Radio Bombay intervista i Nadar Solo

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Nadar come nuotare in spagnolo, come il soprannome di quel fotografo francese che ispirò i racconti di Verne, o come..? Cosa c’è nel vostro DNA?

… e come il titolo di un film diretto dal regista argentino Exequiel Acuna una decina di anni fa.

In un post della vostra pagina Facebook avete scritto ”Il 2013 è stato bellissimo. Il 2014 è tutto da scrivere.” Per adesso questo Inverno tour come sta andando e quali sono le bozze del 2014?

Abbiamo cominciato i primi concerti e stiamo lavorando per suonare fino alla fine della prossima estate. Nel frattempo, tra una data e l’altra, ci metteremo al lavoro su nuovi brani.

Come nasce l’idea di Spazio 211?

C’era la volontà di uscire con qualcosa entro la fine dell’anno, ma non volevamo che fosse il solito videoclip. L’idea di un EP live è venuta a Ugo, il nostro agente live, per testimoniare quello che succede sul palco durante un concerto dei Nadàr Solo.

Siete sopravvissuti ad un’intervista di Pino Scotto in cui dicevate che “ il rock è un vestito meraviglioso per dire le cose”:rimanete fedeli a questo guardaroba?

Assolutamente si.

“Don Chisciotte non sa più con chi combattere”: così ne Il vento, brano in featuring con il Teatro degli Orrori, cantavate la pigrizia del vento: ancora non soffia più o qualcosa inizia a muoversi?

Il brano è la metafora di un sentimento di impotenza che attraversa la nostra epoca. Un sentimento a cui per fortuna molti non si arrendono. Finché resta anche un solo Don Chisciotte a combattere contro i mulini a vento, non tutto è perduto…

Recentemente, la polemica sulla supposta irrinunciabilità della Siae, è sfociata in una interrogazione parlamentare operata sul fatto che la suddetta attribuzione dell’ente sia stata abolita con una legge del ’96: come musicisti, quali handicap riscontrate nel sistema musica italiano e specificatamente nel settore del diritto d’autore? Quanto questo sistema danneggia gli emergenti?

Dovessi elencarti gli handicap del sistema musica italiano non basterebbe un libro… Per quanto riguarda la SIAE il problema è semplice: ripartizione equa dei diritti. Per capirci, gli emergenti praticamente non vedono una lira. Non c’è molto altro da aggiungere.

Progetti futuri?

Come già detto, suonare suonare e suonare. E un disco nuovo, prima di quanto si possa pensare.

A cura di Valentina Spasaro

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