Heroes e Radio Bombay presentano: Zirma (King Of The Opera + Departure Avenue live)

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Live act:
King of the Opera
Ascoltali http://soundcloud.com/kingoftheopera/sets/nothing-outstanding/
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Departure Avenue
Ascoltali http://departureave.bandcamp.com/
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Letture di brani estratti da Le città invisibili di Italo Calvino a cura di:
– Giada Arena http://it.wikipedia.org/wiki/Giada_Arena
– Gabriele Barletta

Esposizione fotografica di:
– Giulia Bertini http://www.flickr.com/photos/74164576@N08/
– Cecilia Brugnoli http://www.flickr.com/photos/75687191@N07/
– Simone Bureca https://www.facebook.com/SimoneBurecaPhotographer
– Francesca De Dominicis http://www.flickr.com/photos/87501228@N05/

Dj-set:
– I Marpioni https://www.facebook.com/lavocedelmarpione?ref=ts&fref=ts
– Nofun https://www.facebook.com/pages/Fun-House-On-Radio-Bombay/128577930587319?ref=ts&fref=ts

Dalla città di Zirma i viaggiatori tornano con ricordi ben distinti: un negro cieco che grida nella folla, un pazzo che si sporge dal cornicione d’un grattacielo, una ragazza che passeggia con un puma legato al guinzaglio. In realtà molti dei ciechi che battono il bastone sui selciati di Zirma sono negri, in ogni grattacielo c’è qualcuno che impazzisce, tutti i pazzi passano le ore sui cornicioni, non c’è puma che non sia allevato per un capriccio di ragazza. La città è ridondante: si ripete perché qualcosa arrivi a fissarsi nella mente” (Italo Calvino, Le città invisibili)

Ci guardano dal basso, incuriositi più che preoccupati, ci guardano sporgerci dal cornicione dei grattacieli, ci dicono pazzi, come se ci avessero mai lasciato scelta diversa dalla pazzia, come se sul cornicione di un grattacielo si potesse far altro che sporgersi, pazzi loro.
No, nessuno di noi è stato davvero in un grattacielo e se c’è stato non se n’è accorto, il punto non è l’altezza, è sporgersi. Un gradino o trenta piani non fa differenza, lo stesso impegno per rimanere in bilico e perpetuare la sensazione del distacco. Le nostre serate sono quell’ultimo millimetro che tiene i piedi a terra mentre sei già senza peso.

E poi ci guardano nelle strade negri e urlanti e ciechi tra la folla, occhi strappati che potessimo guadagnarne in voce, e anche se la folla è solo una questione di prospettive noi non potremo mai essere la folla in cui loro camminano bianchi e silenti e vedenti.
No, non siamo propriamente neri né propriamente ciechi, per chi avesse difficoltà con i suddetti termini abbiamo assunto un laureato in metafore che durante la serata le spiegherà con dovizia di particolari. Invece urliamo davvero, le nostre serate urlano, quello ormai s’è capito, speriamo.

E ancora ci guardano, preoccupati sembra, tenere al guinzaglio i nostri puma allevati e non addomesticati come dono d’amore, l’eleganza selvaggia che ti strappa le carni e il cuore fingendosi mansueta, ci consegniamo a braccia aperte a lei che ci divori gli sguardi.
No, purtroppo non siamo riusciti a procurarci dei puma, ma possiamo giurare che ve ne andrete sbranati dalla gioia e masticati dalla bellezza, ve ne andrete sputati fuori da una meravigliosa follia che vi porterete addosso per giorni e giorni con noncuranza.

Siamo gli abitanti di Zirma, città ridondante, autoreplicante e alienante, come fosse presente con tutti i suoi angoli in un unico angolo e in un solo istante, si fissa chiara nella mente dei viaggiatori, non nella nostra che ad ogni ripetizione dà un nome diverso.
No, non lo sappiamo se Roma sia Zirma, dovreste chiederlo ai viaggiatori, non turisti, viaggiatori. Sappiamo invece che ci saranno due live semplicemente emozionanti, diverse foto stupende di quattro fotografi, due attori per un reading intenso, due sessioni di dj-set sudatissime. Ripetiamo i segni per cominciare ad esistere, ogni segno ha un grido diverso.

Torno anch’io da Zirma: il mio ricordo comprende dirigibili che volano in tutti i sensi all’altezza delle finestre, vie di botteghe dove si disegnano tatuaggi sulla pelle ai marinai, treni sotterranei stipati di donne obese in preda all’afa. I compagni che erano con me nel viaggio invece giurano d’aver visto un solo dirigibile librarsi tra le guglie della città, un solo tatuatore disporre sul suo panchetto aghi e inchiostri e disegni traforati, una sola donna-cannone farsi vento sulla piattaforma d’un vagone. La memoria è ridondante: ripete i segni perché la città cominci a esistere”(Italo Calvino, idem)

KING OF THE OPERA

King of the Opera is the new project of the Italian twenty-six year old Alberto Mariotti, the natural continuation of his previous artistic experience as Samuel Katarro.
Alberto Mariotti is considered one of the most promising artists of the Italian independent music scene. He has released two albums which have been loved by critics and appreciated by a huge audience. His music is based on the deconstruction of the classic blues form that he mutates with elements from psychedelia, acid rock, songwriting, wrong pop and more. Think Jennifer Gentle produced by Brian Wilson, or Real Estate if Black Heart Procession gave them the beating of their lives. As the first studio album as King of the Opera is being prepared, Alberto Mariotti’s music, formerly praised by some well-known artists as Patti Smith, Pere Ubu and Julian Cope, has evolved in such a way that is increasingly directed to an international audience.

DEPARTURE AVENUE
2012, July: The beginning at 27B’s.

2012 December 27th-2013 January 7th: The band arrives to the Everywhere Studios to record live their first record: “All the Sunset in a Cup”.

2013 January 13th: “All the Sunset in a Cup” comes out online for free-listening on Youtube.

2013 Janurary 14th: “All the Sunset in a Cup” available in free-download

www.heroesroma.com
www.radiobombay.it

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