francesco Baccini nella sezione interpreti di canzoni non proprie grazie al suoBaccini canta Tenco (Le classifiche dettagliate con tutti i partecipanti di tutte le sezioni si possono trovare qui http://bit.ly/T4rTGa )

Dando un’occhiata ai rimanenti PIMI, a Edda ed al Teatro degli Orrori, entrambi in gara anche per la targa Tenco per l’album del anno, vanno rispettivamente la Targa Mei come miglior solista per Odio i vivi e come miglior tour, mentre Luca Sapio, con il suo Who Knows, porta a casa il premio come miglior album, riconoscimento più che meritato per un disco che ha forse ricevuto dal pubblico meno attenzione di quella che meritava.

Completano il quadro il premio per la miglior autoproduzione ai Diaframma per Niente di seriocome miglior etichetta allaMarteLabelcome miglior produttore aTommaso Colliva ed il premio speciale assegnato agli Area, come gruppo indipendente più rappresentativo di tutti i tempi (assegnato in base ad un referendum indetto dal Mei tra 50 giornalisti italiani del settore musicale, che qualche mese fa suscitò una marea di polemiche) e alla Minus Habens per i suoi 25 anni di attività.

Resta poco spazio commentare le nuove uscite: sicuramente il disco più atteso Apriti sesamola nuova opera di Franco Battiato, in uscita il 23 ottobre, già anticipato da un singolo, Passacaglia (che potete ascoltare qui (http://bit.ly/PXYEQ1 ), che ha fatto molto discutere, più che per i suoi meriti, per il lancio pubblicitario (di dubbio gusto) affidato alla voce ed all’autoradio di Elisabetta Sgarbi(che potete trovare qui: http://bit.ly/RFx0dQ).

Qualche giorno fa è stato pubblicato il nuovo singolo dei Linea77, Il Veleno (http://bit.ly/Qs1vly ), il primo dopo l’uscita dal gruppo del cantante storico Emiliano Audisio.

Tra i dischi dell’ultima settimana merita una menzione Dio C’è dei Numero 6, titolo dichiaratamente ispirato alla scritta con cui negli anni Ottanta i pusher di zona segnalavano la loro presenza dai cavalcavia delle autostrade, che tornano con un album veramente piacevole.

Di musica e ricchi premi si è detto abbastanza, per chiudere il promesso cotillon: un brano inedito dei Luminal che accompagna una performance di pittura dal vivo di Marco Filippetti (http://bit.ly/QYEru3), veramente suggestivo.

(Giuseppe Labate)

Lascia una risposta