Radio Bombay intervista i Montreal

I Montreal sono una delle band provenienti dall’officina musicale di Cosecomuni. In questa breve chiacchierata ci parlano dell’importanza di tale esperienza, dei loro riferimenti musicali e dei loro progetti futuri.

  1. Partiamo dalla vostra biografia. I Montreal nascono nel 2008 e, dopo vari cambi di line up, arrivano al debutto su disco nel 2012. Cosa vi ha spinto a costituire la band ed a chiamarla Montreal?
    Come ogni band anche la nostra è nata con il fine primario di convogliare la nostra passione per la musica in qualcosa di concreto che ci desse modo di seguire in piccolo le orme di tutti gli artisti che abbiamo guardato sempre con ammirazione. Il nome della band invece è nato in maniera del tutto casuale: poco prima del nostro primo concerto, ancora senza nome, Gianluca (cantante) arrivò in sala proponendo “Montreal”. Inizialmente pensavamo di tenerlo provvisoriamente ma come è facilmente intuibile ormai ci segue da quattro anni.

 

  1. Il vostro primo EP, “Situazioni Momentanee Di Panico”, è stato prodotto dai Velvet. Come siete entrati in contatto e che esperienza è stata lavorare con loro?
    É successo tutto casualmente: li abbiamo conosciuti una sera e si sono mostrati subito molto disponibili. Non si sono limitati solo a registrare e mixare i nostri brani ma hanno messo a disposizione la loro esperienza insegnandoci tante cose. Dopo sei mesi in studio con loro ci siamo resi conto da soli che il nostro approccio alla musica era diventato più consapevole sia per ciò che concerne la scrittura dei brani sia sul versante live e così abbiamo posto le basi per una collaborazione che ci sta regalando tante soddisfazioni.

  1. Ascoltando i tre brani del disco emergono chiare influenze di band che non fate mistero di ammirare, come i Klaxons e i Kasabian. Il cantato invece ricorda talvolta i Subsonica, soprattutto in “Montecristo!”. Quali sono i vostri punti di riferimento musicali?
    Ognuno di noi ascolta musica differente e le band citate sono sicuramente il punto d’incontro delle nostre varie influenze ma ci poniamo nei loro confronti solo come modello di partenza per l’elaborazione di un suono che possa essere il più possibile personale e originale!

  1. Come nasce un vostro brano? Da cosa traete ispirazione?
    Generalmente i nostri brani nascono da spunti musicali elaborati a casa e poi sviluppati in sala prove: un riff di chitarra, una sequenza di accordi, una frase di tastiera. Una volta terminata la fase strumentale e improvvisata una melodia per la voce, scriviamo il testo. L’ispirazione nasce dall’osservazione di ciò che ci circonda: prediligiamo scrivere di tematiche sociali anche se rivolgiamo l’attenzione a vicende autobiografiche.

  1. A quando un primo album? Ci state lavorando?
    Possiamo vederla in questo modo: non vogliamo affrettarci a rispondere a questa domanda non conoscendo ancora la risposta. Stiamo lavorando in studio su nuovi brani e speriamo di poterli riunire il prima possibile in un album, ma non vogliamo fare il salto più lungo della gamba senza prima esserci fatti conoscere al meglio delle nostre capacità attraverso il nostro EP d’esordio.

  1. Ultima domanda: cosa avete in cantiere per il futuro?
    Suonare dal vivo e farci conoscere il più possibile. Abbiamo ancora tanto da imparare e da fare ma non vogliamo affrettare i tempi. Per il momento facciamo un passo alla volta così da poter sempre migliorare e dare il massimo, con l’augurio di poter vivere un giorno con ciò che davvero ci piace fare.

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