Io Non Sono Bogte questa sera in concerto a “La Caciara” di Costacciaro (Pg)

iononsonobogte

Io Non Sono Bogte si appresta a chiudere il tour 2013 che ha portato la band in numerose città italiane, tour che ha toccato anche il Circolo degli Artisti, l’Auditorium Parco della Musica, il il Mei-Supersound di Faenza 2012 e l’apertura del concerto fiorentino di Elisa a dicembre 2012. Il 18 ottobre il tour toccherà La Caciara di Costacciaro (PG).
Con “La discografia è morta e io non vedevo l’ora”, album d’esordio, Io non Sono Bogte ha espresso un’esigenza di rinnovamento, pubblicando il disco solo in formato USB. Nessun intento nichilista, bensì uno sguardo positivo su quello che può essere il futuro dei giovani precari: “Abbiamo deciso di fare uscire il nostro primo album su scheda USB per lanciare un messaggio chiaro e diretto, per far capire che oggi tutto è cambiato e siamo tutti noi ad avere in mano la responsabilità del futuro.” L’uscita del videoclip di Papillon, una fotografia a colori dell’amore omosessuale e più che mai un richiamo alla volontà di cambiamento della cieca visione italiana sul tema, gli è valsa ben 20.000 visualizzazioni Youtube in una sola settimana, mentre il video de’“Mercato nero delle ostie” è entrato in rotazione su Rock TV.
A quasi un anno dalla pubblicazione dell’album la band decide di ritirarsi in sala prove per tornare con un tour rinnovato a fine dicembre.

Biografia:
Io Non Sono Bogte nasce a Roma e si presenta al pubblico nel settembre 2011 con un primo videoclip, “La musica italiana & altre stragi”, presentato in contemporanea con la pubblicazione del libro “Rock In Progress – Promuovere, distribuire, far conoscere la vostra musica”, dell’autore e cantante della band, Daniele Coluzzi, e che contiene interviste e consigli dai maggiori giornalisti, tecnici e artisti della scena rock italiana.
Dopo un anno di intensa attività live, che porta Io Non Sono Bogte nei maggiori locali della capitale, come il Circolo degli Artisti e l’Auditorium Parco della Musica, viene presentato nell’ambito del Mei-Supersound di Faenza 2012 l’album d’esordio, “La discografia è morta e io non vedevo l’ora”, uscito il 20 novembre in speciale formato USB TAPE, una piccola scheda usb da 2gb dalla forma di una musicassetta. L’album viene prodotto grazie al sostegno dei fan tramite la piattaforma MusicRaiser, superando il budget minimo previsto, ed esce in esclusiva per La Repubblica XL. Per presentare l’album, la band partecipa ai live di artisti come Giorgio Canali, Giovanni Gulino dei Marta sui Tubi, Management del dolore post-operatorio, e viene invitata ad aprire il concerto di Elisa a Firenze a dicembre 2012.
Dall’album vengono estratti come videoclip “Il Mercato Nero delle Ostie”, che esce in esclusiva per Rolling Stone Italia ed entra in rotazione su Rock Tv e “Papillon”, sul tema dell’omosessualità, grazie al quale la band partecipa come ospite al Milano Pride 2013 e viene segnalata come Artista della Settimana su MTV New Generation. Il video riceve l’appoggio di tutte le associazioni LGBT italiane e supera le 20.000 views in una sola settimana.

Dicono di loro:
“un’allucinazione elettrica, una discesa dentro un inferno tutto interiore” . Rolling Stone
“sonorità che fanno riferimento al rock alternativo, con riconoscibili influenze post punk e new wave, mentre i testi, tendenzialmente autobiografici, tratteggiano i disagi della società attuale” . MTV New Generation
“Io Non Sono Bogte racconta di come la discografia sia diventata il simbolo di un intero mondo in disfacimento. E Bogte è il fantasma neanche troppo celato di essa” . Il Fatto Quotidiano
“Suoni sporchi, quasi punk, riff che innescano chitarre taglienti, testi debordanti…”. La Repubblica XL

“Chiunque credeva di star ascoltando qualcosa di convenzionale, fa bene a ricredersi. Questi quattro ragazzi sanno il fatto loro. Calcano il palco decisi, pronti, non si mascherano e non hanno paura di dire quello che pensano” . KeepOn
“Testi coraggiosi di chi seziona la realtà con piglio chirurgico e invoca il cambiamento, accompagnati da rock rigoroso e folk scarno, capaci di slanci melodici quanto violenti, di momenti di riflessione come di insofferenza”. Rumore
“Una band che riesce a sintetizzare lo slogan e il punk dei CCCP, il noise dei Marlene Kuntz, le storie dei Massimo Volume”. Rockerilla

Lascia una risposta