Live Report: Criminal Jokers+Mamavegas+Testaintasca @Arriveranno Presto

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Criminal Jokers, Mamavegas, Testaintasca: questi i nomi schierati dalla 42 Records per il secondo appuntamento con la sua rassegna  Arriveranno Presto, appuntamento che nasce sotto inquietanti minacce metereologiche, in un umido venerdì del luglio capitolino.

Purtroppo giungo al Parco del Torrione Prenestino quando il live dei frizzanti Testaintasca è già finito, dunque maledico me stessa ed il tempo che scorre e mi preparo ad ascoltare i Mamavegas. Reduci dalla pubblicazione del loro primo album, l’intenso “Hymn for the bad things”, i sei riescono, anche su palcoscenico, a trasmettere quell’idea di sentita coralità che traspare dalle loro registrazioni. Le atmosfere rarefatte della loro musica vengono però penalizzate da suoni non ottimali (più tardi scoprirò il perché) e da un approccio inizialmente non molto trascinante. Fortunatamente, la performance si rivelerà un crescendo di emozioni , concludendosi degnamente tra gli applausi del pubblico.

In seguito, è il turno degli attesissimi Criminal Jokers, oggi particolarmente incazzati: nel pomeriggio non si è potuto effettuare il soundcheck ed il vicinato molesto ha imposto delle rigide regole che rendono ben poco onore alla ricca ed entusiasta scena musicale romana. Ogni pezzo avrà una buona percentuale di rabbia extra e le continue comunicazioni al fonico attenteranno al fluire del tutto, ma la band riuscirà comunque ad assicurare un’ottima esibizione: Francesco Motta, voce e batteria, domina la scena curvo e nudo sulle sue percussioni, con un’enfasi quasi sciamanica, accompagnato da impeccabili compagni di band che rendono onore all’ormai tipico sound delle loro creazioni (spicca la viola di Luciano Turella, autentico valore aggiunto). La scaletta comprende alcuni dei brani migliori del loro ultimo disco, “Bestie”, e due pezzi in inglese, simbolo di un passato che sembra incredibilmente remoto. Credo che ci sia un’unica certezza universalmente condivisa sui Criminal Jokers: il passaggio alla lingua italiana, benedetto da un innegabile talento nella scrittura dei testi, è stato ciò che di meglio potesse accadere loro.

I quattro di Pisa, novelli Cenerentole, si vedono costretti a concludere il live prima della mezzanotte, così, sulle note di “Fango”, il cui testo è stato recentemente insignito della Targa Giovani MEI 2.0., salutano il pubblico.

Ma poi ci ripensano, se ne fregano dell’amplificazione, si armano di chitarra acustica e viola, si siedono a terra e regalano al sognante pubblico radunatosi sotto al palcoscenico una confidenziale versione di “Occhi bianchi”: chapeau per la capacità di trasformare l’attitudine punk in una deliziosa intimità.

Soddisfatta dall’aver assistito a questo piacevole fuori programma, posso tornare a casa. Viva i Criminal Jokers, abbasso il vicinato molesto.

(Giada Arena)

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