Live Report: We, The Modern Age! + The Bergamot @Le Mura, Roma

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C’è chi giura che il lunedì sera non esista: serrande abbassate, pigiami sfoderati alle 21, sonnolenza e vuoto esistenziale. Ma il lunedì sera esiste eccome, ed esiste persino la possibilità di entrare in contatto con autentiche chicche, in occasione della loro prima volta nella Capitale. Lunedì 20 maggio l’intima cornice de Le Mura, a Roma, ha visto avvicendarsi il duo The Bergamot, directly from Chicago, ed i We, The Modern Age!, band varesotta reduce dalla pubblicazione dell’album d’esordio “Mirrors”.

Jillian e Nathan, The Bergamot, sono i primi a salire sul palco: due splendide voci, una chitarra ed una presenza scenica decisamente interessante. Ben ancorati alla tradizione cantautoriale a stelle e strisce, aggiungono delle venature pop, soul e folk e compensano il minimalismo della strumentazione con un’esecuzione travolgente, comprendente pezzi contenuti nel loro ultimo album, “Static Flowers”, due inediti e due ottime cover: “Neon” di John Mayer e “Don’t think twice, it’s all right” di Bob Dylan.

Dopo di loro, è il momento dei We, The Modern Age!: i quattro esordiscono con una potente versione di uno dei loro pezzi migliori, “Golden Years”, per poi procedere con brani estratti da “Mirrors” e dal loro omonimo EP, proponendo, inoltre, l’inedito “Lucille”. L’esecuzione è priva di pecche e caratterizzata da un’impostazione che rende onore alle nobili influenze della band (che vanno dagli Oasis ad una qualsivoglia band prodotta dalla Sub Pop), senza dimenticare l’importanza dell’ironia. Il live viene impreziosito dalla cover di “All Apologies” dei Nirvana, causa di infiniti sospiri da parte di chi, come me, ha trascorso l’adolescenza con un Kurt Cobain attaccato con lo scotch sulla parete.

In seguito ad una chiacchierata con le band su argomenti nobili come le birre low cost, il campionato di calcio ed Antonello Venditti, posso tornare a casa. Il lunedì sera è per pochi impavidi, ma può rivelarsi davvero piacevole.

(Giada Arena)

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