Ritorna il Bombay Saturday all’Urban con la follia del Management del dolore post operatorio

managementxweb

Urban Club – Sabato 8 Febbraio
Ingresso 8 euro (6 in lista)
Opening: Diraq
Live: Management del dolore post operatorio
Aftershow: Casa disagio (Lukaos & Giov)

In attesa dell’uscita del nuovo disco McMao, la band porterà in scaletta alcuni brani inediti inclusi della loro prossima release.“McMao” ricomincia il discorso là dove il precedente lavoro l’aveva interrotto. Non meno ironico e sincero, non più pacificato del suo predecessore. Ma voglioso di mischiare le carte, come già nel titolo, associando immagini che (apparentemente) non hanno nulla a che fare per lasciare emergere le contraddizioni, l’imbecillità ma anche il rabbioso entusiasmo di chi cerca una realtà diversa. “Il posto più pericoloso non è Baghdad / il più pericoloso è il cesso dell’università / il piscio a terra e intorno i figli di papà”.

Una voglia di cambiare senza stravolgere che anche a livello musicale allarga lo specchio di influenze iniettando echi punk-funk, new wave e squarci di livida elettronica, arrivando anche ad omaggiare inaspettatamente Luca Carboni (la cover di “Fragole buone buone”), per rendere più vario un suono che soprattutto dal vivo si trasforma in sudore, divertimento e sana adrenalina. I MADE DOPO, insomma, tornano a dire quello che va detto e lo fanno a modo loro, come giullari della vita che usano il rock per raddrizzarne le storture.

Nello scorso tour avevano anticipato un brano, “La pasticca blu”,che era diventato anche un video e già la diceva lunga su cosa sarebbe stato il nuovo lavoro. D’altra parte quando si rischia di precipitare in un abisso di disillusione, quando l’essere alternativi significa solo conformismo (“perché quelli che vivono uguale / hanno un’idea della bellezza così volgare / pensano che sia / una cosa che serve per scopare”), quando anche l’arte pare avere abbandonato la nave (“Ho il vago sospetto che facciano i film in alta definizione / per compensare la bassezza morale delle persone”) e quando vale tutto a tal punto che pure grandi uomini come Jim Morrison (a cui è dedicata James Douglas Morrison) diventano santini da tenere nel taschino per fingere di essere intellettuali maledetti, allora l’unica cosa che rimane è cantare e cantare forte. Perché la vita di ciascuno di noi non può passare così, imprigionata in un agghiacciante fast food esistenziale.

I poeti maledetti? bleah!
La finta rabbia, la finta bava, la finta sbornia, le finte frecce.
Tutto finto o tutto vero, chi si conforma pure dall’altro lato, quello alternativo, per sembrare più alternativo.
La risposta a tutto questo è
IL MANAGEMENT DEL DOLORE POST-OPERATORIO
la soluzione all’inconveniente di essere nati .
Nati in questo mare di mezzibusti scolpiti per questo o quest’altro mito inventato dall’industria del cinema americano.
I quattro da Lanciano (CH), una piangente cittadina medievale,
hanno indossato le vesti del giullare
per ridere e sputare!
Si fracassano in un incidente d’auto, fanno due conti con il dolore e l’inefficienza degli ospedali italiani e si rendono conto, semmai non fosse abbastanza, che così non va, che si sono stancati.
Ma lo sbuffo più grande, più totale, il più annoiato “AUFF!!” del loro disco d’esordio che li ha portati a suonare in tutt’Italia – compreso Berlino e lo Sziget festival di Budapest – è diretto verso di loro= Questi maledetti, che siano maledetti!
Prima di produrre il disco con MArteLabel hanno vinto numerosi premi: Italia Wave, Primo Maggio Tutto l’Anno, Il Rock è Tratto, UPLOAD di Bolzano, alla cui direzione c’è il Sig. Cristiano Godano dei Marlene. Nel 2010 vincono il “Premio produzione al festival MArteLive ” ed entrano quindi nel roster dell’etichetta MArteLabel. L’anno seguente inizieranno le registrazioni del primo album sotto la direzione artistica di Manuele MAX STIRNER Fusaroli, ed ora, sono disposti a disboscare le montagne, con il taglio della mano.

Luca Romagnoli (voce), Marco Di Nardo (chitarra), Nicola Ceroli (batteria) e Luca Di Bucchianico (basso).

Prima di loro sul palco i DIRAQ
There’s a place and a time … in cui il matematico Paul Dirac formalizza il concetto di impulso; dal silenzio al massimo dell’intensità, poi di nuovo immediatamente al silenzio.
There’s a place and a time … in cui un breve fragore squarcia il silenzio, è l’embrione di Sibyl… e a squarciare quel silenzio nelle notti di aprile sono la voce di Matteo, il basso di Alessandro, la chitarra di Edoardo e i tamburi di Michele, i dirac. Ma non basta … ci piace storpiarla questa realtà … e allora la lettera finale diventa una q … perché “così è più ambiguo”! … le idee, al contrario, sono molto chiare, tanto che in pochi mesi è pronto un EP, che vede la luce nel Gennaio 2010.
Con macchine e furgoni carichi di strumenti, in giro di giorno e di notte per strade e palchi, i diraq fanno risuonare quel fragore e quei silenzi, ogni volta in un posto diverso e inesplorato. “Stoner”, lo definirebbero alcuni, ma c’è molto altro a cui attingere per rendere più dinamica la tavolozza dei diraq.
Dopo due anni dietro ai tamburi, Michele decide di terminare questo percorso, la separazione è pacifica, ma non indolore. A colmare quel vuoto è Federico, perché nella sua vita c’è bisogno di più fragore e silenzi, salta così sul treno dei diraq e la band è di nuovo al completo.
Nello stesso periodo, la famiglia del fragore e dei silenzi inizia una collaborazione stabile con Lorenzo “ Dek” De Canonico, cesellatore di suoni ed alchimista del mixer. Il suo avvento completa la chimica di quel sound che i diraq hanno sempre inseguito.
A maggio 2012 varcano la soglia dell’Urban recording Studio di Perugia, per imprimere su disco quel fragore e quei silenzi che hanno fatto risuonare i giro per l’Italia, condensando in dieci tracce quel tumulto che bolliva loro nel sangue, raccolto attraverso i mesi e i chilometri. “Fake Machine” esce nel Gennaio 2013.
I Testi oscillano tra la denuncia sociale e la psicologia umana, storie surreali unite a sentimenti di disagio, scherzi grotteschi di natura teatrale.
This is the place and the time, in cui i diraq sono di nuovo pronti a partire.

A seguire dj set by Casa Disagio (Lukaos & Giov)

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