Live Report: Nobraino live @Urban di Perugia

nobrainolivereportFoto di Armando Allegretti

A cura di Emanuela Mercuri

Lo scorso sabato l’Urban Club, all’interno dell’appuntamento settimanale dedicato alla musica alternativa del panorama nazionale, ha ospitato sul proprio palco i Nobraino. La band folk-rock ha pubblicato il suo ultimo album, L’ultimo dei Nobraino, lo scorso Febbraio approdando all’etichetta discografica Warner e lasciando pienamente soddisfatto il proprio pubblico. Riprende dunque la propria intensa vita concertistica uno dei gruppi più amati dal popolo italiano.

Popolarità. Senza alcun dubbio questo è il primo termine che sovviene alla mia mente pensando al concerto dello scorso weekend. La lunghissima fila all’entrata del noto club perugino mi ha lasciato basita: “Neanche al concerto dei Radiohead c’era tutta questa calca di gente!, ha esclamato la mia amica sbalordita e un po’ ironica. Fortunatamente, l’attesa dell’inizio del concerto non è stata altrettanto lunga: I Nobraino salgono sul palco all’una meno un quarto per poi concludere platealmente dopo più di due ore. Tra le urla del pubblico, il gruppo inizia con i primi accordi di Narcisisti Misti per poi dirottare su Persone Colte. Comincia così lo show, e mai ci fu termine più appropriato, della band: Non vi è stata una sola canzone che il pubblico non abbia intonato assieme al cantante mentre sotto il palco, delimitato appositamente da una transenna, i ragazzi pogavano e ballavano senza sosta. A tal proposito, l’atmosfera che si respirava mi ha ricordato molto l’allegria diffusa delle feste di paese e, d’altronde, è proprio di folklore che stiamo parlando. Eccitazione generale sulle note di Endorfine, Il Muro di Berlino, Bigamionista e Esca Viva. Un pubblico che rispecchia pienamente l’entusiasmo della stessa band: Due coraggiosissimi ragazzi si sono prestati a una breve sessione di tatuaggi sul palco che ha impresso per sempre sui loro corpi la data di quel giorno mentre un’altra ha deciso di farsi rasare completamente i capelli da Lorenzo Kruger sulle note di I Signori della Corte. E proprio la personalità eccentrica del cantante è stata il fulcro dell’esibizione che, tra pause pubbliche al bancone del locale, scalate sulle strutture circostanti, dondolamenti alla fune posta sul palco e crowd surfing, ha generato la completa approvazione del giovanissimo pubblico. A conclusione dell’esibizione ci si è “lasciati cullare” dalle note del pezzo Luce per poi tornare a saltellare sulle cover di Clandestino di Manu Chao e L’Italiano di Cotugno.

Il filo di connessione tra l’esibizione, i testi, la musica e il pubblico è racchiudibile in una sola parola: Italianità. La musica, contrassegnata da uno stile prettamente folk, ha rispecchiato perfettamente lo spirito tutto italiano della serata conclusasi in maniera soddisfacente per gli amanti del genere.

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