Radio Bombay intervista gli Stable Noise

sn

1. Come nascono gli Stable Noise?

Gli Stable Noise nascono da quattro amici che, dopo aver avuto ognuno qualche esperienza musicale precedente, iniziano a ritrovarsi nella solita “cantina attrezzata a saletta” , si guardano faccia a faccia e dicono: basta cover e vediamo che esce fuori.

Pura intuizione e quel pizzico di ignoranza musicale, che nel rock non guasta mai, ci stanno facendo trovare a nostro giudizio un sound su cui iniziare a lavorare.

La fortuna che abbiamo avuto è che prima di essere musicisti siamo amici, ciò ci ha permesso di avere un ottima sintonia anche a livello compositivo e musicale, cosa che ci aiuta nella composizione dei pezzi e delle melodie. Senza contare che l’avere una nostra saletta per le prove è un enorme vantaggio, ci permette di provare tranquillamente quando vogliamo.

2. Lo stoner rock è un genere che nasce in america negli anni ’90 e forse solo adesso se ne sente l’influenza anche in Italia, voi cosa ne pensate? Quali sono i gruppi che ammirate maggiormente?

Si in Italia le correnti artistiche arrivano sempre come un delay: in ritardo e con minore intensità, o meglio, è più difficile accorgersene e dargli un valore. Anche se ultimamente qualcosa sta cambiando. Poi lo Stoner , per quanto riteniamo sbagliato l’uso di etichette,  può essere anche il giusto compromesso per chi dalla musica richiede una forte energia o una valvola di sfogo, ti faccia venire voglia di ballare o bere una birra, ti stimola adrenalina. Alla fine noi Italiani siamo a sangue caldo e visto il periodo ne abbiamo da sfogare…

I gruppi che ammiriamo sono innumerevoli! Come nominarne uno e non l’altro? In ogni modo non ci facciamo problemi, tutti ascoltiamo musica dagli anni 50 ad oggi.
Poi c’è il nostro bassista Bombi che è un vero cultore musicale e quindi la novità non manca mai.

Ti possiamo dire i gruppi forse più vicini alla nostra idea musicale, Queens of the Stone Age, Them Crooked Vultures, Led Zeppelin, The Beatles…giusto per farci fare brutta figura!

3. Secondo voi la scelta di cantare in inglese è dettata in qualche modo dal genere musicale che si suona o è una necessità comunicativa?

E’ una scelta musicale del cantato pensato come uno strumento. Come scegliere di suonare una chitarra rispetto ad un violino. Oltre al vantaggio non da poco di far ascoltare le tue canzoni anche al di fuori dell’Italia. Detto questo secondo noi l’italiano è una lingua molto musicale, ma a gusto personale preferiamo l’inglese.

4. Come è nato il vostro primo album “Milkshake”?

E’ stata un’offerta che ci ha fatto Alessandro De Berti, la scuola musicale “Officine Musicali del Borgo” e a cui ha partecipato la “Milk”. Un progetto per tre band emergenti capitato a neanche un anno che suonavamo insieme, un’ottima occasione per fare esperienza e registrare i primi demo, perché di questo si tratta, una prima esperienza in studio. Con il tempo le abbiamo, a nostro giudizio, migliorate e messo in repertorio nuovi pezzi, che vorremmo registrare al più presto.

5. Quali sono stati i vostri ascolti durante la fase di composizione del disco?

Non c’è stata una vera e propria fase di composizione del disco, abbiamo semplicemente raccolto tutto il lavoro fatto in saletta fino ad allora. Ma in generale la composizione più che su ascolti particolari, si basa su ore e ore di jam o improvvisazione, come la si vuol chiamare, ore anche di confronto tra di noi…è comunque un procedimento abbastanza lungo, ma nello stesso tempo stimolante e divertente.

6. Che cosa ne pensate della scena musicale italiana?

Qui ci sarebbe da discuterne! Diciamo che spesso.. o sempre per i più pessimisti, la musica portata all’attenzione della massa, non è quella musicalmente più valida che ha da offrire il panorama italiano. Quello che secondo noi è veramente debilitante riguardo la musica italiana è la mancanza di locali ben attrezzati e soprattutto che diano più importanza alla musica emergente, e non alla gente che sei in grado di portare…

In giro poi devi ancora andare a spiegare a molti la differenza fra musica e karaoke. C’è del lavoro da fare, speriamo che col tempo la situazione cambi!

7. Quali sono i vostri progetti futuri?

Al momento abbiamo dei contest in programma, qualche live e la registrazione di nuovi demo in attesa di novità e nuove opportunità.

Viviamo di musica praticamente ventiquattro ore al giorno, non nascondiamo che il sogno sarebbe continuare a crescere e avere la possibilità di dimostrare prima di tutto a noi stessi dove siamo in grado di arrivare.

(Stella Tavella)

 

Un pensiero riguardo “Radio Bombay intervista gli Stable Noise

Lascia una risposta